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Decisione nel caso 1689/2015/PL contro la Commissione europea per non aver dato seguito a una denuncia relativa al pagamento di sovvenzioni cofinanziate dal Fondo sociale europeo
Decisione
Caso 1689/2015/PL - Aperto(a) il Giovedì | 19 novembre 2015 - Decisione del Giovedì | 06 luglio 2017 - Istituzione coinvolta Commissione europea ( Cattiva amministrazione non riscontrata ) - Paese Spagna
Il caso riguardava il mancato pagamento da parte di un'amministrazione regionale spagnola di una serie di sovvenzioni, intese come cofinanziate dal Fondo sociale europeo (FSE), al denunciante.
Il Mediatore ha indagato sulla questione e ha proposto come soluzione che la Commissione indaghi sul caso, garantisca che al denunciante siano corrisposte le sovvenzioni dovute e garantisca l'efficace funzionamento dei sistemi di gestione e controllo dei progetti finanziati dal FSE.
La Commissione ha respinto la soluzione proposta spiegando che il progetto del denunciante, in realtà, non era stato cofinanziato dal FSE e, pertanto, non poteva fare nulla per il denunciante.
Alla luce di queste nuove informazioni, il Mediatore ha convenuto con la Commissione che, in tali circostanze, la Commissione non disponeva di alcuna base per esaminare ulteriormente la questione. Essa ha quindi concluso che non vi era stata cattiva amministrazione da parte della Commissione.
Contesto della denuncia
1. Il denunciante è un'associazione spagnola che organizza corsi di formazione per disoccupati. Nel 2011 al denunciante sono state concesse sovvenzioni per coprire i costi di tale formazione. Il denunciante è stato informato che il progetto potrebbe essere cofinanziato dal Fondo sociale europeo (FSE).
2. Il denunciante ha ricevuto solo un pagamento parziale delle sovvenzioni e ha presentato una denuncia alle autorità incaricate della gestione dei fondi FSE in Spagna. Tali autorità hanno informato il denunciante che non vi erano spese certificate a suo favore e che avrebbe dovuto contattare le autorità regionali competenti. Il denunciante lo ha fatto, ma inutilmente. Il denunciante si è quindi rivolto alla Commissione europea.
3. Nel giugno 2015 la Commissione ha informato il denunciante di aver contattato l'autorità nazionale responsabile della gestione del FSE in Spagna [1], la quale aveva insistito sul fatto che non vi erano prove di spese certificate a favore del denunciante. La Commissione ha pertanto invitato il denunciante a occuparsi della questione a livello nazionale.
4. In risposta, il denunciante ha inviato alla Commissione gli ordini amministrativi che dimostravano che le sovvenzioni in questione erano state concesse e che indicavano chiaramente che erano cofinanziate dal Fondo sociale europeo. Inoltre, la carta intestata degli ordini recava il logo dell'amministrazione regionale, del ministero competente e dell'FSE.
5. Dato che la Commissione non ha dato seguito a tale richiesta, il denunciante si è rivolto al Mediatore.[2] La Commissione ha asserito di non aver dato seguito in modo adeguato al mancato pagamento delle sovvenzioni cofinanziate dal Fondo sociale europeo.
La proposta di soluzione del Mediatore
1. Il Mediatore ha avviato un'indagine sull'asserzione secondo cui la Commissione non aveva dato un seguito adeguato alla denuncia del denunciante secondo cui le autorità responsabili non avevano versato parte delle sovvenzioni cofinanziate dal FSE.
2. Il Mediatore ha ritenuto che in questo caso la Commissione disponesse di prove sufficienti per dubitare almeno dell'efficacia e del corretto funzionamento dei sistemi di gestione e di controllo. Propone pertanto che la Commissione si avvalga dei mezzi a sua disposizione per garantirne l'efficace funzionamento. In particolare, propone alla Commissione di adottare le misure necessarie per indagare ulteriormente sul motivo per cui l'amministrazione regionale competente non ha certificato le spese sostenute dal denunciante.
