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Vuoi presentare una denuncia contro un’istituzione o un organismo dell’UE?

Sommario

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Relazione annuale 2025

Premessa

Teresa Anjinho, Mediatrice europea

Nel febbraio 2025 ho assunto il mio mandato con la ferma convinzione che la difesa dei diritti dei cittadini in tutta Europa sarebbe stata al centro del mio operato. A distanza di un anno, in un’Europa che cambia rapidamente, questo impegno rimane più che mai fondamentale. I nostri valori condivisi e sistemi democratici si trovano ad affrontare sfide significative: tensioni geopolitiche, rivoluzioni tecnologiche e una crescente perdita di fiducia da parte dei cittadini.

In tempi di incertezza i cittadini si aspettano giustamente di più: maggiore trasparenza, maggiore responsabilità e una partecipazione più significativa. Allo stesso tempo, le istituzioni e i decisori si trovano spesso sotto pressione, confrontandosi con procedure complesse e cercando al tempo stesso di ottenere risultati concreti. Il divario tra aspettative e risultati effettivi può ampliarsi rapidamente.

In questo momento cruciale, l’operato del Mediatore europeo si rivela non solo importante, ma essenziale, poiché costituisce una garanzia fondamentale che richiama le istituzioni alle proprie responsabilità e tutela i diritti dei cittadini proprio quando è più necessario.

In qualità di voce indipendente e imparziale, il Mediatore contribuisce a colmare il divario tra cittadini e istituzioni. Facendo così rafforziamo il legame di fiducia che non solo sostiene le nostre istituzioni democratiche, ma assicura anche che il progetto europeo rimanga fedele ai suoi valori e principi fondamentali.

L’indagine Omnibus I illustra chiaramente le sfide cui deve far fronte il processo decisionale europeo in un clima di costante gestione delle crisi. Nel contesto di un processo decisionale dell’Unione sempre più rapido in risposta alle pressioni geopolitiche e tecnologiche, l’urgenza diventa la norma. Tuttavia, la rapidità non può andare a discapito della legittimità. Dalle mie conclusioni emerge che un intervento legislativo tempestivo e il rispetto dei principi fondamentali dell’Unione devono andare di pari passo. Leggi più rapide richiedono tuttavia solide fondamenta democratiche.

La promozione e la salvaguardia della buona amministrazione sono fondamentali per affrontare queste sfide. I miei incontri nel 2025 con i responsabili delle istituzioni dell’Unione hanno segnato un passo importante verso il rafforzamento di un approccio orientato alle soluzioni. Grazie a un dialogo costruttivo e basato sulla fiducia, aiutiamo le istituzioni a ottenere risultati, garantendo al contempo la partecipazione, la trasparenza e la responsabilità che rappresentano i principi fondamentali di una buona gestione amministrativa.

La trasparenza è un altro elemento fondamentale della buona amministrazione. Una parte significativa del nostro lavoro è volta a garantire l’accesso del pubblico ai documenti, consentendo ai cittadini di seguire ed esaminare i processi decisionali. In questo ambito sono ancora necessari dei miglioramenti, in particolare per quanto riguarda la gestione tempestiva e coerente delle richieste di accesso. Rafforzare queste pratiche contribuirebbe ad accrescere la responsabilità delle istituzioni e la fiducia dei cittadini.

Nel 2025, anno che segna tre decenni di attività, abbiamo dovuto far fronte anche a un numero record di denunce. Questo aumento potrebbe indicare una maggiore consapevolezza sia del nostro ruolo sia dei diritti dei cittadini sanciti dal diritto dell’Unione, ma potrebbe anche rispecchiare le tendenze più generali dell’era digitale: una maggiore accessibilità alle procedure amministrative, aspettative sempre più elevate in termini di reattività e il crescente impatto dell’intelligenza artificiale sulla pubblica amministrazione. Queste dinamiche offrono importanti opportunità, ma comportano anche nuove esigenze.

I miei predecessori hanno spesso descritto questo Ufficio come una piccola istituzione con un grande mandato. Questo mandato è ora definito dalla strategia che ho adottato, fondata su tre pilastri: ascoltare con attenzione le denunce dei cittadini, esercitare i nostri poteri decisionali con buon senso ed efficacia e rafforzare i partenariati volti a migliorare la qualità dell’amministrazione dell’Unione. Nel loro insieme, queste priorità costituiscono il fondamento del nostro lavoro, che è quello di creare un ponte costruttivo tra i cittadini europei e le istituzioni dell’Unione.

