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Decisione sul modo in cui la Procura europea (EPPO) ha affrontato le preoccupazioni sollevate da un assistente nazionale dei procuratori europei delegati in Italia (caso 794/2025/VB)

Mercoledì | 04 novembre 2026

Il caso riguardava il modo in cui la Procura europea (EPPO) ha trattato le denunce di un assistente nazionale dei procuratori europei delegati in Italia. Il denunciante ha sostenuto che i procuratori europei delegati dell'EPPO di Roma hanno interferito in due procedure amministrative da lui avviate a livello nazionale. La denuncia riguardava anche il modo in cui l'EPPO ha trattato una richiesta di accesso del pubblico ai documenti presentata dal denunciante.

La Mediatrice ha riscontrato carenze nel trattamento delle denunce da parte dell'EPPO per quanto riguarda il modo in cui l'EPPO ha comunicato la sua posizione al denunciante e i motivi della sua conclusione di non intraprendere ulteriori azioni. L’EPPO ha affrontato tale questione nel corso dell’indagine fornendo spiegazioni chiare e ragionevoli per la sua posizione. La Mediatrice ha inoltre constatato che l’EPPO non ha violato i diritti del denunciante nel trattare le denunce.

Per quanto riguarda la richiesta di accesso ai documenti, la Mediatrice ha constatato che i motivi addotti dall'EPPO per non divulgare i documenti richiesti non sembrano essere in linea con la legislazione dell'UE in materia di accesso del pubblico ai documenti. Tuttavia, il Mediatore ha ritenuto che la decisione di non divulgare i documenti richiesti dal denunciante fosse ragionevole, anche se per un motivo diverso da quello invocato dall’EPPO.

La Mediatrice ha chiuso l'indagine concludendo che non sono giustificate ulteriori indagini.

Decisione sul trattamento da parte dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) di un reclamo relativo a una procedura di assunzione di personale permanente - Agenti contrattuali, GF IV (RCT-2024-00076) (caso 1124/2025/LA)

Martedì | 03 novembre 2026

Il caso riguardava il modo in cui l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) ha gestito una denuncia relativa ai risultati dei test nell'ambito di una procedura di assunzione per gli agenti del corpo permanente. Il denunciante non aveva ottenuto il punteggio complessivo minimo in un test a scelta multipla ("test MCQ"), per poter procedere alla fase successiva della procedura. Il denunciante ha messo in discussione i suoi risultati ed era preoccupato di essere stato oggetto di discriminazione razziale ed etnica. Il denunciante ha chiesto le domande e le sue risposte, che Frontex non gli ha fornito.

Insoddisfatto del modo in cui Frontex ha gestito la questione, il denunciante si è rivolto al Mediatore.

La Mediatrice ha avviato un'indagine e ha chiesto a Frontex di valutare la possibilità di fornire al denunciante un elenco che mostri, sotto forma di lettere, le risposte fornite dal denunciante e le risposte corrette nel test a scelta multipla su computer. Frontex ha fornito al denunciante informazioni in tal senso.

La Mediatrice ha riscontrato che non vi era alcuna cattiva amministrazione nel modo in cui Frontex ha calcolato i punteggi dei test del denunciante, né vi era alcuna indicazione di discriminazione.

Dato che Frontex ha fornito al denunciante informazioni pertinenti sul test a scelta multipla su computer nel corso dell’indagine, non sono state giustificate ulteriori indagini su questo aspetto del caso. Il Mediatore ha chiuso l'indagine proponendo a Frontex di informare i candidati nelle sue procedure di assunzione dei risultati ottenuti in qualsiasi test eliminatorio, mediante una griglia che indica, per quanto riguarda il numero corrispondente a ciascuna domanda, la risposta fornita (sotto forma di lettera), nonché la risposta corretta (anche sotto forma di lettera).

Decisione sulla decisione dell'Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO) di ripetere le prove nelle procedure di selezione EPSO/AD/414-421/24 e sul modo in cui ha gestito le successive richieste di riprogrammazione (casi 980/2025/MAG & 1147/2025/MAG & 1161/2025/MAG)

Martedì | 03 novembre 2026

Il caso riguardava la decisione dell'Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO) di riesaminare tutti i candidati a seguito di un guasto tecnico durante una sessione di prova per otto procedure di selezione dei traduttori nel 2025. Il problema è stato un errore di configurazione che ha consentito ai candidati di selezionare più risposte nei test in cui è stata accettata una sola risposta. Circa un terzo dei candidati aveva selezionato più risposte. La sessione di ripetizione è stata programmata in un solo giorno, con la possibilità di riprogrammare solo in caso di forza maggiore. I denuncianti si sono rivolti al Mediatore, sostenendo che la decisione di riesaminare tutti i candidati era sproporzionata e che il rifiuto di consentire la riprogrammazione del test era ingiusto.

La Mediatrice ha constatato che l'EPSO e le commissioni giudicatrici avevano valutato attentamente la questione e che nulla indicava che l'approccio scelto non rappresentasse un ragionevole equilibrio tra le due considerazioni fondamentali avanzate dall'EPSO e dalle commissioni giudicatrici, vale a dire la fattibilità tecnica e amministrativa e la parità di trattamento dei candidati. La decisione di riesaminare tutti i candidati era quindi proporzionata all’obiettivo di preservare la parità di trattamento dei candidati. La Mediatrice ha inoltre concluso che, in un determinato contesto tecnico, era ragionevole che l'EPSO applicasse la sua politica standard in materia di riprogrammazione.

