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Relazione annuale 2024

1. Introduzione

Teresa Anjinho, Mediatrice europea

Sono onorata di aver assunto l’incarico di Mediatrice europea nel febbraio 2025 ed è con piacere che presento la relazione annuale della Mediatrice europea per il 2024, che passa in rassegna un intero anno di attività guidate da chi mi ha preceduto.

Le istituzioni, gli organi e gli organismi dell’UE rappresentano il volto pubblico dell’Unione. È fondamentale che mantengano la responsabilità, un approccio orientato ai servizi e la trasparenza per promuovere la fiducia dei cittadini, un impegno significativo nonché una solida cultura democratica nel contesto delle complessità del panorama europeo e mondiale.

Nel 2024 la Mediatrice europea ha condotto indagini su un’ampia gamma di questioni, ivi compresa la trasparenza del Consiglio UE-USA per il commercio e la tecnologia, le interazioni del comitato per il controllo normativo con i lobbisti, la gestione delle emergenze marittime da parte di Frontex e la valutazione, da parte del Consiglio dell’UE, dei potenziali conflitti di interesse connessi alla sponsorizzazione commerciale della sua presidenza di turno.

Le richieste di accesso del pubblico ai documenti in possesso delle istituzioni, degli organi, degli organismi dell’UE hanno continuato a rappresentare una percentuale significativa di indagini. A inizio 2024, la Mediatrice europea ha inoltre beneficiato del sostegno del Parlamento, che ha approvato le conclusioni del Mediatore sulla necessità che la Commissione europea rispetti i termini giuridici per il trattamento di tali richieste.

L’Ufficio ha continuato a concentrarsi su settori emergenti chiave, quali l’intelligenza artificiale, che ha il potenziale di migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione dell’UE, ma richiede un rigoroso controllo umano.

In qualità di neoeletta Mediatrice europea, mi impegno a garantire che l’amministrazione dell’UE mantenga un approccio al suo lavoro fortemente orientato ai cittadini. Sosterrò i principi di integrità, apertura e dedizione, adoperandomi per consentire a ogni cittadino di dialogare con le istituzioni dell’UE con fiducia nel fatto che i loro dubbi saranno affrontati in modo equo e trasparente.

È per me un onore iniziare questo nuovo capitolo, basandomi sul lavoro di chi mi ha preceduto e del personale del Mediatore. Vorrei cogliere l’occasione per riconoscere il contributo di tutti coloro che hanno ricoperto questa responsabilità pubblica negli ultimi 30 anni, dal primo Mediatore europeo, Jacob Söderman, a Nikiforos Diamandouros, e soprattutto a Emily O’Reilly e al suo team per gli sforzi compiuti nel garantire una transizione senza difficoltà.

Non vedo l’ora di collaborare con tutte le istituzioni, gli organi e gli organismi dell’UE per portare avanti l’importante missione di questo Ufficio.

Firma di Teresa Anjinho

Teresa Anjinho

2. Il 2024 in sintesi

3. Tematiche principali

La Mediatrice europea assiste i cittadini, le imprese e le organizzazioni che incontrano problemi con l’amministrazione dell’UE. Tali difficoltà possono riguardare la mancanza di trasparenza nel processo decisionale, ritardi o rifiuti di fornire accesso a documenti, questioni etiche, violazioni dei diritti fondamentali e questioni contrattuali. Le seguenti sezioni contengono una panoramica delle principali indagini inerenti a un determinato ambito.

3.1. Rendicontabilità nel processo decisionale

Poiché i rapidi sviluppi in corso in materia di intelligenza artificiale (IA) comportano delle sfide per quanto riguarda l’accuratezza, i potenziali pregiudizi, la capacità di spiegare e la supervisione umana nella pubblica amministrazione, la Mediatrice ha esaminato il modo in cui la Commissione europea prende decisioni in materia di IA e la utilizza nel suo processo decisionale. La Mediatrice ha accolto con favore il fatto che la Commissione abbia definito pubblicamente il suo approccio all’utilizzo dell’IA e abbia adottato misure per garantire che il suo impiego dei sistemi di IA sia conforme al regolamento sull’intelligenza artificiale adottato di recente. Allo stesso tempo, la Mediatrice ha chiesto alla Commissione di prendere in considerazione l’adozione di un codice di condotta volontario per i sistemi non considerati «ad alto rischio» al fine di garantire che il loro utilizzo sia in linea con i principi di buona amministrazione. La Mediatrice ha altresì proposto che i funzionari pubblici responsabili della supervisione umana dell’IA ricevano una formazione adeguata sui rischi e sugli errori prodotti dai sistemi di IA e su come esaminare e verificare con senso critico i risultati prodotti dall’IA. Inoltre, la Mediatrice ha incoraggiato la Commissione a riflettere sulle informazioni che renderà disponibili al pubblico in merito ai futuri progetti di IA, nonché a considerare la possibilità di effettuare consultazioni pubbliche sull’eventuale adozione o sviluppo di nuovi potenti strumenti di IA.

A seguito di un’indagine, la Mediatrice ha criticato la Commissione per il persistente mancato rispetto dei termini legali per la preparazione delle decisioni di autorizzazione relative alle sostanze chimiche pericolose. Dall’indagine è emerso che la Commissione necessita in media di 14,5 mesi per preparare i progetti di decisione, anche se il termine per farlo è di tre mesi. La Mediatrice ha osservato che questi ritardi rappresentano una minaccia per la salute umana e l’ambiente, perché la maggior parte delle imprese può continuare a utilizzare le sostanze chimiche durante il processo di autorizzazione. Dal momento che una causa significativa di questi ritardi potrebbe essere la mancanza di informazioni sufficienti nelle domande di molte imprese, la Mediatrice ha invitato la Commissione a fare in modo che le imprese presentino domande contenenti tutte le informazioni necessarie nonché a respingere in modo prioritario le domande carenti da questo punto di vista. Per migliorare la capacità del pubblico di seguire i progressi relativi a ciascun fascicolo di autorizzazione e comprendere le questioni in sospeso e i motivi dei ritardi, la Mediatrice ha inoltre chiesto alla Commissione di pubblicare sintesi più significative delle riunioni di commissione in cui i rappresentanti nazionali votano sull’autorizzazione.

La Mediatrice ha incoraggiato il Consiglio dell’Unione europea a valutare se i suoi orientamenti per la sponsorizzazione da parte di imprese della presidenza di turno siano efficaci nel mitigare i potenziali conflitti di interesse e i rischi di reputazione per l’UE, nonché a esplorare possibili misure per contribuire a mitigare tali rischi. La Mediatrice ha elogiato il Consiglio per aver adottato gli orientamenti a seguito di una precedente indagine nel 2019 e per aver preso provvedimenti al fine di garantire che gli Stati membri ne siano a conoscenza, ma ha altresì affermato che il Consiglio non ha ancora affrontato appieno i dubbi del pubblico in merito all’uso della sponsorizzazione da parte di imprese. In particolare, continua a sussistere una mancanza di trasparenza per quanto riguarda l’identità degli sponsor, la natura del loro sostegno e i benefici che ottengono a loro volta. Inoltre, sebbene il Consiglio avesse vietato l’uso del proprio logo, gli sponsor sono riusciti comunque a utilizzare il logo della presidenza a fini commerciali.

La Mediatrice ha accolto con favore le misure adottate dalla Commissione per ridurre i ritardi nella gestione delle denunce relative a presunte violazioni del diritto dell’UE, migliorare le modalità di comunicazione con i singoli denuncianti e comunicare meglio le informazioni di interesse pubblico sul suo sito web dedicato alle infrazioni. Rilevando che la gestione delle denunce di infrazione rappresenta una questione di notevole importanza pubblica, la Mediatrice ha incoraggiato la Commissione a continuare ad apportare miglioramenti in questo settore.

