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Discorso del Mediatore europeo - Commissione per le petizioni Osservazioni introduttive del Mediatore europeo, Jacob Söderman

Signor Presidente!

Sono grato per l'opportunità di rivolgermi alla commissione per le petizioni, che è responsabile della gestione delle relazioni del Mediatore al Parlamento europeo. Oggi avete davanti a voi tre relazioni: la relazione annuale per il 1999 e due relazioni speciali a seguito di indagini di propria iniziativa. La prima relazione speciale riguarda le procedure di assunzione della Commissione. La seconda riguarda il codice di buona condotta amministrativa.
Uno scambio di opinioni con questa commissione è, per me, sia un piacere che una preziosa occasione professionale. Attendo con interesse le vostre osservazioni sia sul lavoro svolto nel 1999 sia sulle relazioni speciali.

I risultati per il 1999

L'anno scorso l'ufficio del Mediatore ha ricevuto 1577 nuove denunce, rispetto alle 1372 del 1998: un aumento di quasi il 15%. Nei primi tre mesi del 2000 si è registrato un ulteriore aumento del 23% rispetto ai primi tre mesi del 1999. Abbiamo chiuso 203 indagini con una decisione motivata nel 1999, rispetto alle 185 del 1998: un aumento di poco superiore al 10%. Nel 45% di questi casi l'istituzione ha risolto la questione, è stata trovata una soluzione amichevole, il caso è stato chiuso con un'osservazione critica o un progetto di raccomandazione è stato accettato dall'istituzione interessata. Questa percentuale è rimasta stabile dallo scorso anno.
In 107 casi non è stata riscontrata cattiva amministrazione. Con poco più del 52%, questa cifra è circa la stessa dell'anno scorso in termini percentuali. La constatazione dell'assenza di cattiva amministrazione non è sempre un risultato negativo per il denunciante. L'istituzione o l'organo deve spiegare il proprio comportamento al denunciante e in alcuni casi riesce persino a convincerlo di aver agito correttamente.
Oltre a svolgere indagini nei casi che rientrano nel nostro mandato, esaminiamo attentamente tutte le altre denunce, in particolare se riguardano diritti ai sensi del diritto comunitario. Nel 1999 siamo riusciti a consigliare il denunciante o a trasferire la denuncia a un organismo competente in circa il 70% dei casi. Di questi, abbiamo trasferito 71 casi al Parlamento europeo per essere trattati come petizioni e abbiamo informato altri 142 denuncianti del loro diritto di petizione al Parlamento europeo.
In molti altri casi, la denuncia potrebbe essere trattata rapidamente ed efficacemente da un difensore civico o da un organismo analogo (come una commissione per le petizioni) a livello nazionale. Nel presentare la mia relazione annuale a questa commissione l'anno scorso, mi sono impegnato a intensificare i miei sforzi per raggiungere il successo in questo campo rafforzando la nostra cooperazione con i difensori civici nazionali e organismi analoghi. In adempimento di questo impegno, abbiamo organizzato, insieme al difensore civico francese, signor Stasi, un seminario a Parigi nel settembre 1999. Un ulteriore seminario per il difensore civico nazionale è previsto per il 2001 a Bruxelles. Naturalmente, la commissione per le petizioni è sempre invitata a partecipare a questi seminari.

Signor Presidente!

Passo ora alla relazione speciale sulla procedura di assunzione della Commissione, presentata al Parlamento europeo il 18 ottobre 1999.
Dopo una serie di denunce relative alla mancanza di trasparenza nella procedura di assunzione della Commissione, il Mediatore ha avviato un'indagine di propria iniziativa (1), che ha indotto la Commissione ad accettare tre proposte. Ha convenuto di consentire ai candidati di conservare una copia del documento d'interrogazione, di fornire migliori informazioni sui criteri di valutazione e di far conoscere ai candidati i nomi delle persone che li intervistano.
A seguito della relazione speciale, la nuova Commissione ha anche accettato la quarta raccomandazione del Mediatore di dare ai candidati ai concorsi di assunzione l'accesso ai propri esami, a partire dal luglio 2000. Accolgo con grande favore questa risposta positiva del nuovo gruppo incaricato della direzione del personale e dell'amministrazione della Commissione. Il cambiamento promesso dovrebbe contribuire a far sì che molti giovani cittadini europei ricevano una prima impressione positiva delle istituzioni comunitarie.

