Wilt u een klacht indienen tegen een instelling of orgaan van de EU?

beschikbare talen:
  • ITItaliano

Decisione nel caso 1052/2016/EIS sul trattamento da parte del Consiglio della richiesta del denunciante di rettificare un termine incluso in una direttiva

Il caso riguardava la presunta incapacità da parte del Consiglio di spiegare adeguatamente al denunciante il motivo per cui la rettifica del testo di una direttiva possa richiedere fino a un anno, qualora siano ritenute necessarie eventuali modifiche. Il Mediatore ha indagato sulla questione ed ha rilevato che il Consiglio ha fornito un'esaustiva e adeguata spiegazione. Anche il denunciante è apparso soddisfatto delle spiegazioni fornite. Il caso è stato pertanto archiviato come risolto.

Antefatti della denuncia

1. Il denunciante è un cittadino italiano. Alla fine del maggio 2016, ha presentato una denuncia al Consiglio dell'Unione europea (il "Consiglio") sostenendo che la traduzione italiana del termine "practitioner " incluso nella direttiva 2013/59/Euratom - che stabilisce le norme fondamentali di sicurezza per la protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti[1] - è imprecisa. Infatti, il termine italiano utilizzato è "medico specialista" che, secondo il denunciante, corrisponde ad un medico specializzato titolare di una laurea in Medicina e Chirurgia e di una specializzazione in Italia. Secondo il denunciante, la traduzione corretta in italiano sarebbe "professionale sanitario abilitato".

2. Il Consiglio ha successivamente risposto di aver trasmesso la sua richiesta ai suoi servizi di correzione linguistica. Qualora questi ultimi riscontrino un errore, procedono quindi ad apportare le opportune modifiche.

3. Nel luglio 2016, il denunciante ha inviato una richiesta al Consiglio concernente lo stato d'avanzamento della sua richiesta. Il Consiglio ha risposto il giorno successivo, dicendo che, al momento, non aveva alcuna novità da condividere con il denunciante. Tuttavia, eventuali modifiche, se ritenute necessarie, possono richiedere fino a un anno.

4. Il denunciante ha ritenuto questo lasso di tempo eccessivo.

L'indagine

5. Il Mediatore ha aperto un'indagine sulla denuncia secondo cui il Consiglio non è riuscito a spiegare adeguatamente al denunciante il motivo per cui la rettifica del testo di una direttiva possa richiedere fino a un anno, qualora siano ritenute necessarie eventuali modifiche.

6. Nel corso dell'indagine, l'équipe di indagine del Mediatore ha ricevuto la risposta del Consiglio in merito alla denuncia e, successivamente, ha invitato il denunciante a presentare osservazioni su tale risposta. Nello svolgere l'indagine, l'équipe di indagine del Mediatore ha tenuto conto delle argomentazioni e dei pareri presentati dalle parti.

Allegazione della presunta incapacità di spiegare adeguatamente il motivo per cui rettificare il testo di una direttiva possa richiedere fino a un anno di tempo

Argomenti presentati al Mediatore

7. Nella sua risposta, il Consiglio ha spiegato la procedura di rettifica e i rispettivi ruoli svolti dai suoi giuristi linguisti, dalle autorità nazionali e dell'UE, in tale contesto. Nel caso in cui eventuali modifiche siano ritenute necessarie, viene redatta e presentata al legislatore (il Consiglio e, nel caso della procedura legislativa ordinaria, anche il Parlamento europeo) una rettifica. Se non sono espresse obiezioni nel relativo lasso di tempo, la rettifica viene pubblicata nella Gazzetta ufficiale. In tal caso, la correzione si applica retroattivamente. Anche se con le consultazioni si giunge alla conclusione che non sia necessaria alcuna correzione, la persona che ha effettuato la richiesta sarà informata di tale conclusione.

8. In termini di tempistica, il Consiglio ha spiegato che redigere il testo di una rettifica richiede solitamente circa 15 giorni lavorativi, mentre le consultazioni con le autorità nazionali e dell'UE sono la parte più complessa e dispendiosa in termini di tempo della procedura. L'intervallo di tempo esatto dipende in gran parte dalla struttura amministrativa dello Stato membro interessato, nonché dal tipo e dalla portata delle correzioni suggerite. Successivamente, se un accordo viene raggiunto tra le parti interessate sul fatto che le modifiche sono davvero necessarie, occore calcolare circa un mese supplementare per finalizzare il lavoro amministrativo in seno al Consiglio. La pubblicazione nella Gazzetta ufficiale prende normalmente altre tre settimane.

9. Nel caso in specie, il Consiglio ha comunicato la sua posizione in materia alle autorità italiane ed è in attesa della loro risposta. Per il momento, il Consiglio deplora di non essere stato in grado di valutare l'esito delle consultazioni o l'intervallo di tempo necessario per la loro conclusione.

10. Il denunciante ha ringraziato l'équipe d'indagine del Mediatore per il suo lavoro.

Valutazione del Mediatore

11. La risposta del Consiglio al denunciante con rispetto alla materia è ragionevole: il Consiglio ha fornito una panoramica della procedura di rettifica e spiegato che il caso è allo stadio delle consultazioni con le autorità italiane. Inoltre, sembra che il Consiglio abbia contattato le Autorità italiane prontamente dopo aver ricevuto la richiesta del denunciante. Infine, il denunciante sembra essere soddisfatto delle spiegazioni fornite.

Conclusioni

In base alle indagini condotte nel presente caso, il Mediatore archivia il caso con la seguente conclusione[2]:

Il caso è stato risolto.

Il denunciante e il Consiglio saranno informati della presente decisione.

Strasburgo, 24/11/2016

Marta Hirsch-Ziembinska

Unità 1 - Indagini e TIC

 

 

[1]  Direttiva 2013/59/Euratom del 5 dicembre 2013, del Consiglio, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom (GU 2014 L 13, pag. 1).

[2] Informazioni sulla procedura di riesame del Mediatore possono essere trovate sul sito web.