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Decisione sul modo in cui la Commissione europea ha trattato una richiesta di accesso del pubblico a documenti relativi a un progetto che chiede lo status di "progetto strategico" ai sensi della normativa sulle materie prime critiche (2646/2025/MIG)

Lunedì | 16 marzo 2026

Il caso riguardava il rifiuto della Commissione europea di concedere l'accesso del pubblico a una domanda di riconoscimento di un progetto di estrazione e trasformazione di minerali come "progetto strategico" ai sensi della legge sulle materie prime critiche e la relativa valutazione della Commissione. La Commissione ha ritenuto che la divulgazione arrecherebbe pregiudizio agli interessi commerciali della società interessata, anche perché il progetto non era stato designato come progetto strategico. Tra gli altri elementi, il denunciante ha sostenuto che esiste un interesse pubblico prevalente alla divulgazione, sostenendo che i documenti in questione possono contenere importanti informazioni ambientali.

Sulla base dell’ispezione dei documenti controversi da parte del suo gruppo d’inchiesta, il Mediatore ha ritenuto che fosse ragionevole per la Commissione ritenere che la divulgazione arrecherebbe pregiudizio agli interessi commerciali della società interessata. Inoltre, sebbene i documenti contengano alcune informazioni sugli impatti ambientali e sociali previsti del progetto, ciò non è stato sufficiente a stabilire un interesse pubblico prevalente alla divulgazione.

La Mediatrice ha pertanto archiviato l'indagine riscontrando l'assenza di cattiva amministrazione nel rifiuto di accesso da parte della Commissione.

Decisione sul tempo impiegato dalla Commissione europea per concludere una procedura di infrazione relativa alla conformità della Spagna alle norme dell'UE in materia di rumore ambientale – INFR(2016)2118 (caso 410/2025/EIS)

Venerdì | 12 dicembre 2025

Il caso riguardava il tempo impiegato dalla Commissione europea per concludere una procedura di infrazione, che ha avviato nel 2016 nei confronti della Spagna in merito alla sua conformità alle norme dell'UE in materia di rumore ambientale. Il denunciante, un gruppo di cittadini interessati interessati dal rumore aeroportuale in Spagna, ha lamentato che il tempo impiegato dalla Commissione per indagare sulla questione non era ragionevole.

Il Mediatore ha constatato che vi era un periodo di tre anni che non mostrava alcuna traccia di alcuna azione intrapresa dalla Commissione, il che costituiva cattiva amministrazione.

Successivamente la Commissione ha ripreso ad agire sul caso, il che significa che non servirebbe a nulla formulare una raccomandazione. Date le importanti implicazioni per la salute pubblica delle questioni in gioco, il Mediatore si aspetta che la Commissione affronti la procedura di infrazione in via prioritaria.

Raccomandazione sulla conformità della Commissione europea alle norme "Legiferare meglio" e ad altri requisiti procedurali nella preparazione delle proposte legislative ritenute urgenti (983/2025/MAS - il caso "Omnibus", 2031/2024/VB - il caso "migrazione" e 1379/2024/MIK - il caso "CAP")

Martedì | 25 novembre 2025

I tre casi riguardano il modo in cui la Commissione europea ha applicato le sue norme "Legiferare meglio" e altri requisiti procedurali nell'elaborazione delle proposte legislative relative al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità (983/2025/MAS), alla lotta contro il traffico di migranti (2031/2024/VB) e alla politica agricola comune (1379/2024/MIK). La Commissione ha ritenuto che tali proposte fossero urgenti e, pertanto, ha omesso le misure previste nelle sue norme, come le valutazioni d'impatto e le consultazioni pubbliche. I denuncianti, che sono organizzazioni della società civile, hanno ritenuto che tali omissioni violassero le norme della Commissione "Legiferare meglio". In due casi i denuncianti hanno inoltre sostenuto che la Commissione non ha verificato la coerenza delle proposte legislative con gli obiettivi climatici dell'UE, come richiesto dalla normativa europea sul clima. In un caso, il denunciante era inoltre preoccupato che la Commissione avesse violato il suo regolamento interno sulle consultazioni interservizi.   