La Mediatrice ha inoltre accolto con favore la decisione della Commissione di seguire la proposta di soluzione per verificare se le informazioni utilizzate per rivedere la classificazione del rischio dei dispositivi di stimolazione cerebrale per scopi non medici siano rappresentative delle prove scientifiche più recenti. La Mediatrice aveva aperto un’indagine sulla questione dopo aver ricevuto diverse denunce relative alla decisione di riclassificare questi dispositivi nella classe di rischio più elevata nell’ambito del regolamento relativo ai dispositivi medici.

3.2. Partecipazione al processo decisionale

Nel 2024 una serie di indagini della Mediatrice ha riguardato il modo in cui l’amministrazione dell’UE garantisce che il suo processo decisionale rifletta una diversità di opinioni, tra cui quelle provenienti dalla società civile, da vari settori economici e dai cittadini.

Ad esempio, la Mediatrice ha chiesto alla Commissione europea di fare di più per garantire che la composizione del comitato per il controllo normativo, un organismo che esamina e formula pareri sui progetti di valutazione d’impatto che accompagnano le proposte di nuova legislazione dell’UE o le valutazioni della legislazione esistente, includa competenze sufficienti in materia di macro e microeconomia, politica sociale e politica ambientale. Questa diversità di competenze corrisponde ai requisiti stabiliti in una comunicazione della Commissione sul comitato pubblicata nel 2015. Nell’ambito del conseguimento di tale obiettivo, la Mediatrice ha suggerito alla Commissione di descrivere chiaramente i criteri applicati per la selezione dei membri del comitato.

A seguito di una denuncia da parte di due organizzazioni non governative, la Mediatrice ha esortato la Commissione a riflettere sull’adeguatezza della composizione e del mandato del gruppo consultivo per l’industria delle piattaforme energetiche dell’UE in considerazione dei suoi compiti attuali. La Mediatrice ha inoltre chiesto alla Commissione di garantire che, qualora i gruppi di esperti siano formati solo da membri aziendali per motivi giustificabili, alle altre parti interessate sia concesso, ogniqualvolta possibile, lo status di osservatore. In un’altra indagine, la Mediatrice ha suggerito alla Commissione di garantire che tutte le parti interessate del settore dei pesticidi abbiano la possibilità di esprimere il proprio parere sugli argomenti discussi con l’industria. La Mediatrice ha inoltre suggerito alla Commissione di sviluppare una pagina web dedicata per pubblicare informazioni e documenti su tutti gli eventi futuri che organizzerà in materia di pesticidi, non appena saranno disponibili.

La Mediatrice ha accolto con favore la creazione, da parte della Commissione, di un meccanismo di denuncia tramite il quale i cittadini possono sollevare dubbi in merito alle attività e al funzionamento delle reti di riferimento europee (European Reference Network, ERN), reti virtuali che aiutano i pazienti affetti da malattie complesse o rare facilitando le discussioni tra gli operatori sanitari di tutta Europa. La creazione del meccanismo di denuncia ha fatto seguito a un’indagine della Mediatrice sul modo in cui la Commissione ha gestito i dubbi riguardanti gli orientamenti sviluppati da una ERN per la sequenza di Pierre Robin, una rara affezione che colpisce la mandibola e la bocca dei bambini.

Dopo che le organizzazioni ambientali hanno espresso preoccupazioni in merito al modo in cui la Commissione ha preparato una proposta di modifica della politica agricola comune (PAC) dell’UE, la Mediatrice ha avviato un’indagine sul modo in cui la Commissione lavora su proposte legislative «urgenti». Le organizzazioni hanno messo in dubbio che il pubblico sia stato adeguatamente consultato sulla proposta e che la Commissione abbia esaminato a sufficienza se le modifiche alla PAC incidano sulla sostenibilità ambientale a lungo termine dell’agricoltura dell’UE. La Mediatrice ha chiesto alla Commissione se dispone di procedure interne per decidere se aggirare i requisiti di valutazione d’impatto per le proposte legislative urgenti e in che modo rispetta il principio del processo decisionale basato su dati concreti in tali circostanze.

A seguito di una denuncia presentata da un’organizzazione non governativa, la Mediatrice ha avviato un’indagine sul modo in cui la Commissione ha rispettato le proprie norme in materia di consultazioni pubbliche e delle parti interessate quando ha effettuato quella che definisce una «raccolta di dati mirata» sull’impatto della popolazione di lupi nell’UE. In particolare, la Mediatrice ha chiesto alla Commissione di chiarire la natura e il quadro procedurale della raccolta di dati mirata, nonché le ragioni per cui, in questo caso, si sia discostata dagli orientamenti per legiferare meglio nelle consultazioni delle parti interessate.

3.3. Diritti fondamentali

La Mediatrice ha concluso la sua indagine di propria iniziativa su come l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) rispetta i suoi obblighi in materia di diritti fondamentali nell’ambito della ricerca e del soccorso. L’indagine è stata avviata a seguito dell’annegamento di centinaia di persone al largo delle coste greche, quando è affondata l’imbarcazione Adriana nel giugno 2023. La Mediatrice ha rilevato che le attuali norme dell’UE in materia di ricerca e soccorso fanno sì che Frontex dipenda dalle azioni degli Stati membri quando si tratta di salvare vite in mare. Durante l’incidente dell’Adriana, Frontex si era offerta di fornire una sorveglianza aerea dell’imbarcazione offrendo assistenza alle autorità greche in quattro occasioni distinte, ma non aveva ricevuto alcuna risposta. La Mediatrice ha invitato i legislatori dell’UE a prendere in considerazione una revisione delle norme UE in materia di ricerca e soccorso.

Sulla base dei risultati dell’indagine, la Mediatrice ha formulato una serie di suggerimenti a Frontex. In particolare, la Mediatrice ha suggerito che se il responsabile dei diritti fondamentali di Frontex identifica persistenti violazioni dei diritti fondamentali da parte di uno Stato membro nel rispondere alle emergenze marittime o se l’agenzia stessa viene a conoscenza di gravi violazioni a seguito di indagini formali o sentenze giudiziarie, dovrebbe prendere in considerazione la possibilità di interrompere o sospendere le attività con quel paese. La Mediatrice ha inoltre suggerito a Frontex di elaborare orientamenti interni sull’emissione di segnali di emergenza, come le chiamate di Mayday, nonché di garantire che i suoi osservatori dei diritti fondamentali siano sufficientemente coinvolti nel processo decisionale per quanto riguarda le emergenze marittime. In una risposta alla Mediatrice, Frontex ha dichiarato di aver aumentato la capacità del team del responsabile dei diritti fondamentali incaricato di monitorare la sorveglianza aerea e di aver introdotto nuove misure, come un sistema di reperibilità con turni per migliorare la copertura durante periodi specifici.

In un’altra indagine in materia di migrazione, la Mediatrice ha criticato l’incapacità della Commissione di informare il pubblico sul modo in cui ha valutato i rischi per i diritti umani prima di firmare il memorandum d’intesa UE-Tunisia. Il memorandum d’intesa comprende disposizioni che riguardano la lotta alla migrazione irregolare e al sostegno finanziario dell’UE per la fornitura di attrezzature, la formazione e il supporto tecnico destinato alla gestione delle frontiere tunisine, la lotta alle operazioni di contrabbando e il rafforzamento del controllo delle frontiere.

La Mediatrice ha constatato che, nonostante le ripetute affermazioni secondo cui non era tenuta a effettuare una valutazione dell’impatto sui diritti umani esplicita prima della firma dell’accordo, la Commissione aveva di fatto completato un esercizio di valutazione analogo. Sarebbe stata preferibile una valutazione dell’impatto sui diritti umani formale, in quanto tali informazioni sono normalmente rese pubbliche, il che può aumentare l’efficacia delle misure di attenuazione delle potenziali questioni in materia di diritti umani.

