Vuoi presentare una denuncia contro un’istituzione o un organismo dell’UE?

Cerca indagini

Caso
Data
Parole chiavi
Oppure prova vecchie parole chiave (prima del 2016)

Visualizzazione 1 - 20 di 214 risultati

Decisione sul rifiuto del Servizio europeo per l’azione esterna di concedere l’accesso del pubblico ai documenti relativi alla missione di polizia dell’UE per i territori palestinesi (caso 2051/2021/MIG)

Lunedì | 07 marzo 2022

Il caso riguardava una richiesta di pubblico accesso ai documenti relativi alla missione civile dell’UE nei territori palestinesi. Il SEAE ha identificato sei documenti corrispondenti alla richiesta del denunciante per i quali ha rifiutato di concedere l’accesso. A tal fine, ha invocato eccezioni ai sensi delle norme dell’UE sull’accesso del pubblico ai documenti, sostenendo che la divulgazione degli stessi avrebbe potuto pregiudicare l’interesse pubblico in termini di sicurezza pubblica e relazioni internazionali.

La squadra di indagine della Mediatrice ha consultato i documenti in questione e ha ottenuto ulteriori spiegazioni riservate dal SEAE. Tenendo conto di quanto precede e dell’ampio margine di discrezionalità di cui godono le istituzioni dell’UE quando ritengono che la sicurezza pubblica e le relazioni internazionali siano a rischio, la Mediatrice ha considerato che la decisione del SEAE di rifiutare l’accesso non fosse manifestamente errata. Considerando che l’interesse pubblico a rischio non può essere sostituito da un altro interesse pubblico ritenuto di maggiore importanza, la Mediatrice ha archiviato il caso non riscontrando estremi di cattiva amministrazione.

Decision on the European Commission’s decision to recover grants paid under EU funded projects carried out by a national police authority (case 1733/2020/LM)

Lunedì | 11 ottobre 2021

The complainant, a national police force, received two grants from the European Commission for projects to fight transnational crime, which it carried out successfully. Following audits of the projects, the Commission found that a big part of the costs were ineligible mainly due to the lack of supporting documents. The Commission therefore decided to recover a considerable part of the grants. The complainant turned to the Ombudsman arguing that the decision was disproportionate and that the Commission had not shown flexibility. The complainant considered that the Commission should have allowed it more time to send additional supporting documents and that it should have done another audit.

The Ombudsman found that it was reasonable for the Commission to conclude that the complainant had violated its contractual obligations under the ‘grant agreement’. The Commission had acted in accordance with EU financial rules and given the complainant ample opportunity to provide comments and submit additional supporting documents as proof of the costs it claimed. The Commission had also shown flexibility by agreeing to review supporting documents submitted late. The Ombudsman thus closed the inquiry with a finding of no maladministration.