Il Mediatore ha avviato indagini sui tre casi. Ha ricevuto la risposta scritta della Commissione in tutti e tre i casi, ha ispezionato i fascicoli pertinenti della Commissione e i suoi gruppi di indagine hanno incontrato i rappresentanti della Commissione nel contesto di due indagini.

La Commissione ha risposto che le norme "Legiferare meglio" non sono un diritto vincolante, ma una serie di strumenti di elaborazione delle politiche per la raccolta di informazioni pertinenti che dovrebbero essere applicati in modo proporzionato. Ha inoltre affermato di aver raccolto tutti gli elementi di prova pertinenti prima di adottare le proposte legislative in questione, di aver consultato i portatori di interessi e di aver condotto le valutazioni della coerenza climatica e la consultazione interservizi in linea con le norme applicabili.

Sulla base delle sue indagini, la Mediatrice ha riscontrato una serie di carenze procedurali nel modo in cui la Commissione ha preparato le proposte legislative che, considerate nel loro insieme, costituiscono cattiva amministrazione.

In particolare, il Mediatore ha rilevato che la Commissione ha adottato un'interpretazione estensiva dell'"urgenza" e non ha sufficientemente giustificato l'"urgenza" delle proposte legislative nei confronti del pubblico e non ha documentato le sue deroghe alle norme applicabili per legiferare meglio. La Mediatrice ha inoltre rilevato che la Commissione non ha messo in atto una procedura che garantisca, come richiesto dai trattati e dalla giurisprudenza, una preparazione trasparente, basata su dati concreti e inclusiva delle proposte legislative "urgenti". La Mediatrice ha inoltre rilevato che, non avendo tenuto registri adeguati dei controlli obbligatori di coerenza delle sue proposte con gli obiettivi climatici dell'UE, la Commissione non ha agito in modo responsabile.

Per ovviare a tali carenze, il Mediatore ha formulato due raccomandazioni. La Mediatrice ha raccomandato alla Commissione di garantire un'applicazione prevedibile, coerente e non arbitraria delle sue norme per legiferare meglio, definendo situazioni "urgenti" che giustifichino una deroga ai requisiti stabiliti nelle norme. Inoltre, qualora siano concesse deroghe, la Commissione dovrebbe stabilire una procedura per garantire che la preparazione urgente delle proposte legislative sia ancora conforme ai principi di un processo legislativo trasparente, basato su dati concreti e inclusivo. Per assistere la Commissione in questo compito, il Mediatore ha formulato quattro suggerimenti, tra cui il chiarimento delle sue norme di consultazione delle parti interessate per le proposte urgenti e la garanzia che gli elementi a sostegno delle sue proposte siano pubblicati in tempo utile per consentire un dibattito pubblico prima dell'adozione della legislazione.

Decisione sulle modalità con cui la Commissione europea ha gestito una denuncia di infrazione relativa alla qualità dell’aria in Italia (caso 1113/2024/VB)

Mercoledì | 12 novembre 2025

Il caso riguardava il modo in cui la Commissione europea ha gestito una denuncia di infrazione relativa alla qualità dell’aria a Bolzano, nel Trentino-Alto Adige/Südtirol. La Commissione aveva inizialmente sospeso il trattamento della denuncia in attesa dell’esito di un procedimento giudiziario in corso riguardante la stessa questione. A seguito della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, la Commissione ha informato la denunciante della sua intenzione di archiviare il caso.

La Mediatrice ha chiesto informazioni sul tempo impiegato dalla Commissione per trattare la denuncia. Nel corso dell’indagine, la Commissione ha emesso la decisione finale di archiviazione del caso.

La Mediatrice ha riscontrato che la Commissione ha tenuto informato la denunciante e che non ha impiegato un tempo irragionevolmente lungo per trattare la denuncia.

La Mediatrice ha archiviato l’indagine rilevando che nel caso considerato non vi è stata cattiva amministrazione da parte della Commissione.