Un’altra componente centrale di questa strategia è l’eccellenza operativa. Nel 2026 ci concentreremo sull’adeguamento della nostra organizzazione interna alle mutevoli esigenze, sul rafforzamento delle nostre capacità nel campo dell’intelligenza artificiale e sulla garanzia che gli sviluppi tecnologici siano accompagnati da adeguate misure di salvaguardia.

Una comunicazione chiara rimane altrettanto essenziale. Svolgiamo sempre più spesso il ruolo di «traduttori qualificati» tra le istituzioni e i cittadini, spiegando procedure amministrative complesse con un linguaggio accessibile. Promuovere un linguaggio semplice non è una questione di stile, è una questione di accessibilità e di equità.

Infine, il nostro impegno si riflette anche nel nostro operato all’interno della Rete europea dei difensori civici, che ho l’onore di coordinare. La nostra collaborazione a livello europeo rafforza gli standard amministrativi e favorisce l’apprendimento reciproco. Mentre ci accingiamo a celebrare il 30º anniversario della Rete nel 2026, coglieremo l’occasione di questa ricorrenza per mettere in luce il nostro contributo collettivo alla promozione della buona amministrazione in tutta Europa.

Man mano che il 2026 avanza, la nostra responsabilità in quanto garanti di equità, trasparenza e responsabilità è messa alla prova da diverse sfide che richiedono vigilanza e leadership. Dobbiamo continuare a difendere la buona amministrazione, non come ideale astratto, ma come la base di un’Unione che ascolta i suoi cittadini.

«Presso il Mediatore europeo rafforzeremo la nostra determinazione, la nostra collaborazione e il nostro impegno incrollabile nei confronti dei valori europei che condividiamo per difendere la democrazia: una denuncia, una soluzione e una decisione alla volta».

Firma di Teresa Anjinho

Teresa Anjinho, Mediatrice europea

1. Strategia

Rafforzare la fiducia, promuovere il cambiamento

Strategia del Mediatore europeo per il periodo 2025-2029

A novembre la Mediatrice europea ha pubblicato la propria strategia per l’Ufficio per il periodo 2025-2029. Questa strategia guiderà l’operato dell’Ufficio, dalla gestione delle denunce alle attività esterne, alla comunicazione e all’amministrazione interna.

Gli obiettivi generali sono quattro: responsabilizzare i cittadini, produrre un cambiamento positivo, rafforzare le partnership e promuovere la qualità e l’efficienza operative.

  • Responsabilizzare i cittadini: sensibilizzare i cittadini e la società civile sul ruolo del Mediatore europeo e assicurare che la loro voce sia ascoltata e i loro diritti siano rispettati.
  • Produrre un cambiamento positivo: stimolare il cambiamento istituzionale e rafforzare la buona amministrazione promuovendo l’equità, l’integrità, la trasparenza e la fiducia.
  • Rafforzare le partnership: instaurare e coltivare rapporti di collaborazione con le parti interessate in grado di sostenere e migliorare l’efficacia del Mediatore nella tutela dei diritti dei cittadini e nella promozione della buona amministrazione.
  • Promuovere la qualità e l’efficienza operative: promuovere un Ufficio del Mediatore lungimirante, flessibile e orientato al servizio, che esemplifichi le migliori pratiche, incoraggi l’innovazione e rimanga reattivo alle tendenze e alle esigenze in evoluzione.
Quattro obiettivi della strategia del Mediatore

Questi obiettivi si fondano sui principi e sui valori dell’Ufficio, tra cui il trattamento giusto ed equo delle persone e delle organizzazioni, il rispetto dei più elevati standard di condotta professionale e la promozione di un dialogo e di una cooperazione costruttivi con le istituzioni e le parti interessate.

L’attuazione della strategia sarà monitorata tramite un piano annuale, corredato di traguardi annuali misurabili, volto a favorire il raggiungimento dei suoi obiettivi e delle sue priorità.

2. Il 2025 in sintesi

Casi principali

Porte girevoli
La prima indagine di propria iniziativa avviata dalla Mediatrice si concentra sul modo in cui gli organismi dell’Unione europea (UE) gestiscono il fenomeno delle «porte girevoli». Poiché tali organismi contribuiscono all’elaborazione di politiche riguardanti tematiche che vanno dai medicinali alla sicurezza alimentare fino alla difesa, è importante che le norme che disciplinano il passaggio del personale dell’UE al settore privato siano applicate correttamente.