La Mediatrice ha invitato la Commissione a pubblicare una sintesi dell’esercizio di valutazione che ha condotto. Inoltre, ha chiesto alla Commissione di stabilire e pubblicare criteri concreti che potrebbero portare alla sospensione dei finanziamenti dell’UE a progetti in Tunisia a causa di violazioni dei diritti umani. La Mediatrice ha altresì invitato la Commissione a incoraggiare i suoi partner esecutivi a istituire meccanismi di denuncia in cui i singoli soggetti possano segnalare presunte violazioni dei loro diritti umani nell’attuazione dei fondi.

3.4. Accesso ai documenti

L’accesso ai documenti ha continuato a costituire uno dei principali argomenti di indagine, con una nuova relazione della Mediatrice sull’attività in questo settore che mostra un netto aumento del numero di denunce in materia di accesso del pubblico negli ultimi anni, passando da 95 nel 2021 a 167 nel 2023. Nel 2024, il numero di denunce è salito ancora una volta a 212.

Un problema particolare spesso riscontrato da coloro che richiedono documenti è costituito dai lunghi ritardi nel tempo necessario per ottenere il riesame di una decisione di accesso iniziale. Nel marzo 2024 il Parlamento europeo ha approvato all’unanimità la relazione speciale della Mediatrice, che invita la Commissione europea ad affrontare con urgenza i ritardi sistemici nella gestione delle richieste di accesso. Questa relazione ha fatto seguito a un’indagine del 2023 in cui la Mediatrice ha rilevato che la Commissione non rispetta i termini legali per il riesame delle decisioni iniziali di accesso nell’85 % dei casi.

La Mediatrice ha concluso un’indagine di propria iniziativa sul modo in cui il Consiglio dell’Unione europea e la Commissione gestiscono le richieste di accesso del pubblico ai documenti legislativi. L’indagine ha rivelato che, sebbene le due istituzioni abbiano divulgato una grande quantità di documenti legislativi, in molti casi hanno applicato in modo troppo ampio le eccezioni previste dalla normativa in materia di accesso ai documenti dell’UE. Ad esempio, quando hanno utilizzato come motivo per rifiutare l’accesso ai documenti la protezione dei processi decisionali in corso, entrambe le istituzioni si sono basate su argomentazioni vaghe, astratte e prive di fondamento. Il loro ragionamento, compreso quello secondo cui la divulgazione avrebbe comportato pressioni esterne o interpretazioni errate da parte del pubblico, è già stato respinto dalla Corte di giustizia dell’Unione europea. La Mediatrice ha chiesto alle istituzioni di divulgare tempestivamente i documenti legislativi, di rifiutare l’accesso solo in circostanze realmente eccezionali e di informare i terzi che presentano osservazioni durante il processo legislativo che queste ultime potrebbero essere divulgate.

Sono state inoltre condotte diverse indagini basate su denunce riguardanti documenti legislativi. Ad esempio, la Mediatrice ha criticato il rifiuto da parte della Commissione di concedere l’accesso ai documenti relativi alla revisione delle norme dell’UE in materia di informazioni sugli alimenti ai consumatori. Ha inoltre criticato il rifiuto della stessa istituzione di concedere l’accesso ai contributi delle parti interessate e degli Stati membri in merito alla «normativa sul ripristino della natura» dell’UE. Sebbene abbia alla fine concesso un ampio accesso ai documenti, la Commissione lo ha fatto solo dopo l’adozione della normativa, impedendo di fatto al denunciante di utilizzare i documenti per partecipare al processo decisionale.

In un’altra indagine riguardante i documenti legislativi, la Mediatrice ha ritenuto deplorevole che la Commissione non abbia seguito la sua raccomandazione di concedere maggiore accesso ai documenti relativi a una proposta legislativa per combattere gli abusi sessuali su minori online. La Mediatrice ha ritenuto che la Commissione avrebbe dovuto divulgare i documenti per consentire al pubblico di esaminare in che modo il contributo dei portatori di interessi aveva contribuito alla sua proposta legislativa e di verificare che avesse agito in modo indipendente ed esclusivo nell’interesse pubblico.

In uno sviluppo positivo, la Mediatrice ha accolto con favore la decisione dell’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (EUAA) di seguire la sua proposta di soluzione e di concedere un ampio accesso ai documenti relativi alle condizioni di accoglienza nelle strutture greche per la gestione della migrazione. Rilevando che, ai sensi delle norme dell’UE in materia di accesso ai documenti, ciò che conta è il contenuto di un documento e non la sua forma, la Mediatrice ha inoltre elogiato l’identificazione approfondita dei documenti da parte dell’EUAA per questa richiesta di accesso, in particolare i suoi scambi di e-mail.

La Mediatrice ha chiesto all’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) di fornire elenchi di documenti che ritiene rientrino nell’ambito delle richieste di accesso, sostenendo che la mancata presentazione di tali elenchi pregiudica il diritto delle persone che chiedono l’accesso di presentare richieste di riesame con cognizione di causa. Sebbene Frontex abbia dichiarato che avrebbe fornito elenchi in futuro, la Mediatrice è rimasta insoddisfatta del fatto che lo avrebbe fatto «solo se ritenuto necessario» e «valutando caso per caso». Ha dichiarato che monitorerà la nuova prassi di Frontex e potrebbe riesaminare la questione sulla base di eventuali future denunce.

In un’altra indagine relativa all’identificazione dei documenti, la Mediatrice ha criticato la mancata identificazione da parte della Commissione di documenti relativi a scambi con gli Stati membri o a scambi interni riguardanti la preparazione di una riunione tra il suo presidente, i primi ministri italiano e neerlandese e il presidente della Tunisia su un importante memorandum d’intesa. Ha osservato che lo svolgimento di tale riunione di alto livello avrebbe richiesto scambi preliminari tra i diversi servizi della Commissione e con gli Stati membri. Ciononostante, nessuno dei 13 documenti individuati dalla Commissione riguardava questi tipi di scambi e la Commissione non ha fornito alcuna spiegazione ragionevole per la loro assenza.

3.5. Trasparenza

La Mediatrice ha presentato una serie di proposte alla Commissione europea per migliorare la trasparenza e la partecipazione dei portatori di interessi al Consiglio UE-USA per il commercio e la tecnologia (TTC UE-USA), una piattaforma per il coordinamento transatlantico su questioni normative quali l’economia digitale, la resilienza della catena di approvvigionamento e l’intelligenza artificiale. In particolare, la Commissione dovrebbe rendere pubblici gli ordini del giorno prima delle riunioni ministeriali e dei gruppi di lavoro, nonché fornire indicazioni ai suoi servizi affinché possano garantire che le informazioni disponibili per il pubblico siano coerenti tra i vari gruppi di lavoro. La Mediatrice ha inoltre chiesto alla Commissione di fare di più per ottenere un contributo sufficientemente inclusivo e diversificato da parte dei soggetti interessati e di comunicare chiaramente in che modo il TTC UE-USA consideri tale contributo. Oltre al TTC UE-USA, la Mediatrice ha incoraggiato la Commissione ad applicare questi suggerimenti ad altri consigli per il commercio e la tecnologia, come quello avviato con l’India nel 2023.

La Mediatrice ha avviato un’indagine di propria iniziativa sul modo in cui la Commissione applica le norme volte a garantire la trasparenza e la partecipazione delle parti interessate per quanto riguarda i quasi 1 100 gruppi di esperti che le forniscono consulenza specializzata. Mentre la Commissione ha rivisto le proprie norme sulla creazione e il funzionamento dei gruppi di esperti nel 2016 a seguito di una precedente indagine della Mediatrice, la società civile e il mondo accademico hanno sollevato preoccupazioni in merito alle modalità di applicazione di queste nuove norme da parte della Commissione. Le domande rivolte dalla Mediatrice alla Commissione si concentrano su questioni quali il modo in cui garantisce che le informazioni pubbliche sui gruppi di esperti siano significative e aggiornate, nonché il modo in cui i singoli gruppi di esperti decidono se le loro deliberazioni debbano essere rese pubbliche.

