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Decisione del Mediatore europeo sulla denuncia 1626/2006/MF contro la Commissione europea


Strasburgo, 22 ottobre 2007

Gentile signora M.,

Il 30 maggio 2006 Lei ha presentato una denuncia al Mediatore europeo contro la delegazione della Commissione europea a Lima (Perù) in merito alla gestione del progetto PROPOLI ("Programma de Lucha contra la Pobreza en las Zonas Urbano-Marginales de Lima Metropolitana").

Il 12 luglio 2006 ho trasmesso la denuncia al presidente della Commissione.

Il 20 luglio 2006 Lei ha informato i miei servizi che, in occasione di una riunione del 6 luglio 2006, aveva presentato all'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) la questione delle presunte irregolarità nella gestione del progetto PROPOLI.

La Commissione ha trasmesso la versione inglese del suo parere l’8 novembre 2006 e la traduzione francese il 1o dicembre 2006.

Il 4 dicembre 2006 Le ho trasmesso l'invito a presentare osservazioni entro il 31 gennaio 2007.

Il 31 gennaio 2007 mi avete inviato le vostre osservazioni.

Con e-mail del 1° febbraio 2007, un funzionario del servizio "Indagine interna" dell'OLAF mi ha informato che l'OLAF aveva ricevuto da Lei informazioni in merito a presunte irregolarità nella gestione del progetto PROPOLI.

Il 15 febbraio 2007 ho chiesto all’OLAF di fornirmi, entro il 15 aprile 2007, ulteriori informazioni al riguardo. Lei ne è stato informato con lettera dello stesso giorno.

Il 2 maggio 2007 i miei servizi hanno telefonato ai servizi dell'OLAF per ricevere informazioni sul ritardo nella risposta.

Il 25 maggio 2007 l’OLAF ha risposto alla mia richiesta di ulteriori informazioni.

La risposta dell’OLAF Le è stata trasmessa con l’invito a presentare osservazioni entro il 31 luglio 2007. Non sono pervenute osservazioni da parte Sua entro la data stabilita a tal fine.

Con messaggio di posta elettronica del 28 settembre 2007, i miei servizi La hanno contattata per sapere se avesse ulteriori osservazioni da formulare in merito alla risposta dell’OLAF.

Con e-mail del 1° ottobre 2007, Lei ha informato i miei servizi di non avere osservazioni da formulare.

Vi scrivo ora per farvi conoscere i risultati delle indagini che sono state fatte.


IL RECLAMO

Secondo il denunciante, i fatti pertinenti erano, in sintesi, i seguenti:

Contesto: denuncia 3036/2004/JMA

L'8 ottobre 2004 due esperti, che facevano parte del gruppo del progetto PROPOLI ("Programma de Lucha contra la Pobreza en las Zonas Urbano-Marginales de Lima Metropolitana"), finanziato dalla Commissione europea e dal ministero per le donne e lo sviluppo sociale del governo peruviano ("MIMDES"), hanno presentato una denuncia (rif.: 3036/2004/JMA) con il Mediatore europeo. Tale denuncia riguardava presunte irregolarità amministrative nella gestione del progetto.

Il 3 novembre 2004 i denuncianti sono stati informati che la denuncia era stata archiviata sulla base dell’articolo 2, paragrafo 3, dello statuto del Mediatore, in quanto l’oggetto non era stato sufficientemente individuato. I denuncianti sono stati inoltre informati della possibilità di rinnovare la loro denuncia presso il Mediatore, nel qual caso dovrebbero specificare più chiaramente le loro accuse e richieste.

Presente denuncia rif.: 1626/2006/MF

Il 30 maggio 2006 il Mediatore ha ricevuto un'ulteriore denuncia contro la delegazione della Commissione a Lima ("la delegazione") in merito alla gestione del progetto PROPOLI. La denuncia può essere riassunta come segue.

Dal marzo 2004 all'aprile 2006, il denunciante ha lavorato come amministratore del progetto PROPOLI. Il 26 aprile 2006 la denunciante ha presentato al codirettore del progetto un elenco di presunte irregolarità amministrative nella gestione del progetto.