Processo decisionale urgente
Tra le questioni chiave esaminate dalla Mediatrice nel 2025 figurava come assicurare un’assunzione di responsabilità quando le decisioni sono adottate con urgenza. Tre indagini hanno approfondito la questione, che riguardava proposte legislative volte a semplificare le norme per gli agricoltori, a semplificare le norme in materia di sostenibilità aziendale e a contrastare il traffico dei migranti.

Intelligenza artificiale
Un altro tema centrale delle indagini nel 2025 ha riguardato l’intelligenza artificiale (IA), in particolare il modo in cui la Commissione europea assicura trasparenza, inclusività e responsabilità nell’adozione di norme armonizzate in tale ambito.

Statistiche in breve

3 490
nuove denunce trattate; aumento del 54 % rispetto al 2024

492
indagini avviate: aumento del 19 % rispetto al 2024

il 35 %
delle indagini riguardava questioni di trasparenza

Discorsi in primo piano

«I difensori civici non sono semplicemente degli addetti alla gestione delle denunce o alla risoluzione dei problemi. Siamo promotori ed educatori.»

Discorso di benvenuto alla conferenza della Rete europea dei difensori civici del 2025

«[…] i diritti delle persone con disabilità non sono speciali. Sono diritti come gli altri […].»

«Lavorando insieme, soffermandoci su trasparenza, equità e responsabilità, rafforziamo lo Stato di diritto.»

Controllo del rispetto dello Stato di diritto da parte del Mediatore europeo

Fatti salienti dell’anno

Solenne giuramento dinanzi alla Corte di giustizia (febbraio)
30º anniversario del Mediatore europeo (settembre)
Conferenza annuale della Rete europea dei difensori civici (novembre)

3. Tematiche principali

Il Mediatore assiste i cittadini, le imprese e le organizzazioni che incontrano problemi con l’amministrazione dell’UE, tra cui difficoltà che possono riguardare la partecipazione dei cittadini al processo decisionale, ritardi o rifiuti di fornire accesso a documenti, questioni di integrità, violazioni dei diritti fondamentali e questioni contrattuali. Le sezioni che seguono contengono una panoramica delle principali indagini inerenti a un determinato ambito.

3.1. Processo decisionale partecipativo

Il processo decisionale partecipativo è stato un tema centrale per l’Ufficio del Mediatore europeo nel 2025, certe organizzazioni della società civile hanno presentato denunce in merito al modo in cui la Commissione europea ha semplificato la legislazione esistente o introdotto nuove norme per soddisfare le nuove priorità politiche.

Raccomandazione su Omnibus I, politica agricola comune e lotta contro il traffico dei migranti

A novembre la Mediatrice ha riscontrato gli estremi di cattiva amministrazione dopo aver individuato una serie di carenze procedurali nel modo in cui erano stati preparati quattro atti legislativi. I progetti di legge riguardavano la rendicontazione sulla sostenibilità delle imprese, la politica agricola comune (PAC) e la lotta contro il traffico dei migranti.

Dall’indagine è emerso che, nell’elaborazione di tali proposte legislative, la Commissione non ha rispettato alcune parti delle proprie norme per legiferare meglio, volte ad assicurare che l’attività legislativa sia basata su dati concreti, trasparente e inclusiva.

Tra le carenze procedurali individuate nelle indagini della Mediatrice figuravano una spiegazione insufficiente al pubblico dei motivi dell’urgenza delle proposte legislative e la mancata documentazione delle ragioni alla base della deroga alle norme interne in materia di legiferazione. Sono state inoltre riscontrate ulteriori criticità specifiche per ciascuna proposta legislativa.

In due raccomandazioni orientate al futuro rivolte alla Commissione, la Mediatrice ha chiesto che venga garantita un’applicazione prevedibile, coerente e non arbitraria delle norme per legiferare meglio e che un’eventuale futura elaborazione urgente delle proposte legislative sia sempre trasparente, basata su dati concreti e inclusiva.

La Mediatrice ha altresì formulato una serie di suggerimenti alla luce dell’imminente revisione delle norme per legiferare meglio. Tra queste figurano il chiarimento di norme minime per le consultazioni delle parti interessate nelle procedure urgenti e l’opportunità di svolgere valutazioni del clima per tutte le proposte legislative.

La Mediatrice ha chiesto alla Commissione di inviare una risposta dettagliata alla sua raccomandazione entro il 25 febbraio 2026.

