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Decisione nel caso 1187/2013/VL - Mancata considerazione della richiesta di una candidata in stato di gravidanza
Decisione
Caso 1187/2013/VL - Aperto(a) il Mercoledì | 26 giugno 2013 - Decisione del Giovedì | 21 novembre 2013 - Istituzione coinvolta Ufficio europeo di selezione del personale ( Risoluzione da parte dell’istituzione ) - Paese Stati Uniti
La denunciante era una candidata al concorso EPSO/AD/212/11 per giuristi-linguisti, organizzato dall’Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO). Il concorso in questione ha richiesto più tempo del previsto per la necessità di ripetere la fase preliminare del test a causa di problemi con le tastiere fornite ad alcuni candidati (tra cui la denunciante).
Nel gennaio 2013, la denunciante è stata invitata a partecipare alla fase di valutazione presso il centro ivi preposto, che doveva avere luogo tra il 18 e il 24 marzo 2013. La denunciante ha informato l’EPSO circa l’impossibilità di rispettare tali date perché, in quel periodo, si trovava a New York e non aveva ottenuto l’autorizzazione del medico a volare a motivo della gravidanza. Ha quindi suggerito che avrebbe potuto partecipare alla selezione mediante videoconferenza o unirsi a un altro gruppo di candidati la cui valutazione era programmata per maggio 2013, un mese dopo la data presunta del parto. L’EPSO ha fornito un riscontro sostanziale in merito solo nel giugno 2013. La denunciante si è rivolta al Mediatore, che ha avviato un'indagine.
Nel suo parere sulla denuncia, l'EPSO ha spiegato perché avesse ritenuto che non fosse possibile trovare altri modi per soddisfare ragionevolmente la richiesta della denunciante. Tuttavia, dopo ripetuti contatti da parte dei servizi del Mediatore, l'EPSO ha chiesto alla commissione giudicatrice di riammettere la denunciante, alla luce del ritardo non intenzionale dovuto alla ripetizione dei test preliminari e del fatto che, di conseguenza, la durata del concorso è stata superiore a tre anni. La commissione giudicatrice ha accolto tale richiesta. La denunciante ha comunicato al Mediatore che il problema era stato risolto.
Il Mediatore ha ritenuto che l'EPSO avesse provveduto a risolvere la questione e ha lodato l'EPSO per l'azione intrapresa, archiviando quindi il caso.
Contesto della denuncia
1. La denunciante era candidata al concorso EPSO/AD/212/11 per giuristi linguisti, organizzato dall'Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO).[1] Nel novembre 2011 è stata informata che la commissione giudicatrice aveva deciso di invitarla alla prova preliminare.
2. Nel gennaio 2012 si è recata da una città francese (dove all’epoca aveva sede) in Lussemburgo (dove si trovava il centro d’esame) per partecipare alla prova. Tuttavia, nel giugno 2012, è stata informata che la prova preliminare avrebbe dovuto essere ripetuta, a causa della mancata fornitura da parte dell’EPSO di tastiere adeguate a un certo numero di candidati. Il denunciante si è nuovamente recato da Strasburgo a Lussemburgo per partecipare al test riprogrammato nel settembre 2012.
3. Il 17 gennaio 2013 è stata invitata a partecipare all’Assessment center stage, che si sarebbe svolto tra il 18 e il 24 marzo 2013.
4. Il 19 gennaio 2013 ha informato l'EPSO che tra il 18 e il 24 marzo 2013 sarebbe rimasta incinta (in una fase avanzata) e che la sua gravidanza era considerata "ad alto rischio". Dato che ora viveva in un paese di un altro continente, non era possibile per lei venire a Bruxelles all'epoca prevista dall'EPSO. Ha quindi chiesto all'EPSO di facilitare la sua partecipazione al concorso rendendole possibile sostenere il test in un paese di un altro continente o rinviandolo a dopo la data in cui avrebbe potuto partorire suo figlio, che sarebbe stata intorno all'aprile 2013.
5. Il 28 gennaio 2013 l'EPSO ha risposto che "a causa della natura dell'esercizio di gruppo e della durata molto limitata del periodo di valutazione non sarà possibile stabilire condizioni speciali di prova". Pertanto, il 19 febbraio 2013 il denunciante ha ricevuto un invito alla fase di valutazione per il 20 e il 21 marzo 2013.