Pur riconoscendo che la Commissione ha il dovere di proteggere il proprio personale da influenze indebite, la Mediatrice ha ritenuto che avrebbe dovuto spiegare in modo più proattivo e completo la sua decisione di limitare la pubblicazione dei contatti nel suo repertorio elettronico del personale dell’UE «Whoiswho». La Mediatrice aveva aperto un’indagine sulla questione dopo che un’organizzazione in rappresentanza delle organizzazioni della società civile di tutta Europa aveva denunciato che la decisione della Commissione di limitare la pubblicazione ai dirigenti minava la trasparenza e rendeva più difficile per il pubblico interagire con l’istituzione.

3.6. Etica

La Mediatrice ha accolto con favore la decisione della Commissione europea di iniziare a obbligare i membri del personale che passano al settore privato a menzionare che sono state loro imposte restrizioni nelle comunicazioni pubbliche sulla loro futura posizione. La Commissione ha attuato la nuova politica dopo che la Mediatrice le ha chiesto informazioni sul trasferimento di un direttore della sua direzione della Concorrenza presso l’ufficio di Bruxelles di uno studio legale statunitense. Per rendere la nuova politica più efficace, la Mediatrice ha suggerito alla Commissione di chiedere al personale di descrivere tali restrizioni in modo accurato e significativo.

In un altro caso di «porte girevoli», la Mediatrice ha avviato un’indagine sul modo in cui l’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto (Europol) ha gestito il trasferimento di due ex membri del personale in posizioni connesse alla lotta contro gli abusi sessuali su minori online, un argomento su cui hanno presumibilmente lavorato presso Europol. Il denunciante in questo caso era preoccupato di come l’Agenzia avesse valutato il rischio di potenziali conflitti di interesse prima di approvare le richieste di attività post-servizio dei due membri del personale.

Per migliorare la trasparenza e il controllo pubblico sulla capacità della Commissione di garantire che le attività post-mandato degli ex commissari siano compatibili con i loro obblighi, la Mediatrice ha suggerito che la Commissione renda pubblici tutti i futuri pareri adottati dal comitato etico indipendente in merito a tali attività. Gli ex commissari sono tenuti a dare alla Commissione un preavviso di due mesi quando intendono esercitare un’attività professionale nei due anni successivi alla loro partenza. La Commissione esamina quindi se l’attività prevista sia compatibile con i loro obblighi post-servizio, consultando il comitato etico indipendente nei casi in cui questa sia collegata al portafoglio dell’ex commissario. Secondo le prassi attuali, se un commissario ritira una richiesta di approvazione a seguito di un parere negativo del comitato etico, la Commissione non pubblica il parere del comitato.

A seguito di un’indagine, la Mediatrice ha chiesto al segretariato del registro per la trasparenza dell’UE di svolgere indagini più approfondite e significative per quanto riguarda le denunce pubbliche relative a presunte violazioni del codice di condotta da parte di organizzazioni registrate. In particolare, la Mediatrice ha suggerito che il segretariato cerchi di verificare le informazioni dubbie o incerte attraverso fonti indipendenti e che chieda ai registranti ulteriori informazioni, ove necessario. Inoltre, il segretariato dovrebbe garantire orientamenti chiari quando si tratta di determinare se le diverse organizzazioni abbiano legami tra loro. La Mediatrice aveva avviato l’indagine a seguito di una denuncia sul modo in cui il segretariato aveva gestito le denunce secondo cui due organizzazioni non avevano rivelato i propri legami con l’industria alimentare e tra di loro, nonché le fonti del loro finanziamento.

La Mediatrice ha constatato che la Commissione non ha valutato adeguatamente le accuse di conflitto di interessi riguardanti il suo commissario per l’agricoltura. Un’organizzazione aveva presentato alla Commissione una denuncia di infrazione riguardante la legislazione agricola polacca. La denuncia è stata assegnata alla direzione generale dell’Agricoltura della Commissione, dopo di che l’organizzazione ha avvisato la Commissione che il fratello del commissario responsabile dell’agricoltura figurava tra i membri del parlamento polacco che avevano proposto la legislazione in questione. La Mediatrice ha riscontrato che il modo in cui la Commissione ha valutato il potenziale conflitto di interessi era viziato e le ha chiesto di rivedere il suo processo decisionale in merito alla denuncia di infrazione. La Mediatrice ha inoltre suggerito che, in casi analoghi futuri, la Commissione dovrebbe sospendere il processo decisionale pertinente fino a quando non avrà stabilito l’esistenza di un conflitto di interessi.

La Mediatrice ha concluso un’indagine di propria iniziativa sul modo in cui la Commissione garantisce che gli esperti che valutano le proposte del Fondo europeo per la difesa (FED) non abbiano conflitti di interessi. Contrariamente alla prassi generale per la valutazione delle proposte destinate a ricevere finanziamenti dell’UE, la Commissione non è tenuta a rendere pubblici i nomi degli esperti che consulta per i progetti sostenuti dal FED. La Mediatrice ha riscontrato che la Commissione si basa in larga parte sulle informazioni presentate dai candidati nella sua valutazione e l’ha incoraggiata a cercare in modo proattivo ulteriori informazioni che potrebbero indicare conflitti di interesse. L’indagine ha inoltre dimostrato che non esiste una revisione sistematica degli interessi finanziari degli esperti. Per contribuire a porre rimedio a questa situazione, la Mediatrice ha suggerito alla Commissione di chiedere ai candidati di compilare una dichiarazione di interessi dettagliata.

Sulla base di un’iniziativa precedente, la Mediatrice ha condotto un’indagine di propria iniziativa sul modo in cui la Commissione gestisce i pagamenti da parte di terzi per viaggi di lavoro e ospitalità per i suoi alti funzionari. L’indagine ha rivelato carenze nel modo in cui la Commissione registra la sua valutazione dei potenziali conflitti di interesse in questi casi. Per porre rimedio a tale situazione, la Mediatrice ha suggerito alla Commissione di registrare la sua valutazione sostanziale dei conflitti di interesse delle richieste, nonché la natura e il valore dei contributi di terzi ai viaggi di lavoro.

3.7. Assunzioni

La Mediatrice ha condotto diverse indagini basate su denunce relative all’uso di prove a distanza da parte dell’Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO). Le indagini riguardavano il modo in cui l’EPSO aveva trattato le preoccupazioni dei candidati in relazione ai problemi incontrati durante i test a distanza gestiti dal contraente dell’EPSO, ivi compresi problemi tecnici nell’avvio dei test, mancanza o cattivo funzionamento degli strumenti sulla piattaforma di test e tempi di attesa eccessivamente lunghi prima che un supervisore fosse disponibile.

In sei indagini, la Mediatrice ha riscontrato casi di cattiva amministrazione. In particolare, la Mediatrice ha osservato che l’EPSO non aveva risposto adeguatamente alle argomentazioni dei denuncianti, aveva dimostrato una mancanza di flessibilità in tal senso o aveva adottato decisioni irragionevoli. Ha inoltre criticato l’EPSO per aver spesso fornito ai denuncianti informazioni contraddittorie su come dimostrare di avere riscontrato problemi e per aver respinto le denunce anche quando i candidati avevano seguito le istruzioni per la segnalazione di problemi tecnici.

A seguito delle decisioni della Mediatrice, l’EPSO ha deciso di dare a quattro denuncianti l’opportunità di ripetere i test. Oltre ai casi che sono stati chiusi con una constatazione di cattiva amministrazione, l’EPSO ha risolto altri due casi durante l’indagine della Mediatrice decidendo di invitare i denuncianti a sostenere nuovamente i test. In risposta a un suggerimento e alle osservazioni della Mediatrice, l’EPSO ha dichiarato che garantirà la possibilità di rivedere retroattivamente la funzionalità degli strumenti utilizzati dai candidati durante i test e renderà possibile in futuro fornire automaticamente ai candidati una copia delle loro risposte e di quelle corrette dopo lo svolgimento del test.

