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Trattamento da parte del SEAE delle accuse di gravi irregolarità riguardanti la missione dell'UE sullo Stato di diritto (EULEX) in Kosovo
Venerdì | 29 aprile 2016
Decisione del Mediatore europeo che chiude l'indagine di propria iniziativa OI/15/2014/PMC sul modo in cui il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) gestisce le accuse di gravi irregolarità riguardanti la missione dell'UE sullo Stato di diritto (EULEX) in Kosovo
Giovedì | 04 dicembre 2014
Dopo aver richiamato l'attenzione del Mediatore su alcune presunte gravi irregolarità riguardanti la missione dell'UE sullo Stato di diritto (EULEX) in Kosovo da parte di un procuratore EULEX e dei media, il Mediatore ha deciso di avviare un'indagine di propria iniziativa al fine di valutare se il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) ed EULEX abbiano adeguatamente indagato o stiano indagando adeguatamente su tali accuse.
Al fine di accertare quali azioni dovesse intraprendere, il Mediatore ha ispezionato il fascicolo del SEAE/EULEX relativo alla questione. Dall'ispezione è emerso che EULEX aveva condotto un'indagine interna preliminare e aveva assunto un procuratore esterno per indagare sulle irregolarità. Inoltre, il SEAE aveva nominato un esperto esperto per riesaminare il mandato di EULEX da un punto di vista sistemico, con particolare attenzione alle accuse sollevate.
Il Mediatore ha osservato che EULEX non ha seguito la procedura standard per indagare su tali accuse. Ha inoltre rilevato la necessità di esaminare il modo in cui è stato assunto il procuratore esterno. Tuttavia, dato che l'esperto recentemente nominato dall'alto rappresentante dell'UE ha chiarito che tali questioni faranno parte del riesame da lui effettuato, il Mediatore ha ritenuto che al momento non fosse necessario intraprendere ulteriori azioni da parte sua.
Richiesta di modifica della "lingua principale" con l'obiettivo di partecipare a un concorso interno
Mercoledì | 17 settembre 2014
Decisione del Mediatore europeo che chiude l'indagine sulla denuncia 1092/2012/OV contro il Parlamento europeo
Mercoledì | 27 agosto 2014
Il denunciante, che è bilingue francese-italiano, ha chiesto al Parlamento di consentirgli di sostenere prove scritte in un concorso interno in italiano nonostante il fatto che, secondo il bando di concorso, avrebbe dovuto sostenere prove in francese, la sua lingua principale registrata come tale nella banca dati pertinente del Parlamento. Il Parlamento ha respinto tale richiesta sostenendo che essa si basava unicamente su motivi personali di opportunità. Il Mediatore non ha riscontrato alcuna cattiva amministrazione da parte del Parlamento, in quanto il suo rifiuto era basato su motivi chiari e accettabili. Osserva inoltre che il Parlamento potrebbe i) consentire al personale bilingue di dichiarare entrambe le loro lingue nelle relazioni annuali dei servizi della Commissione come lingue principali e ii) aggiungere alle relazioni annuali dei servizi della Commissione, la sezione "conoscenza delle lingue", una nota secondo cui i dati di questa sezione serviranno per tutte le finalità relative alle risorse umane nell'anno successivo.
Presunto carattere discriminatorio di una domanda inserita nella sezione «Talent screener» di un modulo di candidatura
Giovedì | 26 giugno 2014
Decisione della Mediatrice europea che conclude l'indagine sulla denuncia 1076/2013/EIS contro l'Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO)
Lunedì | 23 giugno 2014
Il caso riguardava il carattere asseritamente discriminatorio di una domanda riguardante l'esperienza professionale o gli studi all'estero nel quadro di una procedura di selezione organizzata dall'Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO).