6. Il 24 febbraio 2013 la denunciante ha inviato un'altra richiesta all'EPSO al fine di chiederle di soddisfare le sue esigenze specifiche in quanto candidata in stato di gravidanza. In tale contesto, ha fatto riferimento a due casi già trattati dal Mediatore, 717/2012/CK [2] e 1303/2007/(WP)(BEH)KM [3].
7. Il 25 febbraio 2013 l'EPSO l'ha informata che la sua richiesta sarebbe stata trasmessa alla segreteria del concorso.
8. Il 7 marzo 2013 la denunciante ha ricordato all'EPSO che era ancora in attesa di una risposta.
9. L'11 marzo 2013 l'EPSO ha risposto che le avrebbe risposto quanto prima.
10. Sempre l'11 marzo 2013, la denunciante ha inviato all'EPSO l'ultimo parere medico, secondo il quale non le era consentito viaggiare in aereo.
11. Il 12 marzo 2013 l'EPSO ha risposto che il suddetto parere medico sarebbe stato aggiunto al suo fascicolo.
12. Il 20 e 21 marzo 2013 si è svolta la fase di valutazione, alla quale era stato invitato il denunciante.
13. Il 30 aprile 2013 la denunciante ha informato l'EPSO di aver partorito nell'aprile 2013. Ha indicato che avrebbe potuto riprendere le sue attività professionali alla fine di maggio 2013 e ha chiesto che fosse fissata una data per la sua partecipazione alla seconda fase del concorso. Suggerisce di aderire al gruppo francofono a Lussemburgo, che dovrebbe riunirsi alla fine di maggio 2013, in quanto, a sua conoscenza, durante il concorso sono stati utilizzati interpreti per i candidati con l'inglese come seconda lingua.
14. Il 3 giugno 2013 l'EPSO ha informato il denunciante come segue: "Abbiamo esaminato attentamente il Suo fascicolo e le possibilità di accordi speciali per le Sue esercitazioni in fase di valutazione. Pur comprendendo appieno i problemi che ha dovuto affrontare, desideriamo sottolineare che l'istituzione di un centro di valutazione è un'operazione molto complessa con molti vincoli. Dobbiamo tenere conto della parità di trattamento dei candidati, della disponibilità di valutatori con le giuste combinazioni linguistiche e del numero minimo e massimo di candidati al giorno per centro di valutazione, al fine di garantire test validi. Il nostro compito è anche quello di fornire i risultati alle istituzioni nei tempi concordati. Quando si tratta di riprogrammare le nomine dei candidati, l'EPSO fa del suo meglio per trovare soluzioni ai problemi creati in particolare per i casi di malattia grave, gravidanza o disabilità. Nel Suo concorso il numero totale di candidati da invitare alla fase di valutazione era noto al momento della pubblicazione dei risultati della prova preliminare ed era quindi normale che l'intera finestra di prova non superasse i tre o quattro giorni. Parallelamente, è stato deciso che i test si sarebbero svolti nel marzo 2013. L'estensione della finestra di prova sarebbe stata impossibile a causa del numero limitato di candidati invitati. Unirsi a un gruppo di candidati di un altro concorso si sarebbe rivelato impossibile in quanto le competenze da misurare potrebbero essere diverse e, in ogni caso, i candidati non possono cambiare la lingua scelta durante il processo. Ci auguriamo che questo chiarimento vi aiuterà a capire i motivi per cui non siamo stati purtroppo in grado di modificare la data proposta".
15. Il 20 giugno 2013 il denunciante ha presentato la presente denuncia al Mediatore europeo.
Oggetto dell'indagine
16. Il Mediatore ha deciso di avviare un'indagine sulle seguenti accuse e affermazioni:
Asserzione:
Non avendo trovato una soluzione alternativa che consentisse al denunciante di partecipare alla fase di valutazione e di rispondere in tempo utile alle richieste del denunciante, l'EPSO non ha tenuto conto della gravidanza del denunciante e non ha rispettato i principi di parità di trattamento e buona amministrazione.
Domanda:
L'EPSO dovrebbe tenere conto della gravidanza della denunciante e adottare tutte le misure necessarie che potrebbero consentirle di partecipare alle prove dell'Assessment center. In subordine, l'EPSO dovrebbe rimborsare alla denunciante 400 EUR per le spese sostenute in relazione al concorso.