La risposta della Commissione alla proposta di soluzione
3. Nella sua risposta, la Commissione ha innanzitutto fatto riferimento a un messaggio di posta elettronica che aveva inviato al Mediatore il 28 giugno 2016. In essa la Commissione aveva spiegato che il Fondo sociale europeo non aveva, di fatto, cofinanziato il progetto del denunciante.
4. Ha spiegato che quando un progetto è "pubblicato dalle autorità nazionali come "cofinanziato" dall'FSE, ciò non significa che sia effettivamente cofinanziato dall'FSE, ma solo che è stata messa in atto una certa pubblicità affinché il progetto sia ammissibile al finanziamento, cosa che gli Stati membri possono poi decidere di fare".
5. In questo caso, sebbene l'invito a presentare proposte includesse un riferimento all'eventuale cofinanziamento da parte del FSE, le autorità regionali hanno modificato la loro strategia e hanno deciso che il programma non sarebbe più soggetto al cofinanziamento del FSE e, di conseguenza, non sarebbe stato certificato alla Commissione. Il progetto è stato quindi finanziato dal governo regionale. La Commissione ha osservato che, in tali circostanze, il progetto non rientrava nel quadro normativo dell'FSE.
6. Nonostante il progetto non fosse cofinanziato dall'FSE, la Commissione era intervenuta in questo caso, a causa del possibile impatto reputazionale dell'annuncio iniziale del cofinanziamento dell'FSE. Pertanto, la Commissione aveva contattato le autorità nazionali e regionali a sostegno della richiesta del denunciante. Tali contatti andavano tuttavia al di là delle procedure e delle prerogative giuridiche stabilite in relazione all'attuazione del FSE.
7. La Commissione ha concluso che non è stato possibile accertare alcun caso di cattiva amministrazione in quanto aveva adottato tutte le misure in suo potere per indagare sul caso e sostenere il denunciante in una richiesta che non riguardava i finanziamenti dell'UE.
Valutazione del Mediatore
1. Sembra che la Commissione avesse inteso, prima che la Mediatrice avesse presentato la sua proposta di soluzione, informare la Mediatrice del fatto che il progetto della denunciante non era stato effettivamente cofinanziato dal FSE. Purtroppo tali informazioni non sono pervenute al Mediatore in quanto l'e-mail è stata inviata a un indirizzo e-mail errato.
2. Nel frattempo, il Mediatore ha ottenuto una copia di tale messaggio di posta elettronica del 28 giugno 2016. In essa, la Commissione ha spiegato che il progetto non era stato cofinanziato dal FSE e ha fornito una panoramica delle misure adottate, tuttavia, per cercare di risolvere la questione. La Commissione ha inoltre fornito copie della corrispondenza che aveva scambiato con le autorità nazionali e regionali.
3. Questa corrispondenza dimostra, infatti, che la Commissione ha fatto di tutto per cercare di chiarire la questione, nonostante il fatto che il progetto del denunciante non fosse cofinanziato dal FSE e che fosse quindi al di fuori del suo mandato. Pertanto, non rileva alcuna cattiva amministrazione da parte della Commissione per quanto riguarda il modo in cui ha affrontato le questioni nel caso di specie.
Conclusione
Sulla base dell'indagine relativa alla presente denuncia, il Mediatore la chiude con la seguente conclusione [3]:
Non vi è stata cattiva amministrazione da parte della Commissione europea.
Il denunciante e la Commissione europea saranno informati di tale decisione.
Emily O'Reilly
Mediatore europeo
Strasburgo, 067/07/2017
Versione finale in inglese della decisione sulla denuncia 1689/2015/PL
[1] Unidad Administradora del Fondo Social Europeo (UAFSE)
[2] Per ulteriori informazioni sul contesto della denuncia, sulle argomentazioni delle parti e sull'indagine del Mediatore, si rimanda al testo integrale della proposta di soluzione del Mediatore disponibile all'indirizzo: https://www.ombudsman.europa.eu/cases/solution.faces/en/77750/html.bookmark
[3] Informazioni sulla procedura di riesame sono disponibili sul sito web del Mediatore: http://www.ombudsman.europa.eu/en/resources/otherdocument.faces/en/70669/html.bookmark