Il denunciante, cittadino italiano, ha lavorato per l'UE a Ispra, in Italia, per tre anni. Ha partecipato a una procedura di selezione organizzata da EPSO. Una delle domande incluse nella sezione "Valutazione dei talenti" del modulo di candidatura recitava "Un'esperienza professionale (o di studi) all'estero (in un paese diverso dal paese d'origine dei candidati) di una durata superiore a sei mesi consecutivi". I candidati erano invitati a rispondere a questa domanda in senso affermativo o negativo. Considerando che l'autore della denuncia aveva maturato l'esperienza pertinente lavorando per l'UE nel suo paese d'origine, ha risposto alla domanda in senso negativo. Ciò ha portato EPSO a eliminarlo dalla fase successiva della procedura, per cui l'autore della denuncia si è rivolto al Mediatore, asserendo che la domanda era discriminatoria in quanto non teneva conto di circostanze specifiche.
La Mediatrice ha indagato la questione ed è giunta alla conclusione che non vi è palese errore di valutazione da parte di EPSO, in quanto il requisito dell'esperienza maturata all'estero era chiaramente stabilito dall'invito a manifestare interesse e la posizione di EPSO è altresì in linea con la giurisprudenza pertinente. La Mediatrice ha quindi archiviato il caso senza riscontrare cattiva amministrazione.
Decisione del Mediatore europeo che chiude l'indagine sulla denuncia 1651/2012/(ER)PMC contro la Commissione europea
Venerdì | 13 giugno 2014
Il denunciante è un'associazione italiana che ha realizzato un progetto in Armenia, finanziato mediante una sovvenzione della delegazione dell'UE in tale paese. Alla fine del 2009, dopo il completamento del progetto, il denunciante ha chiesto alla delegazione dell'UE in Armenia di effettuare il pagamento finale. Tuttavia, la delegazione ha chiesto alcuni chiarimenti al denunciante e successivamente, a causa della complessità del progetto e delle presunte irregolarità, ha chiesto un audit. Il denunciante si è rivolto al Mediatore europeo nell'agosto 2012, lamentando che la delegazione ha impiegato quasi due anni per effettuare il pagamento finale dopo che il denunciante ha presentato la sua richiesta di pagamento. Il denunciante ha chiesto alla delegazione di rimborsarle le spese sostenute in attesa del pagamento in sospeso.
Il Mediatore non era convinto che la decisione della delegazione di chiedere ulteriori informazioni e, successivamente, di commissionare un audit fosse irragionevole. Se è vero che la relazione di audit ha concluso che i costi ammissibili sostenuti ammontavano al 99,77% dei costi dichiarati, la relazione ha anche individuato alcune carenze nell'attuazione del progetto. Dal momento che non vi è nulla che suggerisca un ritardo eccessivo da parte della delegazione, ritiene infondata l'affermazione del denunciante. Di conseguenza, il Mediatore ha archiviato il caso constatando l'assenza di cattiva amministrazione. Per quanto riguarda alcune questioni procedurali sollevate dal denunciante, il Mediatore non ha riscontrato motivi per ulteriori indagini.
Decision of the European Ombudsman closing the inquiry into complaint 863/2012/(RA)FOR against the European Investment Bank
Mercoledì | 21 maggio 2014
Esame da parte del SEAE della relazione di valutazione del denunciante, a seguito dell'esito positivo di una denuncia ai sensi dell'articolo 90, paragrafo 2
Venerdì | 16 maggio 2014
Decisione del Mediatore europeo che chiude l'indagine sulla denuncia 1576/2011/ANA contro il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE)
Lunedì | 14 aprile 2014
Esclusione di un'associazione dall'appartenenza alla piattaforma per i diritti fondamentali
Venerdì | 04 aprile 2014
Decisione del Mediatore europeo che chiude l'indagine sulla denuncia 565/2012/ER contro l'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali
Mercoledì | 02 aprile 2014
Decisione del Mediatore europeo che chiude l'indagine sulla denuncia 1063/2012/(ER)PMC contro la Commissione europea
Venerdì | 14 marzo 2014
La composizione del Gruppo europeo di etica delle scienze e delle nuove tecnologie
Venerdì | 28 febbraio 2014
Decisione del Mediatore europeo che chiude l'indagine sulla denuncia 203/2012/MMN contro la Commissione europea
Martedì | 25 febbraio 2014
Progetto di raccomandazione del Mediatore europeo nella sua indagine sulla denuncia 1576/2011/ANA contro il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE)
Giovedì | 29 agosto 2013