L'indagine
17. Il 26 giugno 2013 il Mediatore ha avviato la presente indagine. Nelle settimane successive, i servizi del Mediatore hanno avviato e mantenuto contatti informali con i servizi dell'EPSO al fine di trovare una soluzione rapida e soddisfacente alla denuncia.
18. Il 12 settembre 2013 l'EPSO ha trasmesso il suo parere al Mediatore.
19. Il 24 settembre 2013 il Mediatore ha trasmesso il parere dell'EPSO alla denunciante e l'ha invitata a formulare le sue osservazioni al riguardo entro il 31 ottobre 2013.
20. Lo stesso giorno, la denunciante ha informato i servizi del Mediatore che l'oggetto della sua denuncia era stato risolto dall'EPSO, dal momento che quest'ultimo aveva deciso di invitarla alla fase di valutazione del concorso.
21. Il 26 settembre 2013 i servizi del Mediatore hanno chiesto alla denunciante se desiderasse comunque presentare osservazioni sul parere dell'EPSO. Nella sua risposta inviata lo stesso giorno, la denunciante ha osservato che potrebbe volerlo fare.
22. Alla scadenza del termine non sono pervenute osservazioni da parte del denunciante.
Analisi e conclusioni del Mediatore
Argomenti presentati al Mediatore
23. Nella sua denuncia, la denunciante ha fatto riferimento al divieto di discriminazione di cui all'articolo 21 della Carta. Sottolinea di aver informato l'EPSO della sua gravidanza già nel gennaio 2013, in modo da consentirle di fissare una data diversa e, se necessario, di consultare altri candidati. Tuttavia, l'EPSO non lo ha fatto.
24. La denunciante ha sottolineato che se l'EPSO avesse fornito tastiere adeguate a tutti i candidati al momento in cui era stata programmata la prova preliminare, il concorso sarebbe stato completato prima del parto. La mancata risposta tempestiva da parte dell'EPSO le ha impedito di partecipare al test nel marzo 2013, l'ha privata della possibilità di prendere una decisione informata ed è stata irrispettosa.
25. A suo avviso, sebbene il Mediatore avesse riconosciuto in casi precedenti che vi era sempre il rischio che sforzi ragionevoli non fossero sufficienti per consentire a una donna incinta di partecipare a un concorso, nel caso di specie l'EPSO non ha compiuto tali sforzi.
26. Nel suo parere, l'EPSO ha informato il Mediatore che, vista la decisione del suo consiglio di amministrazione del 17 luglio 2013, con la quale quest'ultimo ha accettato, in linea di principio, l'applicazione di misure speciali per soddisfare le esigenze delle candidate in stato di gravidanza, ha deciso di proporre alla commissione giudicatrice di invitare il denunciante a una sessione del centro di valutazione. L'EPSO ha sottolineato che tale decisione è stata presa in relazione alle circostanze molto specifiche del caso di specie, vale a dire il ritardo involontario derivante dalla ripetizione delle prove preliminari e il fatto che, di conseguenza, il concorso è durato più di tre anni.
27. Il 24 settembre 2013 la denunciante ha informato i servizi del Mediatore che l'oggetto della sua denuncia era stato risolto dall'EPSO, dal momento che quest'ultimo aveva deciso di invitarla alla fase di valutazione del concorso.
Valutazione del Mediatore
28. Il Mediatore elogia l'EPSO per aver adottato, dopo l'avvio della presente indagine, le misure necessarie per tener conto degli interessi legittimi del denunciante. Alla luce delle osservazioni formulate dal denunciante, il Mediatore conclude che l'EPSO ha quindi adottato misure per risolvere la questione.
29. Pertanto, il Mediatore archivia il caso.
B. Conclusioni
Sulla base della sua indagine su tale denuncia, il Mediatore la chiude con la seguente conclusione:
L'EPSO ha adottato misure per risolvere la questione.
Il denunciante e l'EPSO saranno informati di tale decisione.
Emily O'Reilly
Fatto a Strasburgo, il 21 novembre 2013
[1] GU 2011, C 140A, pag. 1.
[2] http://www.ombudsman.europa.eu/cases/decision.faces/en/48786/html.bookmark
[3] http://www.ombudsman.europa.eu/cases/decision.faces/en/4297/html.bookmark