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Mediatore: La Commissione ha il diritto di ospitare una mostra fotografica sulle coppie dello stesso sesso nell'ambito della lotta contro la discriminazione

Secondo il Mediatore europeo, P. Nikiforos Diamandouros, la Commissione europea non ha ecceduto i suoi poteri ospitando una mostra fotografica sulle coppie dello stesso sesso. Consiglia tuttavia alla Commissione di chiarire nelle future esposizioni che non approva necessariamente tutti i messaggi visualizzati. La denuncia fa seguito a una mostra fotografica organizzata da ILGA Europe, la filiale europea dell'Associazione internazionale lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuali, nei locali della Commissione.

Obbligo dell'UE di combattere la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale

Nel maggio 2011 la Commissione ha ospitato una mostra fotografica dal titolo "Famiglie diverse - stesso amore" nell'edificio Berlaymont a Bruxelles. L'evento si è svolto con il patrocinio della vicepresidente Viviane Reding. La mostra includeva richieste per il riconoscimento legale dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, nonché per dare alle coppie lesbiche l'accesso all'inseminazione artificiale medicalmente assistita.

Nel luglio 2011 il denunciante si è rivolto al Mediatore, sostenendo che la Commissione aveva ecceduto i suoi poteri ospitando e ponendo l'esposizione sotto il suo patrocinio perché l'UE non ha competenze nei settori del matrimonio, della famiglia e della riproduzione assistita. Inoltre, secondo il denunciante, la Commissione ha discriminato i cittadini dell'UE che non condividono le opinioni promosse dall'esposizione.

Nel suo parere, la Commissione ha spiegato di aver ospitato l'esposizione nel quadro dell'obbligo giuridico dell'UE di combattere la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale e di combattere l'omofobia. La vicepresidente Reding ha posto l'evento sotto il suo patrocinio, in quanto è incaricata di difendere i diritti delle persone rappresentate da ILGA Europe. Secondo la Commissione, ospitare la mostra non implicava che l'istituzione approvasse tutti i messaggi visualizzati.

Il Mediatore ha concluso che la Commissione ha l'obbligo di combattere la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale e ha quindi il diritto di ospitare un'esposizione volta a promuovere la non discriminazione. Osserva, tuttavia, che potrebbe esserci spazio per opinioni diverse sul fatto che parti della mostra riguardino questioni che rientrano nell'ambito di competenza della Commissione. Al fine di evitare l'impressione che la Commissione approvi tutti i messaggi visualizzati nelle mostre che ospita, il Mediatore ha raccomandato l'uso di un'appropriata clausola di esclusione della responsabilità nelle mostre future. Raccomanda inoltre alla Commissione di essere più proattiva per quanto riguarda le informazioni che fornisce sul finanziamento di tali eventi.

La decisione completa del Mediatore in questo caso è disponibile all'indirizzo: http://www.ombudsman.europa.eu/en/cases/decision.faces/en/50803/html.bookmark

 

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