La Mediatrice accoglie con favore la decisione della BEI di pubblicare in modo proattivo un maggior numero di dati ambientali e sociali

A seguito di un’indagine condotta dall’Ufficio del Mediatore, la Banca europea per gli investimenti (BEI) ha dichiarato che inizierà a pubblicare le proprie valutazioni ambientali e sociali relative ai progetti al di fuori dell’UE che potrebbero avere un impatto significativo sull’ambiente, prima dell’adozione delle decisioni di finanziamento da parte del proprio Consiglio di amministrazione. In tal modo il pubblico dovrebbe partecipare in modo più significativo alla valutazione degli aspetti ambientali e sociali dei progetti che la BEI intende finanziare.

Le misure sono state attuate a seguito di un’indagine riguardante il rifiuto della Banca di concedere l’accesso del pubblico alla valutazione ambientale e sociale di un progetto a Nairobi (Kenya) nonché la sua prassi generale di pubblicare tali informazioni solo dopo che le decisioni di finanziamento sono state adottate. La Mediatrice ha accolto con favore le nuove misure.


3.2. Rendicontabilità nel processo decisionale

Indagine relativa alla definizione di norme UE in materia di intelligenza artificiale

La Mediatrice europea ha avviato un’indagine sulle modalità con cui la Commissione europea assicura trasparenza, inclusività e responsabilità nell’adozione di norme armonizzate in materia di IA. La denunciante, un’organizzazione della società civile, ha espresso preoccupazione per il fatto che gli organismi di normazione incaricati di elaborare le norme per conto della Commissione, ossia il Comitato europeo di normazione (CEN) e il Comitato europeo di normazione elettrotecnica (CENELEC), non siano tenuti a rendere pubbliche le informazioni relative alle persone che vi lavorano e non pubblichino i verbali delle loro riunioni. Secondo la denunciante, inoltre, la Commissione non aveva assicurato una rappresentanza equilibrata degli interessi nel processo di normazione. La Commissione ha chiesto agli organismi di normazione di elaborare norme armonizzate atte a contribuire a ridurre al minimo i rischi che l’IA comporta per la sicurezza e i diritti fondamentali. La Mediatrice ha chiesto alla Commissione informazioni sulla composizione del collegio incaricato di elaborare le norme, sulle regole relative alla trasparenza applicate dagli organismi di normazione, sulle modalità con cui la Commissione gestisce e monitora il processo di normazione e su come quest’ultima intende analizzare i relativi risultati.

La Commissione non affronta i ritardi nella procedura di autorizzazione delle sostanze chimiche

La Mediatrice ha chiuso l’indagine condotta dal proprio Ufficio sulle modalità con cui la Commissione europea decide in merito alle richieste presentate dalle imprese per ottenere autorizzazioni relative a sostanze chimiche particolarmente pericolose concludendo che la Commissione non era riuscita a risolvere la questione delle lungaggini procedurali. Nel 2024 l’Ufficio del Mediatore europeo aveva riscontrato gli estremi di cattiva amministrazione e chiesto alla Commissione di ridurre i tempi necessari per la stesura dei progetti di decisione sulle autorizzazioni ai sensi del regolamento dell’UE per la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH).

Tuttavia, nella sua risposta la Commissione non ha dato seguito alla raccomandazione dell’Ufficio del Mediatore europeo di rivedere i tempi delle proprie procedure interne, né ha accolto la raccomandazione di respingere tempestivamente le domande prive di informazioni sufficienti, in modo che tali imprese non possano più utilizzare sostanze pericolose nell’UE.

La Mediatrice ha ribadito che la Commissione deve adottare ulteriori misure per attuare pienamente gli obiettivi del regolamento REACH e della giurisprudenza recente, onde evitare lungaggini nella gestione dei rischi legati alle sostanze chimiche.


3.3. Trasparenza

Le questioni relative alla trasparenza, in particolare le richieste di accesso ai documenti, hanno continuato a rappresentare la quota maggiore (35 %) delle indagini nel 2025. La Mediatrice mira ad assicurare che il diritto che disciplina l’accesso ai documenti dell’UE [regolamento (CE) n. 1049/2001] sia applicato in modo rigoroso ed equo dall’amministrazione dell’UE. Questo significa che chi richiede documenti dovrebbe ottenerli in tempi rapidi oppure ricevere una motivazione ben argomentata nel caso in cui l’accesso sia negato.