Il Mediatore ha chiuso l'indagine con la conclusione che non vi è stata cattiva amministrazione da parte dell'EPSO.

Decisione sul modo in cui il Servizio europeo per l'azione esterna ha trattato una questione relativa al personale in materia di congedo medico (caso 406/2026/ET)

Lunedì | 19 ottobre 2026

Il caso riguardava il modo in cui una missione dell'UE ha gestito il congedo medico prolungato di un esperto nazionale distaccato. Il denunciante ha messo in dubbio la base per il suo mantenimento in congedo medico, la procedura seguita, la protezione dei suoi dati medici e la decisione di interrompere il pagamento della sua indennità giornaliera durante una parte della sua assenza.

Il Mediatore ha constatato che la missione aveva fondati motivi per agire. Essa si è basata su valutazioni di diversi professionisti del settore medico, ha coinvolto l’autorità di distacco del denunciante e gli ha consentito di tornare al lavoro una volta soddisfatte le condizioni pertinenti. La missione ha inoltre applicato le norme pertinenti quando ha smesso di pagare l'indennità giornaliera del denunciante.

Il Mediatore non ha pertanto riscontrato casi di cattiva amministrazione.

Decisione sul modo in cui l'Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO) tratta i reclami relativi alla qualità della traduzione delle domande dei test (caso 145/2025/MAG)

Lunedì | 12 ottobre 2026

Il caso riguardava il modo in cui l'Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO) ha trattato un reclamo su questioni poco chiare in un test nel contesto di una procedura di selezione del personale per la funzione pubblica dell'UE. Il denunciante ha sostenuto che il problema era dovuto alla scarsa traduzione ed era anche preoccupato per il modo in cui l'EPSO tratta più in generale tali denunce.

Il Mediatore ha indagato sulla questione e ha constatato che l'EPSO aveva trattato ragionevolmente la denuncia in questione e che aveva fornito un resoconto soddisfacente della sua prassi e della sua procedura per il trattamento delle denunce relative alla traduzione in generale.

Pur riconoscendo che le circostanze in cui i candidati possono presentare una denuncia valida possono essere impegnative, data la situazione stressante dei test e il fatto che i candidati non possono prendere appunti, il Mediatore ha chiuso l'indagine con la conclusione che non erano giustificate ulteriori indagini. La Mediatrice ha tuttavia suggerito all'EPSO di prendere in considerazione la possibilità di pubblicare ulteriori istruzioni per i candidati sul tipo di informazioni e descrizioni richieste al momento di presentare denunce relative alla traduzione.

Decisione relativa al tempo impiegato dalla Banca centrale europea (BCE) per svolgere un'indagine amministrativa su presunte molestie e al tempo necessario per adottare misure di follow-up (2354/2024/PB)

Lunedì | 05 ottobre 2026

Il caso riguardava un membro del personale della Banca centrale europea (BCE) che riteneva di essere stato molestato dal suo superiore gerarchico. Si è lamentato di ciò all'inizio del 2021. La BCE ha avviato un’indagine amministrativa e, allo stesso tempo, ha assegnato il denunciante a un altro posto di lavoro presso la BCE per la propria tutela.

L'indagine amministrativa ha richiesto due anni e mezzo ed è stata chiusa tre anni dopo che il denunciante aveva chiesto aiuto per la prima volta. L'indagine amministrativa ha rilevato che il denunciante era stato molestato e ha formalmente avviato un procedimento disciplinare nei confronti del superiore gerarchico.

Durante il seguito dato dalla BCE all’esito dell’indagine amministrativa, il denunciante si è rivolto al Mediatore. Ha affermato che ci sono stati ritardi irragionevoli nel processo.

Nel corso dell’indagine del Mediatore, la BCE ha portato a termine il procedimento disciplinare e il denunciante è infine rientrato nel suo luogo di lavoro principale.

La Mediatrice ha riscontrato ritardi irragionevoli in tutte le fasi della gestione della questione da parte della BCE e che quest’ultima non ha affrontato questioni importanti nel suo follow-up. La Mediatrice ha pertanto proposto una soluzione alla BCE, vale a dire che si scusi, paghi un risarcimento e garantisca una comunicazione interna significativa al personale in merito al caso di molestie.

Nella sua risposta alla proposta di soluzione del Mediatore, la BCE ha espresso rammarico per quanto accaduto. Ha organizzato ulteriori comunicazioni interne sul caso di molestie. Essa non ha tuttavia ritenuto di disporre degli elementi necessari per prendere in considerazione una compensazione finanziaria. La Mediatrice ha constatato che il danno causato dalla gestione, da parte della BCE, del caso di molestie del denunciante non era stato purtroppo riparato dalla risposta della BCE alla proposta di soluzione. Tuttavia, poiché una raccomandazione che ribadisce gli stessi punti non sembra utile, il Mediatore ha chiuso l'indagine con suggerimenti per miglioramenti sistemici e ha nuovamente chiesto alla BCE di impegnarsi con il denunciante per individuare le pertinenti conseguenze finanziarie della sua cattiva amministrazione.