La denunciante ha allegato alla sua denuncia al Mediatore l'elenco dei presunti casi di cattiva amministrazione (vale a dire irregolarità amministrative, rapporti di lavoro inadeguati e gestione delle risorse umane, iniquità, abuso di potere, mancata risposta, rifiuto di fornire informazioni, ritardi evitabili), unitamente ai documenti giustificativi. Ha poi sottolineato che desidera che il Mediatore si concentri sui seguenti tre principali casi di cattiva amministrazione: i) mancanza di trasparenza, ii) iniquità e iii) abuso di potere.

Nella sua denuncia, la denunciante ha affermato che sei esperti europei (compresi i due denuncianti nella denuncia 3036/2004/JMA) e circa 20 membri peruviani del personale della delegazione avevano ulteriormente informato la delegazione delle loro preoccupazioni relative alla cattiva gestione del progetto. Pur ricevendo tali informazioni, la delegazione non ha adottato alcuna misura per porre rimedio alla situazione.

Nella sua risposta al denunciante, datata 10 maggio 2006, il capo delegazione ha dichiarato di essere tenuto a chiedere la risoluzione del contratto del denunciante in considerazione della mancanza di accordo tra i membri del team del progetto e del mancato rispetto delle buone pratiche in materia di comunicazione. Dalla lettera del capo delegazione è emerso che la denunciante e uno dei suoi colleghi avevano deciso di informare l'altra parte che finanziava il progetto (ossia il MIMDES) delle presunte irregolarità amministrative nella gestione del progetto. I contratti della denunciante e del suo collega sono stati risolti nell'aprile 2006.

Nella sua risposta al denunciante, il capo delegazione ha inoltre sottolineato che, a seguito della sua lettera che lo informava di presunte irregolarità amministrative, la delegazione aveva organizzato riunioni e raccolto documenti giustificativi. Nella sua lettera, il capo delegazione ha dichiarato che non vi erano prove che giustificassero l'adozione di misure speciali al fine di porre rimedio alla situazione. Il capo delegazione ha inoltre affermato che, a seguito della suddetta lettera del denunciante, era stato deciso di organizzare un audit e di prendere in considerazione l'assunzione di un consulente nel settore dei rapporti di lavoro al fine di trattare le accuse del denunciante relative a rapporti di lavoro inadeguati e alla gestione delle risorse umane.

Nella sua denuncia al Mediatore, la denunciante ha messo in dubbio l'organizzazione di un audit da parte della delegazione in quanto, a suo avviso, l'audit, che sarebbe stato effettuato nel contesto degli audit annuali standard previsti per ciascun progetto, sarebbe stato effettuato da una società di revisione peruviana il cui lavoro si era, in passato, rivelato superficiale.

La denunciante ha sostenuto che la Commissione ha deciso ingiustamente di risolvere il suo contratto di amministratore del progetto (così come il contratto del suo collega) perché il co-direttore, responsabile delle irregolarità, ha mantenuto il suo posto. Ha presentato le seguenti accuse:

  1. Mancanza di trasparenza, iniquità e abuso di potere da parte della delegazione della Commissione nella gestione del progetto.
  2. La Commissione ha deciso ingiustamente di risolvere il contratto della denunciante in qualità di amministratore del progetto (e del suo collega) perché il co-direttore, che era all'origine delle irregolarità, ha mantenuto il suo posto.

Il denunciante ha presentato le seguenti argomentazioni:

  1. Dovrebbero essere adottate sanzioni nei confronti dei funzionari della delegazione della Commissione e del codirettore del progetto.
  2. Dovrebbero essere adottate sanzioni nei confronti dell ' "Ufficio di studio " che si occupa dell 'assistenza tecnica europea ("Terra HCG" ).

In relazione alla seconda affermazione della denunciante e alle sue due affermazioni, in merito alle quali non aveva presentato precedenti approcci amministrativi, il Mediatore ha deciso che, sulla base dell'articolo 2, paragrafo 4, del suo statuto, tali aspetti del caso erano irricevibili. Il Mediatore ha pertanto chiesto alla Commissione di presentare un parere sulla prima accusa del denunciante.