3.8. Sovvenzioni e contratti

Nel corso di un’indagine della Mediatrice, la Commissione europea ha accettato di annullare un avviso di addebito per costi non ammissibili inviato al coordinatore di un consorzio che ha realizzato un progetto finanziato dall’UE a sostegno di reti di giovani imprenditori nei settori culturale e creativo. Al contrario, ha dichiarato che avrebbe recuperato da ciascun partner del progetto i costi non ammissibili a loro imputabili. La Commissione aveva inizialmente sostenuto che non era possibile recuperare i costi direttamente dai partner del progetto, ma ha riesaminato il caso dopo l’avvio di un’indagine da parte della Mediatrice. In un’altra indagine su una questione simile, l’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura (EACEA) ha accettato di revocare la sua decisione di recuperare alcuni costi non ammissibili da un istituto di ricerca e di istruzione austriaco in relazione a una convenzione di sovvenzione nell’ambito del programma di mobilità transeuropea per studi universitari (programma Tempus). Tra l’altro, l’istituto austriaco aveva contestato la decisione dell’EACEA di emettere la nota di addebito a suo nome e non a nome di beneficiari specifici e di considerare non ammissibili i costi del personale ucraino.

La Commissione ha inoltre dichiarato che avrebbe annullato una comunicazione di addebito nei confronti di un’organizzazione non governativa (ONG) coinvolta in un progetto finanziato dall’UE in Burkina Faso. L’ONG sosteneva che la Commissione avesse commesso un errore nel ritenere che alcuni costi relativi al progetto non fossero ammissibili al finanziamento. Nel corso dell’indagine della Mediatrice sulla questione, la Commissione ha riesaminato il fatto constatando che i costi potevano di fatto essere considerati ammissibili ai sensi della convenzione di sovvenzione.

La Mediatrice ha accolto con favore la decisione della Commissione di seguire la sua proposta di soluzione e di rimborsare quasi 10 000 EUR di spese di personale reclamate da una ONG per uno dei suoi membri del personale che ha partecipato a un programma dell’UE a sostegno dell’istruzione superiore nella regione ASEAN. Anche se i revisori esterni avevano concluso che i costi per il personale fossero ragionevoli, la Commissione ha inizialmente sostenuto che il contratto di lavoro per il membro del personale non soddisfaceva i requisiti minimi previsti per tali contratti. Ha annullato la sua decisione dopo che la Mediatrice ha riscontrato alcuni problemi nella sua valutazione.

4. Denunce e indagini: come aiutiamo i cittadini

L’Ufficio della Mediatrice europea aiuta le persone, le imprese e le organizzazioni che incontrano problemi nei loro rapporti con l’amministrazione dell’UE tramite la gestione delle denunce da esse presentate e cercando di promuovere buone prassi amministrative esaminando proattivamente le questioni sistemiche più ampie in seno alle istituzioni dell’UE.

L’Ufficio della Mediatrice europea si impegna a migliorare costantemente le sue procedure per garantire che le indagini siano gestite nel modo più efficiente ed efficace possibile, fornendo ai denuncianti un’esperienza ottimale. Nel 2024, la Mediatrice ha adottato misure per perfezionare il suo formulario di denuncia online, integrando orientamenti intuitivi che aiutano i denuncianti a presentare denunce complete e ben documentate rientranti nel mandato della Mediatrice. Questo miglioramento consente all’Ufficio di avviare rapidamente il processo di gestione delle denunce non appena ricevute. Inoltre, la Mediatrice ha introdotto la traduzione automatica delle denunce online per facilitare la rapida assegnazione delle denunce agli addetti ai casi.

L’équipe eterogenea di responsabili dei casi dell’Ufficio e il nuovo sito web multilingue riflettono l’impegno del Mediatore ad aiutare i cittadini che si rivolgono al suo Ufficio in tutte le 24 lingue ufficiali dell’UE.

Benché il Mediatore non sia sempre in grado di compiere indagini su tutte le denunce ricevute, l’Ufficio si adopera comunque per aiutare tutti coloro che chiedono assistenza, ad esempio fornendo loro consulenza su altre possibilità di ricorso.

4.1. Tipo e provenienza delle denunce

4.1.1. Panoramica delle denunce e delle indagini strategiche

L’Ufficio del Mediatore può avviare un’indagine unicamente a seguito di denunce che rientrano nel proprio mandato e che hanno soddisfatto i «criteri di ammissibilità» necessari; ad esempio il denunciante deve aver precedentemente cercato di risolvere la questione direttamente con l’istituzione interessata.

I temi sui cui lavora l’Ufficio derivano dal mandato del Mediatore e dalle denunce ricevute, dal momento che queste ultime rappresentano la maggior parte dei casi. Tuttavia, accanto alla sua attività principale di gestione delle denunce, il Mediatore svolge indagini e attua iniziative strategiche più ampie riguardanti questioni sistemiche presso le istituzioni dell’UE.

Consulenza e denunce nel 2024
Indagini della Mediatrice europea nel 2024
Argomenti delle indagini strategiche nel 2024
Temi delle iniziative strategiche del 2024 (richieste di chiarimenti, indagini non formali)
Paesi di provenienza delle denunce registrate e delle indagini avviate dalla Mediatrice europea nel 2024

4.1.2. Denunce non rientranti nel mandato del Mediatore

Nel 2024 l’Ufficio della Mediatrice europea ha trattato quasi 1 400 denunce che esulavano dal suo mandato perché, nella maggior parte dei casi, non riguardavano l’attività dell’amministrazione dell’UE. Il 36 % circa di tali denunce proveniva da Spagna, Germania e Polonia. La Spagna da sola era all’origine del 19 % di esse, mentre gli altri due paesi del 10 % e 7 % rispettivamente.

Le persone si sono rivolte per lo più al Mediatore per questioni riguardanti la parità di trattamento o la discriminazione, la tutela dei consumatori, i procedimenti giudiziari, la corruzione e l’occupazione. Più della metà di queste denunce esterne al mandato derivava principalmente dal malcontento dei cittadini rispetto ai rapporti con gli enti pubblici nazionali, regionali o locali, i governi, gli organismi di carattere pubblico e con i tribunali nazionali o internazionali (come la Corte europea dei diritti dell’uomo). I cittadini hanno indirizzato almeno il 20 % delle denunce a soggetti privati, tra cui banche, imprese e piattaforme online, compagnie aeree e istituti di formazione.

Altre denunce ricevute che esulavano dal mandato del Mediatore riguardavano l’attività politica o legislativa delle istituzioni dell’UE. Anche le crisi umanitarie in corso in Ucraina e in Medio Oriente hanno generato una serie di denunce.

La Mediatrice ha risposto a tutti coloro che hanno chiesto aiuto utilizzando la lingua della rispettiva denuncia o di loro preferenza. Le risposte hanno chiarito il mandato del Mediatore e, per quanto possibile, si è consigliato ai denuncianti di rivolgersi ad altri organi in grado di aiutarli. Se da una parte tali organi comprendevano principalmente istituzioni di mediazione nazionali e regionali, dall’altra l’Ufficio ha anche indirizzato i denuncianti verso gli uffici di consulenza dei cittadini e altre organizzazioni per la tutela dei consumatori negli Stati membri.

Ove opportuno, ai denuncianti è stato consigliato di rivolgersi alle istituzioni dell’UE (soprattutto la Commissione europea e il Parlamento europeo) o alle reti, come SOLVIT e i Centri europei dei consumatori.

