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Decisione sul modo in cui la Procura europea (EPPO) ha affrontato le preoccupazioni sollevate da un assistente nazionale dei procuratori europei delegati in Italia (caso 794/2025/VB)

Mercoledì | 04 novembre 2026

Il caso riguardava il modo in cui la Procura europea (EPPO) ha trattato le denunce di un assistente nazionale dei procuratori europei delegati in Italia. Il denunciante ha sostenuto che i procuratori europei delegati dell'EPPO di Roma hanno interferito in due procedure amministrative da lui avviate a livello nazionale. La denuncia riguardava anche il modo in cui l'EPPO ha trattato una richiesta di accesso del pubblico ai documenti presentata dal denunciante.

La Mediatrice ha riscontrato carenze nel trattamento delle denunce da parte dell'EPPO per quanto riguarda il modo in cui l'EPPO ha comunicato la sua posizione al denunciante e i motivi della sua conclusione di non intraprendere ulteriori azioni. L’EPPO ha affrontato tale questione nel corso dell’indagine fornendo spiegazioni chiare e ragionevoli per la sua posizione. La Mediatrice ha inoltre constatato che l’EPPO non ha violato i diritti del denunciante nel trattare le denunce.

Per quanto riguarda la richiesta di accesso ai documenti, la Mediatrice ha constatato che i motivi addotti dall'EPPO per non divulgare i documenti richiesti non sembrano essere in linea con la legislazione dell'UE in materia di accesso del pubblico ai documenti. Tuttavia, il Mediatore ha ritenuto che la decisione di non divulgare i documenti richiesti dal denunciante fosse ragionevole, anche se per un motivo diverso da quello invocato dall’EPPO.

La Mediatrice ha chiuso l'indagine concludendo che non sono giustificate ulteriori indagini.

Decisione sul rifiuto dell'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea (AESA) di concedere l'accesso del pubblico ai documenti relativi alla conversione di licenze di pilota di paesi terzi all'interno dell'UE (caso 1600/2026/MIK)

Martedì | 03 novembre 2026

Il caso riguardava una richiesta di accesso del pubblico a cinque documenti detenuti dall'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea (AESA). I documenti riguardavano valutazioni dei rischi riguardanti alcuni piloti le cui licenze non UE erano state convertite in licenze UE da un'autorità nazionale competente con alcune irregolarità nel processo di conversione. L'AESA ha rifiutato di concedere l'accesso ai documenti richiesti, invocando l'eccezione all'accesso del pubblico relativa alla tutela della vita privata e dell'integrità delle persone.

Nella denuncia al Mediatore, il denunciante ha specificato di essere interessato solo alle parti dei documenti che mostravano la metodologia di valutazione del rischio, non ai dati personali. Dopo aver esaminato le versioni non espunte dei documenti controversi, il Mediatore ha sottolineato che l’AESA poteva divulgare solo le parti che dimostravano tale metodologia.

Poiché l'AESA ha accettato la posizione del Mediatore e ha divulgato le parti pertinenti dei documenti richiesti, il Mediatore ha chiuso il caso come stabilito.

Decisione relativa al rifiuto dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) di concedere l'accesso del pubblico a due relazioni finali concernenti indagini su irregolarità nella Comunità della conoscenza e dell'innovazione nel settore manifatturiero (CCI) dell'EIT (caso 1994/2026/SF)

Martedì | 03 novembre 2026

Il caso riguardava il rifiuto dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) di concedere l'accesso del pubblico a due relazioni finali relative a due indagini riguardanti la comunità della conoscenza e dell'innovazione nel settore manifatturiero dell'EIT (CCI). Nel negare l’accesso alle relazioni, l’OLAF si è basato su una presunzione generale secondo cui la divulgazione pregiudicherebbe la tutela degli obiettivi delle sue indagini.

Il team investigativo del Mediatore ha ispezionato i documenti controversi. Sulla base dell'ispezione e delle ulteriori informazioni riservate ricevute dall'OLAF, il Mediatore ha ritenuto ragionevole che l'OLAF applicasse la presunzione generale di non divulgazione in questo caso, in quanto le pertinenti attività di follow-up sono ancora in corso e non è ancora trascorso un periodo di tempo ragionevole per il completamento di tali attività di follow-up.

Il Mediatore ha pertanto chiuso l'indagine rilevando l'assenza di cattiva amministrazione.

Decisione sul rifiuto dell'Agenzia esecutiva europea per la ricerca (REA) di concedere l'accesso del pubblico a una lettera inviata a un beneficiario in merito al recupero dei finanziamenti dell'UE (caso 618/2026/KW)

Giovedì | 22 ottobre 2026

Il caso riguardava il rifiuto di REA di concedere un accesso parziale a una lettera inviata da REA a un beneficiario in merito al recupero dei finanziamenti. Nel negare l’accesso, la REA si è basata sulla tutela degli interessi commerciali di un terzo.