L'INCHIESTA

Il parere della Commissione

Nel suo parere, la Commissione ha dichiarato, in sintesi, che la delegazione aveva applicato correttamente le norme che disciplinano la supervisione e la gestione del progetto PROPOLI (1). Il progetto è stato debitamente monitorato ed è stato effettuato un audit esterno. La Commissione ha dichiarato che non vi erano atti illeciti di cui essa potesse essere ritenuta responsabile. Secondo la Commissione, non si sono verificati casi di mancanza di trasparenza, iniquità o abuso di potere da parte della delegazione nella gestione del progetto.

Osservazioni del denunciante

Nelle sue osservazioni del 31 gennaio 2007, la denunciante ha mantenuto la sua denuncia. Afferma inoltre che non le è mai stato chiesto di testimoniare né le sono state poste domande durante l'audit esterno.

Il denunciante ha inoltre informato il Mediatore che erano state organizzate due riunioni con l'OLAF il 6 luglio 2006 e il 17 gennaio 2007 e che il caso era attualmente pendente dinanzi all'OLAF.

E-mail dell'OLAF del 1° febbraio 2007

Con e-mail del 1° febbraio 2007, un funzionario del servizio "Indagine interna" dell'OLAF ha informato il Mediatore che l'OLAF aveva ricevuto informazioni dal denunciante in merito a presunte irregolarità nella gestione del progetto PROPOLI.

Il funzionario dell’OLAF ha fatto riferimento alla riunione del 6 luglio 2006, durante la quale la denunciante ha dichiarato di aver presentato una denuncia al Mediatore, che quest’ultimo aveva avviato un’indagine e che altre due persone avevano già presentato una denuncia al Mediatore nel 2004.

Nel suo messaggio di posta elettronica, il funzionario dell’OLAF ha dichiarato di essere incaricato di valutare le informazioni ricevute al fine di avviare un’indagine interna. Ha chiesto al Mediatore di confermare che le informazioni fornite dal denunciante durante la riunione del 6 luglio 2006 erano corrette. Chiede inoltre informazioni sull'esito della denuncia presentata nel 2004 da due esperti europei.

Risposta del Mediatore del 15 febbraio 2007

Con lettera del 15 febbraio 2007, il Mediatore ha risposto alla richiesta di ulteriori informazioni dell’OLAF in merito alla denuncia.

Ha inoltre chiesto all'OLAF di informarlo , entro il 15 aprile 2007, se era stata avviata o sarebbe stata avviata un'indagine in merito a una delle questioni sollevate dal denunciante.

Lettera dell’OLAF del 25 maggio 2007

Con lettera del 25 maggio 2007, l’OLAF ha risposto che, il 18 agosto 2006, era stata avviata un’indagine esterna a seguito di una denuncia inizialmente presentatale dal denunciante il 6 luglio 2006.

L'OLAF ha inoltre affermato che, a seconda dell'esito dell'indagine esterna, può essere avviata un'indagine interna sul comportamento del personale della Commissione nella gestione del progetto, in particolare per quanto riguarda il trattamento delle accuse presentate dalla denunciante nella sua denuncia all'OLAF.

L'OLAF ha dichiarato che avrebbe tenuto informato il Mediatore in merito alla sua decisione di avviare un'indagine interna.

Osservazioni del denunciante

La lettera dell’OLAF del 25 maggio 2007 è stata trasmessa al denunciante con l’invito a presentare osservazioni.

Non sono pervenute osservazioni dal denunciante entro la data stabilita a tal fine.

Ulteriori contatti tra i servizi del Mediatore e il denunciante

Con messaggio di posta elettronica del 28 settembre 2007, i servizi del Mediatore hanno contattato la denunciante per verificare se avesse ulteriori osservazioni da formulare sulla risposta dell’OLAF.

Con messaggio di posta elettronica del 1° ottobre 2007, la denunciante ha informato i servizi del Mediatore di non avere osservazioni da formulare.

LA DECISIONE

1 Sull'asserita mancanza di trasparenza, iniquità e abuso di potere da parte della delegazione nella gestione del progetto

1.1 Dal marzo 2004 all'aprile 2006, il denunciante ha lavorato come amministratore del progetto PROPOLI. Il 26 aprile 2006 la denunciante ha presentato al codirettore del progetto un elenco di presunte irregolarità amministrative nella gestione del progetto. Nella sua denuncia, la denunciante ha affermato che la delegazione della Commissione europea a Lima ("la delegazione") nella gestione del progetto ha mancato di trasparenza, iniquità e abuso di potere. Il denunciante ha sollevato un'altra affermazione e altre due, che il Mediatore europeo ha archiviato sulla base dell'articolo 2, paragrafo 4, del suo statuto.