In generale, ai denuncianti scontenti di una specifica normativa dell’UE è stato consigliato di rivolgersi alla commissione per le petizioni del Parlamento europeo. Coloro che avevano sollevato questioni relative all’applicazione del diritto dell’UE sono stati rinviati ai difensori civici nazionali o regionali ovvero a reti dell’UE, come Europe Direct.

L’uso continuato nel 2024 di modelli semplificati per la gestione delle denunce non rientranti nel mandato, introdotto per la prima volta nel 2022, ha ulteriormente aumentato la velocità con cui il personale dell’Ufficio della Mediatrice ha risposto a tali denunce.

Numero di denunce 2020-2024

4.2. Contro chi?

Istituzioni interessate da indagini condotte dalla Mediatrice europea nel 2024

4.3. Per quale motivo?

Argomento delle indagini chiuse dalla Mediatrice europea nel 2024

4.4. Risultati ottenuti

Azione intrapresa dalla Mediatrice europea in merito alle nuove denunce gestite nel 2024
Andamento del numero di indagini effettuate dalla Mediatrice europea nel 2024
Risultati delle indagini chiuse dalla Mediatrice europea nel 2024
Durata delle indagini riguardanti i casi chiusi dalla Mediatrice europea nel 2024

4.5. Impatto e risultati

Uno degli obiettivi generali della Mediatrice europea è quello di conseguire miglioramenti tangibili per i denuncianti e il pubblico nei rapporti con l’amministrazione dell’UE. La Mediatrice raggiunge questo obiettivo formulando proposte sotto forma di soluzioni, raccomandazioni e suggerimenti. Può inoltre promuovere miglioramenti mediante iniziative strategiche, che non sono indagini formali e indurre altresì un’istituzione a risolvere una questione prima che sia presentata una proposta di soluzione formale o una raccomandazione.

4.5.1. Tasso di accettazione

Il tasso di accettazione è la percentuale di risposte positive al numero totale di proposte (soluzioni, raccomandazioni e suggerimenti) formulate dalla Mediatrice europea. Poiché il Mediatore concede alle istituzioni fino a sei mesi per dare seguito ai suggerimenti formulati nelle sue decisioni di chiusura delle indagini, il tasso di accettazione per il 2024 include casi chiusi nel 2023.

Nel 2023 le istituzioni dell’UE hanno collaborato in modo soddisfacente con il Mediatore nell’82 % dei casi. Delle 92 proposte avanzate dal Mediatore per correggere o migliorare le prassi amministrative, le istituzioni dell’UE hanno reagito positivamente a 75 di esse.

Tasso di accettazione del 2023

4.5.2. Impatto più ampio

Il tasso di accettazione rispecchia le risposte delle istituzioni alle proposte in un determinato momento e non coincide con un quadro completo dell’impatto del lavoro della Mediatrice europea nel tempo.

Ad esempio, nel 2024 la Commissione europea ha pubblicato orientamenti specifici riguardanti la partecipazione dei commissari alle campagne elettorali nazionali. La pubblicazione degli orientamenti fa seguito alle lettere della Mediatrice europea alla Commissione e al Parlamento europeo nel 2020 volte a chiarire le modalità di applicazione del codice di condotta dei commissari nel contesto delle campagne elettorali nazionali. Nella sua risposta alla Mediatrice, la Commissione ha dichiarato che avrebbe elaborato degli orientamenti in materia.

La Commissione ha inoltre fornito alla Mediatrice alcune informazioni preliminari riguardanti la sua valutazione dell’esposizione dei suoi servizi alle attività di lobbying da parte dell’industria del tabacco. Questa valutazione fa seguito a una constatazione di cattiva amministrazione da parte della Mediatrice nel 2023 per l’incapacità della Commissione di garantire la pubblicazione proattiva, da parte di tutti i suoi servizi, dei dettagli di tutti gli incontri con i lobbisti dell’industria del tabacco, nonché per la mancata conservazione dei verbali di tutte le riunioni. La Mediatrice attende con interesse le conclusioni della Commissione in merito a tale esercizio nonché le informazioni sulle ulteriori misure che intende adottare per affrontare il rischio di un’indebita influenza sul processo decisionale dell’UE da parte dell’industria del tabacco.

All’inizio del 2024, l’Agenzia esecutiva del Consiglio europeo per l’innovazione e delle PMI (Eismea) ha informato la Mediatrice di aver pubblicato nuovi orientamenti su come il personale dovrebbe gestire le situazioni in cui un cambiamento occorso nell’ambito di un progetto di Orizzonte 2020 o di Orizzonte Europa potrebbe portare alla risoluzione della convenzione di sovvenzione. I nuovi orientamenti fanno seguito a una precedente indagine della Mediatrice europea su come aveva risolto una convenzione di sovvenzione dal momento che il beneficiario del finanziamento aveva perso lo status di piccola o media impresa (PMI) dopo essere stato rilevato da un’altra impresa. Nell’ambito di tale indagine, la Mediatrice ha formulato suggerimenti di miglioramento dopo aver constatato che, sebbene la decisione dell’Eismea di porre fine alla sovvenzione fosse ragionevole, i ritardi e i problemi di comunicazione nel processo di risoluzione costituivano di per sé un caso di cattiva amministrazione.

5. Comunicazione e cooperazione

5.1. Comunicazione

Garantire la visibilità costituisce un elemento importante del lavoro della Mediatrice per raggiungere i portatori di interessi, l’amministrazione dell’UE e la società civile. Le attività di comunicazione della Mediatrice non si concentrano solo sulle indagini dell’Ufficio, ma anche, in generale, sulla promozione della trasparenza, dell’etica e della responsabilità nell’amministrazione dell’UE.

Nel corso del 2024 sono stati resi più facilmente accessibili documenti chiave delle indagini grazie all’aggiunta di una sezione dinamica sulla pagina iniziale del sito web nella quale sono pubblicati gli aggiornamenti recenti. Sono stati posti in essere anche diversi miglioramenti alla navigazione sul sito web al fine di rendere più semplice la ricerca di contenuti.

In occasione della conferenza stampa annuale tenutasi a marzo, la Mediatrice ha presentato la relazione annuale per il 2023 e ha discusso le principali indagini e gli sviluppi in materia di etica, accesso ai documenti e diritti fondamentali. Un evento della Mediatrice svoltosi ad aprile si è concentrato sul modo in cui le pubbliche amministrazioni possono essere al tempo stesso resilienti e reattive in un contesto politico volatile e polarizzato. L’evento è stato caratterizzato da un dibattito con Lord Kim Darroch, ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti, nonché da una tavola rotonda con la Mediatrice, il commissario europeo per il Bilancio e l’amministrazione Johannes Hahn e Alina Mungiu-Pippidi, docente di politica comparata alla LUISS Guido Carli di Roma.

DA FARE
L’evento «Guarding the guardians – the survival of independent public administrations in volatile and polarised times» (Tutelare i tutori – la sopravvivenza delle pubbliche amministrazioni indipendenti in tempi volatili e polarizzati), organizzato presso l’Ufficio della Mediatrice europea.

A settembre l’Ufficio del Mediatore ha organizzato l’evento principale dell’anno per le parti interessate, compresi i difensori civici nazionali e regionali, i deputati del Parlamento europeo, la società civile, il mondo accademico e i giornalisti. L’evento ha riconosciuto il contributo delle parti interessate nel rafforzamento della portata e dell’impatto dell’Ufficio e ha incluso interventi della vicepresidente del Parlamento europeo Katarina Barley, del vicepresidente esecutivo della Commissione Maroš Šefčovič e della vicepresidente della Commissione Věra Jourová.

DA FARE
Emily O ’Reilly durante il suo intervento presso il Concert Noble.

