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Decisione del Mediatore europeo sulla denuncia 1487/2005/GG contro il Consiglio dell'Unione europea

Un'associazione per la difesa della lingua tedesca ha lamentato l'incapacità del Consiglio di garantire che i siti web della presidenza siano disponibili in tedesco.

Il denunciante ha sottolineato che più cittadini dell'UE avevano il tedesco come lingua madre rispetto a qualsiasi altra lingua e che, dopo l'adesione dei nuovi Stati membri, il tedesco era, accanto all'inglese, la lingua compresa dalla maggior parte dei cittadini dell'UE, sia come lingua madre che come lingua straniera. Il denunciante ha inoltre sostenuto che le comunicazioni delle istituzioni dell'UE destinate principalmente al pubblico dovrebbero essere accessibili al maggior numero possibile di cittadini dell'UE. Laddove il numero di lingue utilizzate fosse limitato, tale scelta dovrebbe, secondo il denunciante, basarsi sul peso demografico di tali lingue. Il denunciante ha pertanto ritenuto incomprensibile che i siti web della presidenza utilizzassero normalmente solo l'inglese e il francese, oltre alla lingua del paese che esercita la presidenza.

Pur accettando che la presidenza faccia parte del Consiglio in quanto istituzione, il Consiglio ha sostenuto di non avere alcuna responsabilità per i siti web della presidenza, sostenendo che essi ricadono sotto l'autorità degli Stati membri che esercitano la presidenza.

Secondo il Mediatore, poiché la presidenza fa chiaramente parte del Consiglio, i siti web della presidenza non possono essere considerati siti web "nazionali" che esulano dalla portata del diritto comunitario. Di conseguenza, la questione delle lingue utilizzate sui siti web della presidenza non può essere considerata al di fuori dell'ambito di applicazione del Consiglio. Il Mediatore ha pertanto ritenuto che il fatto che il Consiglio non abbia esaminato nel merito la richiesta del denunciante costituisse un caso di cattiva amministrazione. Di conseguenza, il Mediatore ha formulato un progetto di raccomandazione in materia.

In seguito alla reiezione del progetto di raccomandazione da parte del Consiglio, il 30 novembre 2006 il Mediatore ha presentato al Parlamento europeo una relazione speciale in cui chiedeva il sostegno del Parlamento in relazione alle seguenti conclusioni della sua indagine:

i) il Consiglio è responsabile delle lingue utilizzate sui siti web della presidenza;

ii) le informazioni sul sito web della presidenza del Consiglio dovrebbero idealmente essere disponibili in tutte le lingue ufficiali della Comunità;

iii) se il numero di lingue utilizzate sul sito web della presidenza del Consiglio deve essere limitato, la scelta delle lingue da utilizzare deve basarsi su considerazioni oggettive e ragionevoli; e

iv) il rifiuto del Consiglio di trattare il merito del caso, vale a dire la richiesta del denunciante di rendere disponibili anche in tedesco le presentazioni delle presidenze su Internet, è pertanto ingiustificato e costituisce un caso di cattiva amministrazione.


Strasburgo, 7 dicembre 2006

Egregio signor V.,

Il 1° aprile 2005 Lei ha presentato al Mediatore europeo, a nome del Verein Deutsche Sprache e.V., una denuncia contro il Consiglio dell'Unione europea. Tale denuncia riguardava la presunta incapacità del Consiglio di garantire che le presentazioni via Internet delle presidenze fossero rese disponibili anche in tedesco.

Il 30 novembre 2006, a seguito di un'indagine approfondita sulla Sua denuncia, compreso un progetto di raccomandazione al Consiglio, ho presentato una relazione speciale al Parlamento europeo, conformemente all'articolo 3, paragrafo 7, dello statuto del Mediatore. La relazione speciale raccomandava al Consiglio di prendere in considerazione la Sua richiesta di rendere disponibili anche in tedesco le presentazioni delle presidenze su Internet.

Lo statuto del Mediatore prevede che la presentazione di una relazione al Parlamento europeo sia l'ultima fase di un'indagine da parte del Mediatore.

Chiudo pertanto il fascicolo relativo alla denuncia.

Anche il Segretario generale del Consiglio sarà informato di tale decisione.

Cordiali saluti,

 

P. Nikiforos DIAMANDOUROS

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