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Il Mediatore chiede che la legislazione dell'UE in materia di accesso ai documenti sia modernizzata
Comunicato stampa no. 6/2021 - Data Lunedì | 15 novembre 2021
La Mediatrice europea Emily O'Reilly ha chiesto che il diritto dell'UE in materia di accesso ai documenti, che quest'anno ha vent'anni, sia aggiornato per riflettere la realtà delle comunicazioni moderne.
Intervenendo a una conferenza che ospita oggi sul futuro del regolamento (CE) n. 1049/2001, O'Reilly ha sottolineato l'importanza della legge per consentire al pubblico di detenere l'account dell'UE e ne ha chiesto la modernizzazione:
"Questa pietra angolare della trasparenza dell'UE proviene da un'epoca radicalmente diversa, che precede molti strumenti moderni come gli smartphone, la messaggistica istantanea e i big data. Deve stare al passo con la realtà odierna, pur mantenendo i suoi punti di forza fondamentali.
La legge deve inoltre essere maggiormente allineata ai diritti dei cittadini sanciti dal trattato di Lisbona, incoraggiare una maggiore trasparenza proattiva e tenere conto di un'importante giurisprudenza in materia di trasparenza del processo decisionale.
Si tratta di una questione centrale di buona governance. Si tratta di mantenere le istituzioni pubbliche responsabili lungo l'intera catena del processo decisionale dell'UE. Che si tratti dell'approvvigionamento di vaccini, dei fondi dell'UE per la ripresa o del processo decisionale legislativo in seno al Consiglio, questa legge sulla trasparenza è fondamentale per i diritti dei cittadini europei", ha affermato il Mediatore.
Le questioni di trasparenza rappresentano circa un quarto delle indagini del Mediatore ogni anno.
La Mediatrice ha inoltre pubblicato oggi una guida per l'amministrazione dell'UE su come può adempiere meglio ai propri obblighi in merito al diritto del pubblico di accedere ai documenti.
Gli orientamenti comprendono la necessità di politiche di pubblicazione e conservazione dei documenti e di un "registro pubblico dei documenti". Dovrebbero inoltre essere pubblicate statistiche annuali sul modo in cui le istituzioni gestiscono le richieste di accesso ai documenti.
Contesto
Il diritto di chiedere documenti dell'UE è sancito dai trattati dell'UE e dalla Carta dei diritti fondamentali.
A norma del regolamento (CE) n. 1049/2001, quando un'istituzione dell'UE riceve una richiesta di accesso ai documenti, dispone di 15 giorni lavorativi per rispondere. Se la persona non è soddisfatta della risposta, può chiedere all'istituzione di rivedere la decisione (presentando una domanda di conferma). L'istituzione dispone quindi di altri 15 giorni lavorativi per rispondere.
Le richieste di accesso possono essere respinte solo per determinati motivi specifici previsti dal regolamento.
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