Per promuovere e celebrare la buona amministrazione, i precedenti vincitori del premio del Mediatore per la buona amministrazione sono stati i protagonisti di una storia web online pubblicata dall’Ufficio. Un’altra storia web pubblicata nel corso dell’anno ha messo in evidenza le norme etiche nell’amministrazione dell’UE. Queste storie web sono state supportate da campagne sui social media.

La Mediatrice ha partecipato e tenuto discorsi nel corso di diversi eventi organizzati da istituzioni dell’Unione e internazionali, organizzazioni non governative e università. Tra questi figurano l’Istituto per gli affari internazionali ed europei, la commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo, l’International Ombudsman Institute, l’Università di Maastricht nonché l’Autorità anticorruzione italiana e la Rete europea di etica pubblica. Nel corso di un seminario organizzato dall’Organizzazione mondiale della sanità, dalla Norwegian Cancer Society e dal McCabe Centre for Law & Cancer in merito all’attività di lobbying dell’industria del tabacco, la Mediatrice ha tenuto un discorso sull’importanza di garantire la trasparenza e prevenire un’influenza indebita sulle politiche dell’UE.

In termini di copertura da parte della stampa riguardo al lavoro della Mediatrice nel 2024, ci sono stati circa 5 000 articoli dei media che hanno menzionato o riferito direttamente sulle attività della Mediatrice, con il 66 % di tutte le coperture provenienti dai paesi dell’UE.

Nel 2024 il numero di follower della Mediatrice sui media sociali ha continuato ad aumentare, particolarmente su LinkedIn e Instagram. L’aumento dell’attività del suo profilo unitamente a una migliore targettizzazione della stessa nonché il numero crescente di utenti in cerca di contenuti correlati all’UE su queste due piattaforme sono stati fattori importanti che hanno inciso sulla positività delle prestazioni. L’account Instagram della Mediatrice ha registrato una crescita di circa il 33 % del numero totale di follower (4 513 nuovi follower). Su LinkedIn il numero di follower è aumentato di quasi il 25 % (+ 3 659). Su X, nel dicembre 2024 il numero di follower è arrivato a 37 200, con un aumento del 2,8 % (+ 1 014).

Nel 2024 l’Ufficio ha aperto un account su Threads e Bluesky per ampliare il proprio pubblico e diversificare ulteriormente la copertura dei social media.

Infine, la Mediatrice e i membri del suo personale hanno proseguito le loro attività di sensibilizzazione concedendo interviste alla stampa, partecipando a conferenze accademiche e dialogando con gruppi di visitatori.

5.2. Rapporti con le istituzioni dell’UE

5.2.1. Parlamento europeo

La Mediatrice europea risponde al Parlamento europeo, che elegge il capo dell’Ufficio ogni cinque anni. Nel 2024, dopo le elezioni europee tenutesi a giugno, il Parlamento ha eletto una nuova Mediatrice europea a dicembre.

Per incoraggiare i cittadini a votare alle elezioni di giugno, la Mediatrice ha collaborato con la direzione generale della Comunicazione del Parlamento predisponendo altresì una dichiarazione comune firmata dai membri della Rete europea dei difensori civici.

DA FARE
Consegna della relazione annuale alla presidente Metsola a Strasburgo.

La riunione annuale della Mediatrice con la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, si è svolta a marzo, subito dopo che il Parlamento ha dato il suo sostegno unanime in seduta plenaria alla relazione speciale della Mediatrice sull’accesso ai documenti. Il voto è stato una testimonianza dell’eccellente cooperazione tra le due istituzioni nel garantire la responsabilità dell’amministrazione dell’UE.

La Mediatrice ha continuato a presentare i risultati delle indagini chiave alle commissioni parlamentari competenti, come la commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) e la sottocommissione per i diritti dell’uomo (DROI). L’Ufficio ha inoltre partecipato alle audizioni legate alle procedure di bilancio annuali nella commissione per i bilanci (BUDG) e per il controllo dei bilanci (CONT). La Mediatrice ha continuato a collaborare con i deputati al Parlamento europeo provenienti da tutto lo spettro politico per garantire una cooperazione agevole e per far in modo che i deputati neoeletti comprendano meglio il ruolo dell’Ufficio.

DA FARE
La vicepresidente Barley durante il suo intervento al Concert Noble.

Durante il ricevimento delle parti interessate della Mediatrice europea a settembre, la vicepresidente del Parlamento Katarina Barley ha pronunciato il discorso di apertura.

5.2.2. Commissione per le petizioni

La commissione per le petizioni (PETI) e la Mediatrice europea condividono l’obiettivo comune di garantire che le istituzioni dell’UE rispettino i diritti fondamentali dei cittadini. Nel 2024, la loro cooperazione è proseguita per garantire che i dubbi delle persone siano presi in considerazione a livello dell’UE, anche per quanto riguarda le questioni relative ai diritti delle persone con disabilità.

In seguito alle elezioni europee, la Mediatrice ha incontrato il neodesignato presidente della commissione PETI Bogdan Rzońca e il capo del segretariato della commissione, nonché l’intera commissione PETI nella sua nuova formazione. Ciò è stato particolarmente importante in quanto la PETI era la commissione incaricata di organizzare le audizioni pubbliche in vista dell’elezione del nuovo Mediatrice europea. Tali riunioni hanno dimostrato l’interesse e l’impegno di molti deputati al Parlamento europeo nel garantire un’elezione equa e trasparente del Mediatore e il loro riconoscimento del lavoro di quello attuale.

5.2.3. Commissione europea

La Commissione europea rappresenta la più grande istituzione dell’UE e il suo lavoro interessa tutti i cittadini dell’Unione. Per questo motivo, un’alta percentuale delle denunce ricevute dal Mediatore riguarda il lavoro della Commissione.

L’Ufficio del Mediatore ha mantenuto un buon rapporto di lavoro con la Commissione durante tutto l’anno. Il vicepresidente esecutivo della Commissione Maroš Šefčovič e la vicepresidente Věra Jourová sono intervenuti al ricevimento delle parti interessate del Mediatore a settembre. La Mediatrice ha inoltre incontrato il segretario generale e il segretario generale aggiunto della Commissione per discutere le sfide dell’istituzione in materia di accesso ai documenti dell’UE. A livello del personale sono stati mantenuti stretti contatti tra l’Ufficio del Mediatore e la Commissione per garantire che le problematiche sollevate dai denuncianti potessero essere affrontate nel modo più efficace possibile.

DA FARE
Il vicepresidente esecutivo della Commissione Maroš Šefčovič e la Mediatrice O’Reilly a Strasburgo.

5.2.4. Altre istituzioni, agenzie e organizzazioni

DA FARE
La Mediatrice e i membri del proprio gabinetto con il direttore esecutivo ad interim Url e altri membri della gestione operativa dell’EFSA.

È importante che la Mediatrice mantenga relazioni proficue anche con le altre istituzioni e gli altri organi e organismi dell’UE. Nel 2024, la Mediatrice ha incontrato un membro della Corte dei conti europea ed è intervenuta a una conferenza sulla trasparenza dei fondi di recupero dell’UE organizzata dalla Corte dei conti. La Mediatrice ha inoltre partecipato a riunioni con i capi e il personale dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e della Fondazione europea per la formazione (ETF). Si sono inoltre svolte riunioni con il direttore generale dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e con i membri del comitato di vigilanza dell’OLAF, nonché con i membri del comitato etico della Banca centrale europea.

I buoni rapporti con diversi settori dell’amministrazione dell’UE formano parte integrante della strategia della Mediatrice «Verso il 2024». Mediante una stretta collaborazione, la Mediatrice può contribuire a ottenere un impatto positivo e duraturo sull’amministrazione dell’UE.

5.2.5. Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità

L’Unione europea è firmataria della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD), uno strumento internazionale vincolante in materia di diritti umani volto a «promuovere, proteggere e garantire il pieno ed eguale godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità, e a promuovere il rispetto per la loro intrinseca dignità».

