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Discorso del Mediatore europeo: Seminario sull'istitutuzione del Mediatore: prospettive e sfide per il XXI secolo, Nicosia, Cipro 12-16 settembre 2001

L'istituzione del mediatore é al tempo stesso antica e recente. Le sue origini risalgono all'inizio del XIX secolo. Dopo cento cinquanta anni di quasi completa solitudine, il mediatore ha conquistato il mondo. Non si é trattato solo di un fenomeno di moda, bensì della risposta ad un'esigenza della società moderna: il bisogno di un'istituzione che promuovesse realmente lo stato di diritto ed il rispetto dei diritti dell'uomo all'interno di una società democratica.

Non esiste una garanzia che i mediatori risponderanno con successo a questo bisogno nel XXI secolo. Per fare ciò, ci dobbiamo confrontare con continue sfide allo stato di diritto e ai diritti dell'uomo. Ancora, dobbiamo rendere più moderne le nostre procedure per rispondere in maniera soddisfacente ai cittadini che si attendono un servizio sempre più celere, efficace e attento.

Ciò rappresenta una sfida importante. Ecco alcuni esempi di azioni - chiave:

1. Il mandato del mediatore deve adattarsi ai cambiamenti della società. Non può rimanere confinato nel seno dell'amministrazione tradizionale, dal momento che il settore privato è sempre più implicato nella prestazione di servizi pubblici. Inoltre, taluni diritti fondamentali come la non-discriminazione ed il rispetto dei diritti dei minori non possono essere garantiti se il mandato del mediatore si limita soltanto al settore pubblico. Il proliferare di vari uffici di quasi-mediatori con finalità specifiche è parzialmente espressione del fatto che i mediatori tradizionali non sono riusciti ad evolversi in funzione dei bisogni dei cittadini.

2. Il mediatore deve avere anche un ruolo educativo e preventivo all'interno della società. Dovrà effettuare una campagna informativa costante, al fine di migliorare la conoscenza dei diritti dei cittadini, e dovrà promuovere servizi pubblici, aperti, responsabili e al servizio dei cittadini. Per raggiungere tali obiettivi, il mediatore dovrà essere portavoce dei principi della buona amministrazione, proferire discorsi e presentare relazioni per sottolineare i casi di ingiustizia ed eliminare gli ostacoli al trattamento giusto ed equo dei cittadini. La campagna informativa continua dovrà basarsi, tra l'altro, su un sito Internet di buona qualità dove l'informazione sia facilmente accessibile e su un indirizzo di posta elettronica per permettere ai cittadini di comunicare con lui.

3. La frode e la corruzione non sono solo dei reati, ma rappresentano al tempo stesso una minaccia reale per la democrazia e lo stato di diritto. Il mediatore dovrà pertanto vegliare costantemente affinché il personale del settore pubblico sia altamente competente e disponga di una formazione e di consigli adeguati. Il mediatore dovrà poi comprendere che un'amministrazione aperta e con procedure trasparenti costituisce la migliore difesa contro la frode e la corruzione. Dovrà assicurarsi che esistano associazioni che efficacemente combattono contro la corruzione e, se necessario, esserne supervisore per garantire che la loro attività sia efficace, giusta ed equa.

4. Gli uffici dei mediatori dovranno informare i cittadini delle modalità per presentare una denuncia e mettere a loro disposizione un formulario di denuncia che dovrebbe essere accessibile anche sul sito Internet. Il procedimento di trattazione delle denunce dovrà essere definita in maniera chiara, trasparente e conosciuta da tutte le parti coinvolte. Essa comprenderà garanzie procedurali come il diritto ad essere ascoltato su tutti gli aspetti della denuncia. La possibilità di proporre una soluzione amichevole della controversia dovrà anch'essa essere presa in considerazione.

5. La lentezza nella trattazione delle denunce rappresenta una delle maggiori minacce per la credibilità dei mediatori a livello mondiale. L'obiettivo sarà quello di porre rimedio ad eventuali casi di cattiva amministrazione a favore dei cittadini nel minor tempo possibile. In principio, l'esame delle denunce dovrà concludersi entro un anno, ed entro un mese quando le denunce non rientrano nel mandato del mediatore. Se un altro organo è competente per trattare la denuncia, in caso di previo accordo del denunciante, la denuncia sarà trasferita a tale organo. Diversamente, si informerà il denunciante di questa possibilità. Dovrà stabilirsi una procedura d'urgenza per casi particolari, mediante contatti telefonici o attraverso posta elettronica e prevedendo ispezioni ad hoc.

6. Aiutare i cittadini che hanno difficoltà con la pubblica amministrazione è un compito da assolvere, per quanto possibile, a contatto diretto con i cittadini stessi. Dovrà prevedersi la possibilità di presentare denunce direttamente a livello regionale, nelle grandi città o in strutture complesse come ospedali, prigioni e commissariati di polizia. Questa possibilità aiuterebbe rapidamente i cittadini ed eviterebbe un sovraccarico di lavoro per gli uffici dei mediatori nazionali. Nei grandi Stati in cui non esistono mediatori regionali, l'ufficio del mediatore nazionale dovrà considerare l'opportunità di creare uffici regionali per informare i cittadini, ricevere le denunce e, se possibile, dare immediato seguito alle doglianze.

Ad ogni modo, i mediatori dovranno fare quanto in loro possesso per assicurare che le denunce siano trattate in modo rapido, efficace, giusto ed equo e con l'unico obiettivo di riparare ai torti subiti.

7. L'ufficio del Mediatore dovrà redigere una relazione annuale in una forma che sia accessibile al pubblico e facilmente comprensibile. La relazione annuale, così come tutte le decisioni motivate, dovranno essere pubblicate sul sito Internet per permettere sia ai funzionari che ai cittadini di essere informati e trarre indicazioni per il futuro. Altrettanto importante è preparare una versione riassunta della relazione annuale e delle decisioni più importanti, in almeno una delle lingue più parlate al mondo. I mediatori dovranno inoltre essere pronti a ricevere le denunce in diverse lingue.

8. Di tanto intanto, il mediatore dovrà presentare relazioni speciali al Parlamento o al Governo. Le relazioni speciali evidenzieranno problemi della società di carattere più generale e rientranti nel mandato del mediatore, e conterranno proposte di soluzione, divenendo la base per un dibattito aperto su problemi importanti a beneficio dei cittadini che potranno identificare soluzioni rapide ed efficaci.

9. Gli uffici dei mediatori saranno chiamati a rispettare sempre maggiormente le convenzioni e le norme internazionali, il che implica che la cooperazione tra loro diventi più efficace ed utile. Anche in questo ambito, le possibilità offerte da Internet e dalla posta elettronica dovranno essere pienamente utilizzate per uno scambio di informazioni e di possibili soluzioni per i vari casi.

Sarebbe utile che si organizzassero più seminari internazionali per mediatori, per discutere temi e soggetti importanti con cui si confrontano tutti gli uffici, anziché convegni sempre più vasti su temi di carattere generale. Un mediatore dovrebbe sempre apprendere qualcosa di nuovo e di utile nel corso di un incontro internazionale, per poter lavorare a favore dei cittadini con ancora maggiore impegno, conoscenza e competenza.

 

Jacob Söderman

13 settembre 2001