Signor Presidente!

La terza relazione in esame riguarda l'indagine di propria iniziativa del Mediatore sull'esistenza e l'accessibilità al pubblico, nelle diverse istituzioni e organi comunitari, di un codice di buona condotta amministrativa.
Nelle sue risoluzioni sulle relazioni annuali sulle attività del Mediatore europeo nel 1997 e nel 1998, il Parlamento europeo ha sottolineato l'urgente necessità di elaborare quanto prima un codice di buona condotta amministrativa e l'importanza che tale codice sia il più identico possibile per tutte le istituzioni e gli organi europei.
Nel novembre 1998 il Mediatore ha avviato un'indagine di propria iniziativa sull'eventuale adozione da parte delle istituzioni e degli organi comunitari di un codice di buona condotta amministrativa. All'inizio speravamo che la Commissione avrebbe proposto un codice, ma dopo il crollo della Commissione Santer il loro lavoro sembrava fermarsi. Il Mediatore ha pertanto assunto il compito di elaborare un modello di codice e lo ha proposto a tutte le istituzioni e a tutti gli organi comunitari come progetto di raccomandazione. Il modello di codice si ispira alle leggi amministrative vigenti negli Stati membri e alle organizzazioni internazionali.
La relazione speciale sull'indagine di propria iniziativa è stata presentata al Presidente del Parlamento europeo l'11 aprile 2000. Essa tiene conto delle informazioni ricevute fino al 1° marzo 2000. Dalle risposte ricevute entro tale data è emerso che solo due organismi, vale a dire l'Agenzia europea di valutazione dei medicinali (EMEA) e il Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea, avevano adottato il codice tipo del Mediatore. Successivamente, siamo stati informati che anche altre tre agenzie hanno accettato di adottare il codice tipo del Mediatore.
La Commissione ha presentato un proprio progetto di codice che, nella sostanza, si avvicina al modello del Mediatore, ma non lo ha ancora adottato. Dopo il completamento della relazione speciale, abbiamo appreso che il Parlamento europeo ha adottato un codice molto diverso sia dal progetto della Commissione che dal modello del Mediatore. Né il Consiglio né altri organi sembrano avere ancora un codice.
Queste varie risposte mi hanno portato a concludere che non è possibile raggiungere, attraverso un codice volontario, norme di buona condotta amministrativa che si applichino in egual misura a tutte le istituzioni e a tutti gli organi comunitari nei loro rapporti con il pubblico. Concludo pertanto la relazione speciale con la raccomandazione di adottare norme di buona condotta amministrativa in quanto diritto amministrativo europeo. Spetta a questa commissione esaminare il modo migliore di procedere e presentare una proposta nella sua relazione.
Il Parlamento europeo, in quanto unica istituzione europea democraticamente rappresentativa di tutti i cittadini europei, potrebbe prendere in considerazione la possibilità di ricorrere alla procedura di cui all'articolo 192, paragrafo 2, del trattato CE per avviare l'adozione di tale diritto amministrativo europeo, sotto forma di un regolamento applicabile a tutte le istituzioni e a tutti gli organi comunitari.
Una delle conquiste fondamentali dell'integrazione europea è la creazione di diritti giuridici per i singoli, sia nei confronti delle istituzioni comunitarie che degli Stati membri. Questo è ciò che distingue l'Unione europea dalle altre organizzazioni internazionali.
La creazione di un diritto amministrativo europeo, applicabile a tutte le istituzioni e a tutti gli organi comunitari, rappresenterebbe un passo importante verso l'attuazione del diritto dei cittadini a un'amministrazione aperta, responsabile e orientata al servizio.
Signor Presidente!
Ringrazio voi e tutti i membri di questa commissione per la vostra cortese attenzione e sono pronto a rispondere a qualsiasi vostra domanda sul lavoro svolto nel 1999 e sulle relazioni speciali.


(1) 1004/97/(PD)GG

(2) Risoluzione sulla relazione annuale sulle attività del Mediatore europeo nel 1997 (C-0270/98), GU 1998, C 292/168, Risoluzione sulla relazione annuale sulle attività del Mediatore europeo nel 1998 (C-0138/99), GU 1999, C 219/456.

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