Il rispetto della UNCRPD nell’UE è monitorato dal quadro dell’UE per la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, presieduto dal Forum europeo sulla disabilità nel 2024. In qualità di membro di questo quadro, la Mediatrice presta particolare attenzione all’attuazione della UNCRPD da parte dell’amministrazione dell’UE. Il quadro ha preparato un contributo aggiornato, che ha incluso quello della Mediatrice, per il comitato della UNCRPD, al fine di garantire che quest’ultimo possa completare nel 2025 la sua revisione periodica dei risultati dell’UE in relazione alla Convenzione.

Nel 2024 sono state diverse le occasioni in cui i cittadini si sono rivolti alla Mediatrice europea per questioni relative ai diritti delle persone con disabilità. In due decisioni (125/2023/VS e 173/2023/VS), la Mediatrice ha riscontrato problemi in merito al modo in cui l’amministrazione dell’UE ha fornito soluzioni ragionevoli alle persone con disabilità candidate per un posto di lavoro. La Mediatrice ha sottolineato che, in quanto parte della UNCRPD, l’UE dovrebbe dare l’esempio nel conformarsi alle norme della Convenzione stessa. La Mediatrice ha sottolineato che occorre prevedere soluzioni ragionevoli in ogni fase delle procedure di selezione e assunzione e che le istituzioni dell’UE dovrebbero disporre di salvaguardie per garantire che il giorno delle prove siano fornite soluzioni ragionevoli indipendentemente dal fatto che siano esse stesse o un appaltatore a organizzarle.

A seguito delle conclusioni della Mediatrice in un’indagine del 2023, la Commissione europea ha avviato nel 2024 un processo che riguarda l’intera amministrazione dell’UE e ha rivisto le norme applicabili per garantire un’equa valutazione individuale di tutte le domande per un’indennità volta ad assistere il personale che si prende cura dei minori con disabilità.

L’Ufficio del Mediatore ha inoltre presentato il proprio lavoro relativo ai diritti delle persone con disabilità in occasione di diversi eventi nel corso dell’anno.

5.3. Rete europea dei difensori civici

La Rete europea dei difensori civici è una rete informale coordinata dalla Mediatrice europea e composta da oltre 95 uffici dei difensori civici e organi similari in Europa, nonché dalla commissione per le petizioni del Parlamento europeo.

Nel 2024 la Mediatrice europea ha organizzato un webinar della Rete europea dei difensori civici su due temi: l’attuazione della direttiva dell’UE sugli informatori e i problemi legati alla libera circolazione. Sono intervenuti i difensori civici federali del Belgio e la vice difensora civica della Croazia, nonché i rappresentanti dell’Ufficio del consiglio del difensore civico austriaco, del difensore civico ceco e del difensore pubblico slovacco.

Un importante strumento della Rete europea dei difensori civici è costituito dalla procedura di interrogazione. Mediante tale procedura i membri della Rete hanno la possibilità di formulare domande sul diritto dell’UE in merito a questioni che emergono nel corso delle loro indagini, alle quali la Mediatrice europea chiama a rispondere esperti delle istituzioni dell’UE. I temi della procedura di interrogazione trattati nel 2024 riguardavano la tessera europea di assicurazione malattia, le restrizioni alla libera circolazione delle persone tra gli Stati membri dell’UE, le norme dell’UE in materia di assicurazioni e il riconoscimento reciproco delle sentenze in materia penale.

Denuncianti ai quali la Mediatrice ha consigliato nel 2024 di rivolgersi a istituzioni e organi diversi e denunce inoltrate

5.4. Visita della Mediatrice in Italia

Nell’ambito delle visite periodiche agli Stati membri dell’UE e agli uffici delle agenzie dell’UE, la Mediatrice ha visitato l’Italia nel 2024.

Durante la visita, l’ufficio locale del Parlamento europeo a Milano ha ospitato un evento pubblico per illustrare il lavoro dell’Ufficio della Mediatrice. La Mediatrice ha pronunciato un discorso e ha risposto alle domande di un pubblico che comprendeva rappresentanti della società civile e delle associazioni dei consumatori, nonché studenti universitari e giornalisti.

Presso l’EFSA, a Parma, la Mediatrice ha partecipato a riunioni con il direttore esecutivo ad interim, Bernhard Url, il gruppo dirigente e il personale dell’Agenzia. I temi oggetto di discussione hanno riguardato il modo in cui l’EFSA lavora per attuare le proposte della Mediatrice, in particolare per quanto riguarda l’accesso ai documenti, e le misure poste in essere per far fronte ai trasferimenti potenzialmente problematici del suo personale verso il settore privato. L’EFSA ha inoltre presentato un progetto pilota che utilizza l’intelligenza artificiale per gestire le richieste di accesso ai documenti, con l’obiettivo di aumentare l’efficienza e garantire che coloro che richiedono i documenti siano tenuti informati dello stato delle loro domande.

Durante una visita all’ETF, a Torino, la Mediatrice ha incontrato la direttrice dell’agenzia, Pilvi Torsti, e il suo gruppo dirigente. La direttrice Torsti ha illustrato i suoi piani di riorganizzazione dell’Agenzia e insieme alla Mediatrice ha discusso sulle sfide affrontate dalle istituzioni più piccole per gestire in modo efficiente le proprie risorse umane e finanziarie. La Mediatrice ha inoltre presentato il lavoro dell’Ufficio della Mediatrice al personale dell’ETF.

6. Risorse

6.1. Bilancio

Il bilancio dell’Ufficio della Mediatrice europea è una sezione indipendente rispetto a quello dell’UE. È suddiviso in tre titoli: nel titolo 1 sono iscritti gli stipendi, le indennità e altre spese relative al personale; nel titolo 2 figurano gli immobili, gli arredi e spese varie di funzionamento; il titolo 3 riporta le spese risultanti dalle funzioni generali svolte dall’istituzione. Nel 2024 gli stanziamenti di bilancio ammontavano a 13 843 160 EUR.

Al fine di assicurare una gestione efficace delle risorse, il revisore interno della Mediatrice europea compie verifiche periodiche dei sistemi di controllo interno e delle operazioni finanziarie eseguite dall’Ufficio. Come nel caso di altre istituzioni, anche la Mediatrice è sottoposta all’esame della Corte dei conti europea, che non ha individuato problemi specifici nel contesto della sua attività di audit esterno.

6.2. Impiego delle risorse

Ogni anno la Mediatrice europea adotta un piano di gestione annuale che definisce le specifiche iniziative che l’Ufficio prevede di intraprendere per centrare gli obiettivi e concretizzare le priorità della propria strategia quinquennale «Verso il 2024». Il piano di gestione annuale per il 2024 è il quarto a basarsi su tale strategia.

L’Ufficio della Mediatrice europea, potendo contare su dipendenti altamente qualificati e plurilingue, è in grado di gestire le denunce nelle 24 lingue ufficiali dell’UE e di condurre campagne di sensibilizzazione riguardanti il proprio lavoro in tutta l’Unione. La politica di lavoro ibrido dell’Ufficio, orientata ai risultati e basata sulla fiducia, sostiene l’ambizione della Mediatrice di promuovere un ambiente di lavoro moderno, digitale e flessibile.

Nel 2024 la tabella dell’organico dell’Ufficio della Mediatrice contemplava 75 posti, ai quali si aggiungeva una media di sette agenti contrattuali. Nel corso dell’anno, inoltre, 19 tirocinanti hanno acquisito esperienza di lavoro presso l’Ufficio della Mediatrice.

Informazioni dettagliate sulla struttura dell’Ufficio della Mediatrice e sui compiti delle varie unità sono disponibili sul sito web.

7. Come contattare la Mediatrice europea

Per telefono

+33 (0)388172313

Per posta elettronica

eo@ombudsman.europa.eu

Recapito postale

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1 avenue du Président Robert Schuman
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