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Decisione del Mediatore europeo che chiude l'indagine di propria iniziativa OI/15/2014/PMC sul modo in cui il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) gestisce le accuse di gravi irregolarità riguardanti la missione dell'UE sullo Stato di diritto (EULEX) in Kosovo

Giovedì | 04 dicembre 2014

Dopo aver richiamato l'attenzione del Mediatore su alcune presunte gravi irregolarità riguardanti la missione dell'UE sullo Stato di diritto (EULEX) in Kosovo da parte di un procuratore EULEX e dei media, il Mediatore ha deciso di avviare un'indagine di propria iniziativa al fine di valutare se il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) ed EULEX abbiano adeguatamente indagato o stiano indagando adeguatamente su tali accuse.

Al fine di accertare quali azioni dovesse intraprendere, il Mediatore ha ispezionato il fascicolo del SEAE/EULEX relativo alla questione. Dall'ispezione è emerso che EULEX aveva condotto un'indagine interna preliminare e aveva assunto un procuratore esterno per indagare sulle irregolarità. Inoltre, il SEAE aveva nominato un esperto esperto per riesaminare il mandato di EULEX da un punto di vista sistemico, con particolare attenzione alle accuse sollevate.

Il Mediatore ha osservato che EULEX non ha seguito la procedura standard per indagare su tali accuse. Ha inoltre rilevato la necessità di esaminare il modo in cui è stato assunto il procuratore esterno. Tuttavia, dato che l'esperto recentemente nominato dall'alto rappresentante dell'UE ha chiarito che tali questioni faranno parte del riesame da lui effettuato, il Mediatore ha ritenuto che al momento non fosse necessario intraprendere ulteriori azioni da parte sua.

Decisione del Mediatore europeo che chiude l'indagine sulla denuncia 1092/2012/OV contro il Parlamento europeo

Mercoledì | 27 agosto 2014

Il denunciante, che è bilingue francese-italiano, ha chiesto al Parlamento di consentirgli di sostenere prove scritte in un concorso interno in italiano nonostante il fatto che, secondo il bando di concorso, avrebbe dovuto sostenere prove in francese, la sua lingua principale registrata come tale nella banca dati pertinente del Parlamento.  Il Parlamento ha respinto tale richiesta sostenendo che essa si basava unicamente su motivi personali di opportunità. Il Mediatore non ha riscontrato alcuna cattiva amministrazione da parte del Parlamento, in quanto il suo rifiuto era basato su motivi chiari e accettabili.  Osserva inoltre che il Parlamento potrebbe i) consentire al personale bilingue di dichiarare entrambe le loro lingue nelle relazioni annuali dei servizi della Commissione come lingue principali e ii) aggiungere alle relazioni annuali dei servizi della Commissione, la sezione "conoscenza delle lingue", una nota secondo cui i dati di questa sezione serviranno per tutte le finalità relative alle risorse umane nell'anno successivo.

Decisione della Mediatrice europea che conclude l'indagine sulla denuncia 1076/2013/EIS contro l'Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO)

Lunedì | 23 giugno 2014

Il caso riguardava il carattere asseritamente discriminatorio di una domanda riguardante l'esperienza professionale o gli studi all'estero nel quadro di una procedura di selezione organizzata dall'Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO).

Il denunciante, cittadino italiano, ha lavorato per l'UE a Ispra, in Italia, per tre anni. Ha partecipato a una procedura di selezione organizzata da EPSO. Una delle domande incluse nella sezione "Valutazione dei talenti" del modulo di candidatura recitava "Un'esperienza professionale (o di studi) all'estero (in un paese diverso dal paese d'origine dei candidati) di una durata superiore a sei mesi consecutivi". I candidati erano invitati a rispondere a questa domanda in senso affermativo o negativo. Considerando che l'autore della denuncia aveva maturato l'esperienza pertinente lavorando per l'UE nel suo paese d'origine, ha risposto alla domanda in senso negativo. Ciò ha portato EPSO a eliminarlo dalla fase successiva della procedura, per cui l'autore della denuncia si è rivolto al Mediatore, asserendo che la domanda era discriminatoria in quanto non teneva conto di circostanze specifiche.

La Mediatrice ha indagato la questione ed è giunta alla conclusione che non vi è palese errore di valutazione da parte di EPSO, in quanto il requisito dell'esperienza maturata all'estero era chiaramente stabilito dall'invito a manifestare interesse e la posizione di EPSO è altresì in linea con la giurisprudenza pertinente. La Mediatrice ha quindi archiviato il caso senza riscontrare cattiva amministrazione.

Decisione del Mediatore europeo che chiude l'indagine sulla denuncia 1651/2012/(ER)PMC contro la Commissione europea

Venerdì | 13 giugno 2014

Il denunciante è un'associazione italiana che ha realizzato un progetto in Armenia, finanziato mediante una sovvenzione della delegazione dell'UE in tale paese. Alla fine del 2009, dopo il completamento del progetto, il denunciante ha chiesto alla delegazione dell'UE in Armenia di effettuare il pagamento finale. Tuttavia, la delegazione ha chiesto alcuni chiarimenti al denunciante e successivamente, a causa della complessità del progetto e delle presunte irregolarità, ha chiesto un audit. Il denunciante si è rivolto al Mediatore europeo nell'agosto 2012, lamentando che la delegazione ha impiegato quasi due anni per effettuare il pagamento finale dopo che il denunciante ha presentato la sua richiesta di pagamento. Il denunciante ha chiesto alla delegazione di rimborsarle le spese sostenute in attesa del pagamento in sospeso.

Il Mediatore non era convinto che la decisione della delegazione di chiedere ulteriori informazioni e, successivamente, di commissionare un audit fosse irragionevole. Se è vero che la relazione di audit ha concluso che i costi ammissibili sostenuti ammontavano al 99,77% dei costi dichiarati, la relazione ha anche individuato alcune carenze nell'attuazione del progetto. Dal momento che non vi è nulla che suggerisca un ritardo eccessivo da parte della delegazione, ritiene infondata l'affermazione del denunciante. Di conseguenza, il Mediatore ha archiviato il caso constatando l'assenza di cattiva amministrazione. Per quanto riguarda alcune questioni procedurali sollevate dal denunciante, il Mediatore non ha riscontrato motivi per ulteriori indagini.