Rifiuto da parte della Commissione europea di concedere l’accesso del pubblico a una relazione sulla valutazione dei rischi di X

Poiché il regolamento sui servizi digitali costituisce un atto legislativo fondamentale dell’UE volto ad assicurare la responsabilità nei servizi digitali e un ambiente online sicuro per gli utenti, la Mediatrice ha riscontrato gli estremi di cattiva amministrazione nel rifiuto della Commissione europea di far esaminare la valutazione dei rischi della piattaforma di social media X a fini divulgativi. Quando un giornalista ha chiesto di poter consultare la relazione di X, la Commissione ha respinto la richiesta, sostenendo che si poteva presumere, in linea di massima, che la divulgazione potesse ledere gli interessi commerciali dell’impresa, nonché compromettere un’indagine in corso sulla sua conformità al regolamento sui servizi digitali. La Mediatrice ha ritenuto irragionevole che la Commissione applicasse una presunzione generale di non divulgazione. Sebbene sia stata la stessa X a rendere pubblica la relazione con alcuni omissis, la Mediatrice ha raccomandato alla Commissione di effettuare una valutazione individuale del documento ai fini della sua divulgazione. La Mediatrice ha chiesto che la valutazione miri a concedere al giornalista il più ampio accesso possibile, includendo eventualmente anche gli omissis inseriti dall’impresa.

Indagine sulle modalità con cui la Commissione ha gestito la richiesta di accesso a un messaggio di testo relativo ai negoziati con il Mercosur

La Mediatrice ha avviato un’indagine sul modo in cui la Commissione ha gestito una richiesta di accesso a documenti riguardo a un messaggio di testo che la sua presidente ha ricevuto dal presidente francese sui negoziati commerciali con i paesi del Mercosur. La Commissione ha spiegato al denunciante, un giornalista, che, sulla base delle norme interne in vigore, aveva ritenuto che non vi fosse alcun obbligo di registrare il messaggio di testo in questione. Inoltre, sul telefono della presidente era stata attivata la funzione di cancellazione automatica dei messaggi. L’Ufficio del Mediatore ha chiesto di poter esaminare i documenti che specificano le misure adottate dalla Commissione nel trattare questa richiesta di accesso. L’Ufficio ha inoltre chiesto di poter esaminare i documenti che illustrano le politiche della Commissione relative all’uso istituzionale dei telefoni cellulari e alla conservazione dei messaggi di testo e di quelli istantanei.

Ritardi nel trattamento delle richieste di accesso ai documenti

Nel 2025 sono proseguite le indagini sulle lungaggini della Commissione nel trattare le richieste di accesso, compresa una richiesta relativa ai verbali delle riunioni del gruppo di cooperazione per le reti e i sistemi informativi, un gruppo interno alla Commissione per discutere questioni di cibersicurezza. Pur concedendo alla fine un ampio accesso ai documenti in questione, la Commissione ha risposto alla richiesta del denunciante di riesaminare la sua decisione iniziale (domanda di conferma) solo a distanza di quasi un anno.

Promuovere un cambiamento positivo

Nel corso dell’anno, diverse indagini condotte dall’Ufficio del Mediatore hanno portato a un miglioramento dell’accesso ai documenti per i cittadini e le organizzazioni che ne hanno fatto richiesta.

1.Un caso riguardava una richiesta di accesso del pubblico a documenti riguardanti la proposta della Commissione di applicare la «procedura relativa allo Stato di diritto» in Ungheria. La Commissione ha individuato quattordici documenti che rientravano nell’ambito della richiesta e li ha divulgati tutti, ad eccezione di alcune parti di tre di essi. A seguito di un intervento della Mediatrice, la Commissione ha concesso pieno accesso ai documenti richiesti.

2.A seguito di un’indagine riguardante l’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (EUAA), l’Agenzia è passata dal concedere l’accesso a due dei 76 documenti relativi alle condizioni di accoglienza in diverse strutture cipriote di gestione della migrazione al consentire l’accesso a 64 di quelli precedentemente non divulgati.

3.Due indagini riguardanti l’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto (Europol) hanno portato l’Agenzia a concedere un accesso più ampio agli scambi avuti con la Commissione in merito a una proposta di regolamento volto a prevenire e combattere l’abuso sessuale su minori online e allo scambio di e-mail con un’organizzazione impegnata nella lotta contro l’abuso sessuale su minori online.

4.L’Agenzia dell’Unione europea per la cibersicurezza (ENISA) ha aggiornato la propria politica interna sul trattamento delle richieste di accesso del pubblico ai documenti, per assicurare che a coloro che richiedono documenti sia fornito un elenco dei documenti che l’ENISA individua nei casi in cui non sia possibile concedere accesso o sia possibile concedere solo un accesso molto limitato. I miglioramenti, che la Mediatrice ha accolto con favore in quanto a misura di cittadino, sono stati introdotti a seguito di un’indagine relativa a una richiesta di accesso ai documenti che verteva su un’indagine condotta dall’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) su un caso di mancanza commessa da un membro del personale dell’ENISA.

