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Come la Commissione europea tratta l'etichettatura dei prodotti alimentari contenenti probiotici come "indicazioni sulla salute"

Il denunciante, un'associazione di imprese che rappresenta le imprese che fabbricano prodotti contenenti probiotici, ha sollevato preoccupazioni presso la Commissione europea in merito alle modalità di applicazione della legislazione dell'UE sull'etichettatura dei prodotti alimentari ai prodotti contenenti probiotici.

In particolare, il denunciante era preoccupato per il parere della Commissione secondo cui il termine "probiotici", se utilizzato in relazione agli alimenti, suggerisce ai consumatori che trarranno un beneficio per la salute dal consumo di tali alimenti. Secondo la normativa, tali "indicazioni sulla salute" possono essere utilizzate solo se autorizzate dalla Commissione sulla base di una valutazione scientifica dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Finora l'EFSA ha espresso pareri negativi sulle indicazioni sulla salute relative ai probiotici, a causa dell'assenza di prove scientifiche sufficienti che dimostrino i loro effetti positivi sulla salute. Il denunciante ha sostenuto che la Commissione ha sbagliato a considerare il termine "probiotico" come un'"indicazione sulla salute" e che dovrebbe piuttosto considerare tale termine come un'"indicazione nutrizionale" o un descrittore oggettivo fornito ai consumatori per consentire loro di compiere scelte informate in merito ai loro alimenti.

La Mediatrice ha riscontrato che l'interpretazione della legislazione alimentare dell'UE in relazione ai probiotici da parte della Commissione è ragionevole e in linea con l'obiettivo principale della legislazione, che è quello di garantire un elevato livello di protezione dei consumatori. Il Mediatore ha pertanto archiviato il caso.

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