Sulla base dell’ispezione del documento controverso, il Mediatore non era convinto dall’argomento della REA secondo cui un accesso parziale avrebbe gravemente compromesso la tutela degli interessi commerciali. Il Mediatore ha presentato una proposta di soluzione chiedendo alla REA di riconsiderare la sua posizione sulla richiesta, al fine di concedere un ampio accesso parziale al documento in questione.

La REA ha accettato la proposta di soluzione del Mediatore e ha fornito al denunciante un ampio accesso parziale al documento. La Mediatrice ha accolto con favore la risposta positiva della REA alla sua proposta di soluzione, che ha risolto la denuncia.

Decisione sul rifiuto dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) di concedere l'accesso del pubblico ai documenti relativi al rimpatrio dei migranti (caso 1093/2025/TM)

Venerdì | 09 ottobre 2026

Il caso riguardava una richiesta di accesso del pubblico ai documenti in possesso dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) relativi alle operazioni congiunte di rimpatrio (JRO) e alle operazioni nazionali di rimpatrio (NRO) coordinate da Frontex per il periodo dal 1o luglio al 31 dicembre 2024. Frontex ha individuato 247 relazioni finali sulle operazioni di rimpatrio, 46 documenti che costituiscono il piano operativo per i rimpatri per il 2024 e diverse convenzioni di sovvenzione correlate. Frontex ha inoltre estratto dalla sua banca dati alcune delle informazioni dettagliate richieste sulle operazioni di rimpatrio, ma ha espulso il resto. Frontex ha rifiutato integralmente l'accesso ai 46 documenti che costituiscono il piano operativo per i rimpatri per il 2024, concedendo nel contempo un ampio accesso parziale alle convenzioni di sovvenzione. Frontex ha sostenuto che un'ulteriore divulgazione pregiudicherebbe la tutela dell'interesse pubblico per quanto riguarda la sicurezza pubblica e le relazioni internazionali, nonché gli interessi commerciali.

La squadra investigativa della Mediatrice ha ispezionato un campione dei documenti in questione e ha tenuto una riunione con i rappresentanti di Frontex. Sulla base dell’ispezione e dei chiarimenti ottenuti durante la riunione, la Mediatrice ha constatato che la posizione di Frontex era complessivamente giustificata.

Sebbene la Mediatrice abbia quindi concluso che il modo in cui Frontex ha gestito la richiesta era ragionevole e abbia chiuso l'indagine con la conclusione che non vi era stata cattiva amministrazione, ha osservato che, in assenza di un elenco completo di documenti che rientravano nell'ambito di applicazione della richiesta, era difficile per la Mediatrice determinare con certezza quanti documenti Frontex avesse identificato come rientranti nell'ambito di applicazione della richiesta. La Mediatrice ha pertanto ribadito una precedente raccomandazione secondo cui, per motivi di buona amministrazione, Frontex dovrebbe fornire ai richiedenti un elenco dei documenti che ritiene rientrino nell'ambito delle loro richieste di accesso del pubblico ai documenti.

Decisione sul rifiuto da parte dell'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust) di concedere l'accesso del pubblico ai documenti relativi all'estrazione di informazioni dai dispositivi di comunicazione dei migranti (caso 842/2025/AML)

Giovedì | 08 ottobre 2026

Il caso riguardava il rifiuto dell'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust) di concedere l'accesso del pubblico a sette documenti relativi all'estrazione di informazioni dai dispositivi di comunicazione dei migranti. Nel negare l’accesso del pubblico a parti dei documenti, Eurojust si è basata su due eccezioni previste dalla normativa dell’Unione in materia di accesso del pubblico ai documenti, vale a dire la necessità di tutelare l’interesse pubblico per quanto riguarda la sicurezza pubblica e la necessità di proteggere i dati personali.

Sulla base dell’ispezione dei documenti controversi, il Mediatore non era convinto dagli argomenti di Eurojust secondo cui una divulgazione più ampia dei documenti avrebbe pregiudicato la tutela dell’interesse pubblico in materia di pubblica sicurezza. La Mediatrice ha presentato una proposta di soluzione, in cui ha chiesto a Eurojust di riconsiderare la sua posizione sulla richiesta, al fine di consentire un più ampio accesso del pubblico ai documenti in questione. Invita Eurojust, così facendo, a concentrarsi su tre dei documenti in questione, con adeguamenti di follow-up a due documenti aggiuntivi.

Eurojust ha accettato la proposta di soluzione del Mediatore e ha dato al denunciante un accesso più ampio a quasi tutti i documenti. La Mediatrice ha accolto con favore la risposta positiva di Eurojust alla sua proposta di soluzione e ha chiuso l'indagine.