Vuoi presentare una denuncia contro un’istituzione o un organismo dell’UE?

Cerca indagini

Caso
Data
Parole chiavi
Oppure prova vecchie parole chiave (prima del 2016)

Visualizzazione 1 - 20 di 71 risultati

Decisione nel caso OI/5/2020/MHZ relativa al funzionamento del meccanismo per il trattamento delle denunce dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) per presunte violazioni dei diritti fondamentali e al ruolo del responsabile dei diritti fondamentali

Martedì | 15 giugno 2021

La Mediatrice ha avviato un’indagine di propria iniziativa per esaminare il modo in cui l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) gestisce le presunte violazioni dei diritti fondamentali attraverso il suo “meccanismo di trattamento delle denunce” e per trattare il ruolo e l’indipendenza del responsabile dei diritti fondamentali di Frontex a tale riguardo.

Nel contesto di un’indagine precedente, la Mediatrice aveva raccomandato la creazione di un meccanismo indipendente per la gestione delle denunce relative alle operazioni Frontex. Il meccanismo per il trattamento delle denunce è stato approvato dai legislatori dell’UE ed è diventato operativo nel 2016.

Attraverso tale meccanismo Frontex gestisce le denunce di persone che ritengono che i loro diritti fondamentali siano stati violati nel contesto delle operazioni dell’Agenzia. Il ruolo del responsabile dei diritti fondamentali consiste nel trattare direttamente le denunce riguardanti le azioni del personale di Frontex e nel garantire che le denunce riguardanti il personale delle autorità nazionali che intervengono nelle operazioni dell’Agenzia siano trattate correttamente dalle autorità competenti.

L’indagine mirava a valutare in che modo Frontex ha attuato le nuove norme relative al meccanismo di trattamento delle denunce e al responsabile dei diritti fondamentali, entrate in vigore nel novembre 2019. Ha inoltre cercato di valutare l’efficacia complessiva di tale meccanismo, in un contesto di preoccupazione pubblica per le violazioni dei diritti fondamentali nell’ambito delle operazioni Frontex.

Fin dalla sua creazione, il meccanismo per il trattamento delle denunce è stato utilizzato per un numero molto ridotto di casi, senza che vi siano state denunce sull’operato dei membri dello staff di Frontex. Tra il 2016 e il mese di gennaio 2021 il responsabile dei diritti fondamentali ha ricevuto 69 denunce, di cui 22 ricevibili. Poiché alle operazioni partecipano membri del personale di organismi diversi, che rispondono ad autorità diverse, può essere difficile per i potenziali denuncianti individuare i presunti responsabili e capire come e a chi possano denunciare presunte violazioni e chiedere un risarcimento attraverso i canali appropriati.

Nell’ambito di questa indagine, la Mediatrice ha inoltre esaminato le denunce trattate dall’apposito meccanismo e ha individuato varie potenziali carenze che potrebbero rendere più difficoltoso per i cittadini segnalare presunte violazioni dei diritti fondamentali e chiedere un risarcimento. L’indagine della Mediatrice ha inoltre individuato ritardi da parte di Frontex nell’ottemperare ai suoi nuovi obblighi relativi al meccanismo di trattamento delle denunce e al responsabile dei diritti fondamentali.

Sulla scorta dell’indagine svolta, la Mediatrice formula a Frontex una serie di suggerimenti per migliorare l’accessibilità del meccanismo di trattamento delle denunce per le potenziali vittime di violazioni dei diritti fondamentali e per rafforzare la responsabilità delle operazioni Frontex e di tutti coloro che vi partecipano. Tali suggerimenti vertono su come poter far conoscere più facilmente alle potenziali vittime di violazioni dei diritti fondamentali le possibilità di ricorso e segnalazione dei casi di violazione, nonché su come migliorare il trattamento e il seguito dato alle denunce.

 

Decisione nel caso 233/2021/OAM sulle modalità con cui l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) ha trattato una richiesta di accesso del pubblico a documenti relativi ai dati di localizzazione delle navi impiegate nelle operazioni marittime di Frontex

Martedì | 30 marzo 2021

Il caso riguardava il rifiuto, da parte dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex), di concedere l’accesso del pubblico ai dati di localizzazione di varie navi impiegate nelle sue operazioni marittime nel Mar Egeo. Il denunciante ha richiesto l’accesso a tipi specifici di dati relativi alla posizione delle imbarcazioni; inizialmente Frontex ha individuato diversi documenti che contenevano informazioni in merito, ma ha negato l’accesso del pubblico per evitare che si pregiudicasse l’interesse pubblico in materia di sicurezza pubblica. Nella sua risposta definitiva, Frontex ha affermato di non possedere documenti che contenessero i dati specifici richiesti.

La Mediatrice ha indagato in proposito e ha confermato che Frontex non era effettivamente in possesso di documenti contenenti i dati specifici richiesti; ciononostante, ha valutato la situazione sostanziale indicata da Frontex nei confronti dei documenti che riportavano informazioni analoghe, comprendenti dati relativi alla posizione delle imbarcazioni, e ha constatato che il rifiuto era giustificato.

La Mediatrice ha invitato Frontex a garantire un approccio coerente nella risposta alle richieste di accesso del pubblico ai documenti; in particolare, Frontex dovrebbe verificare diligentemente quali documenti siano in suo possesso e fornire ai richiedenti spiegazioni esaustive.