1.2 Nel suo parere, la Commissione ha dichiarato, in sintesi, che la delegazione aveva applicato correttamente le norme che disciplinano la supervisione e la gestione del progetto PROPOLI. Secondo la Commissione, il progetto era stato debitamente monitorato ed era stato effettuato un audit esterno. La Commissione ha dichiarato che non vi erano atti illeciti di cui essa potesse essere ritenuta responsabile. Secondo la Commissione, non si sono verificati casi di mancanza di trasparenza, iniquità o abuso di potere da parte della delegazione nella gestione del progetto.

1.3 Nelle sue osservazioni, la denunciante ha mantenuto la sua denuncia. A suo avviso, nel corso dell'audit esterno non le è mai stato chiesto di testimoniare o di porre domande. Il denunciante ha inoltre informato il Mediatore che il 6 luglio 2006 e il 17 gennaio 2007 erano state organizzate due riunioni con l'Ufficio europeo per la lotta antifrode ("OLAF") e che il caso era attualmente pendente dinanzi all'OLAF.

1.4 Con messaggio di posta elettronica del 1° febbraio 2007, un funzionario del servizio "Indagine interna" dell'OLAF ha informato il Mediatore che l'OLAF aveva ricevuto informazioni dal denunciante in merito a presunte irregolarità nella gestione del progetto PROPOLI.

1.5 Con lettera del 15 febbraio 2007, il Mediatore ha chiesto all'OLAF di informarlo, entro il 15 aprile 2007, dell'avvio o dell'intenzione di avviare un'indagine su una delle questioni sollevate dal denunciante.

1.6 Con lettera del 25 maggio 2007, l'OLAF ha risposto che, il 18 agosto 2006, era stata avviata un'indagine esterna a seguito di una denuncia inizialmente presentatale dal denunciante il 6 luglio 2006. L'OLAF ha inoltre affermato che, a seconda dell'esito dell'indagine esterna, può essere avviata un'indagine interna sulla condotta del personale della Commissione nella gestione del progetto, in particolare per quanto riguarda il trattamento delle accuse presentate dalla denunciante nella sua denuncia nei suoi confronti. L'OLAF ha dichiarato che avrebbe tenuto informato il Mediatore in merito alla sua decisione di avviare un'indagine interna.

1.7 La lettera dell’OLAF del 25 maggio 2007 è stata trasmessa al denunciante con l’invito a presentare osservazioni. Poiché non sono pervenute osservazioni dalla denunciante entro la data stabilita a tal fine, i servizi del Mediatore hanno contattato la denunciante il 28 settembre 2007 per verificare se avesse ulteriori osservazioni da formulare sulla risposta dell’OLAF. Con messaggio di posta elettronica del 1° ottobre 2007, la denunciante ha informato i servizi del Mediatore di non avere osservazioni da formulare.

1.8 L'articolo 195 del trattato che istituisce la Comunità europea stabilisce che "(...) nell'esercizio delle sue funzioni, il Mediatore europeo svolge le indagini per le quali ha fondati motivi (...)".

1.9 Nel caso di specie, il Mediatore osserva che l'OLAF ha avviato un'indagine esterna su questioni sollevate anche nella denuncia che gli è stata presentata. L'indagine dell'OLAF è in corso. In tali circostanze, il Mediatore ritiene che non vi siano motivi per ulteriori indagini sulla denuncia.

2 Conclusione

Sulla base delle indagini del Mediatore su questa denuncia, non sembrano esserci motivi per ulteriori indagini sulla denuncia. Il Mediatore archivia pertanto il caso.

Anche il presidente della Commissione sarà informato di tale decisione.

Cordiali saluti,

 

P. Nikiforos DIAMANDOUROS


(1) Programma de Lucha contra la Pobreza en las Zonas Urbano-Marginales de Lima Metropolitana.

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