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Decisione del Mediatore europeo che chiude l'indagine sulla denuncia 790/2013/EIS contro la Commissione europea

Mercoledì | 08 ottobre 2014

Il caso riguardava la decisione della Commissione di archiviare il fascicolo relativo a una denuncia di infrazione nei confronti della Finlandia in cui si sosteneva che quest'ultima discriminava gli uomini nei regimi pensionistici complementari volontari. I denuncianti hanno sostenuto che la posizione della Commissione non era coerente, in quanto aveva avviato due procedimenti d'infrazione simili contro l'Italia e la Grecia dinanzi alla Corte di giustizia, mentre non lo ha fatto nel caso della Finlandia. A loro avviso, la Commissione non ha neppure sufficientemente motivato la sua posizione secondo cui non era chiaro se la Corte di giustizia avrebbe concluso che il pertinente diritto finlandese violasse il diritto dell’Unione.

Il Mediatore ha indagato sulla questione e ha constatato che, nel corso dell'indagine, la Commissione ha motivato adeguatamente la sua posizione, esercitando così il potere discrezionale di cui dispone nel trattare le denunce di infrazione. Ha pertanto concluso che non vi erano motivi per ulteriori indagini sulla questione e ha archiviato il caso.

Decisione del Mediatore europeo che conclude l'indagine sulla denuncia 104/2010/(IP)EIS contro la Commissione europea

Venerdì | 14 dicembre 2012

Il denunciante è un cittadino italiano residente in Germania. Egli ha affermato che sua moglie sarebbe stata vittima in Germania di un caso di discriminazione, in ragione dell’età e della nazionalità, in campo occupazionale, in quanto un’impresa, presso la quale ella aveva presentato una richiesta di lavoro, non l’aveva assunta. Dopo l’esito negativo di un procedimento giudiziario, il denunciante ha presentato una denuncia d’infrazione alla Commissione europea, affermando che le autorità tedesche non avrebbero recepito adeguatamente nell’ordinamento giuridico nazionale una direttiva dell’Unione europea sulla parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro.

Successivamente il denunciante si è rivolto al Mediatore europeo, sostenendo che la Commissione aveva omesso (i) di registrare la sua denuncia d’infrazione, (ii) di trattarla in maniera adeguata, e (iii) di fornire una giustificazione convincente per il proprio mancato intervento nel caso.

Nel suo parere la Commissione spiegava di aver registrato la denuncia d’infrazione presentata dal denunciante pochi giorni dopo averla ricevuta. Essa ha poi espresso rammarico per non aver segnalato in anticipo al denunciante la propria intenzione di chiudere la denuncia d’infrazione, e per non averlo informato poi della chiusura del caso. La Commissione ha inoltre chiarito che la Germania aveva recepito la direttiva in questione in modo adeguato e tempestivo, e ha fornito infine motivazioni specifiche da cui risultava che non vi era necessità di aprire una procedura d’infrazione sulla base degli elementi presentati dal denunciante.

Dal momento che la Commissione aveva effettivamente registrato la denuncia d’infrazione, il Mediatore non ha riscontrato in proposito un caso di cattiva amministrazione. Quanto poi all’aspetto sostanziale del caso, non si giustificavano ulteriori indagini, in quanto la Commissione aveva presentato argomentazioni specifiche e convincenti a sostegno della propria posizione nel corso dell’indagine. Il Mediatore ha rilevato che la Commissione ha riconosciuto di non aver segnalato in anticipo al denunciante l’intenzione di chiudere la denuncia d’infrazione, e di non averlo neppure informato della chiusura del caso; essa inoltre non si è scusata per tale omissione. Il Mediatore ha formulato perciò un’osservazione critica.