3.4. Norme relative all’integrità

Modalità con cui gli organismi dell’UE trattano i casi di «porte girevoli»

La Mediatrice ha avviato un’indagine di propria iniziativa sulla gestione delle «porte girevoli» da parte degli organismi dell’UE. Tali organismi contribuiscono all’attuazione delle politiche dell’UE in svariati settori. L’indagine si concentra su 15 organismi la cui attività comporta contatti significativi con il settore privato ed esamina in che modo abbiano gestito i recenti casi di «porte girevoli» riguardanti membri dei consigli di amministrazione e alti funzionari. Agli organismi è stato inoltre chiesto di fornire informazioni sulle politiche adottate per la gestione di tali casi, comprese le norme relative alle attività previste dopo la scadenza del mandato e al termine del servizio, nonché i criteri e gli orientamenti utilizzati per valutare le restrizioni che si applicano nel periodo posteriore alla cessazione del rapporto di lavoro presso l’agenzia.

L’indagine fa seguito a precedenti lavori condotti di propria iniziativa dall’Ufficio del Mediatore sulle modalità con cui la Commissione europea gestisce il passaggio del personale dell’UE a mansioni analoghe nel settore privato. L’obiettivo è di assicurare che vi sia una comprensione comune del concetto di «porte girevoli» e che le norme per attenuare le potenziali situazioni di conflitto di interessi siano applicate in modo uniforme. I risultati dell’indagine sono attesi per l’inizio del 2026.

Le «porte girevoli» presso la Commissione europea

Il lavoro svolto nel corso degli anni dall’Ufficio del Mediatore in materia di «porte girevoli» ha sensibilizzato le istituzioni dell’UE all’importanza di gestire tale questione in modo deciso e coerente. Nel 2025 tale effetto è emerso chiaramente quando la Commissione ha condotto un’approfondita valutazione per stabilire se un ex funzionario dell’UE del proprio dipartimento Concorrenza potesse lavorare su un caso specifico di concorrenza trattato dalla Commissione per conto del suo nuovo datore di lavoro. A seguito della sua valutazione, che ha esaminato i conflitti di interessi effettivi, potenziali e percepiti, la Commissione ha concluso che l’ex membro del personale non dovesse occuparsi del caso in questione. La Mediatrice ha accolto con favore questo approccio nella sua decisione di chiusura di un’indagine al riguardo.

La Commissione europea rafforza le misure relative ai conflitti di interessi per gli esperti incaricati di valutare i progetti del Fondo europeo per la difesa

A seguito di un’indagine separata la Commissione ha adottato misure volte a garantire che gli esperti esterni incaricati di valutare le proposte di progetto per il Fondo europeo per la difesa (FED) non si trovino in situazioni di conflitto di interessi. Le misure prevedono che i candidati esperti comunichino i nominativi di familiari che hanno legami con l’industria della difesa e descrivano i propri investimenti finanziari diretti in aziende del settore. Altre misure hanno riguardato il potenziamento dello strumento informatico per la gestione della valutazione delle proposte relative al FED, in modo che possa individuare automaticamente eventuali casi di conflitto di interessi al di là delle informazioni già fornite dagli esperti stessi. La Mediatrice ha accolto con favore le nuove misure.

La Commissione europea attua misure per i viaggi di lavoro del personale pagati da terzi

A seguito di un’ulteriore indagine la Commissione ha adottato misure volte ad assicurare che le trasferte di lavoro del personale pagate da terzi non diano luogo a conflitti di interessi. La Commissione ha deciso di mettere a registro la natura dei soggetti terzi che si fanno carico delle spese relative alle trasferte di lavoro del personale e dei costi che essi sostengono nonché le proprie valutazioni in merito a potenziali e presunti conflitti di interessi. L’indagine aveva esaminato il modo in cui la Commissione aveva valutato e attenuato i potenziali conflitti di interessi relativi alle trasferte di lavoro a seguito di rivelazioni stando alle quali un ex direttore generale della Commissione si era recato in Qatar beneficiando di vitto e alloggio a carico di terzi. La Mediatrice ha accolto con favore l’impegno costruttivo della Commissione al riguardo.


3.5. Diritti fondamentali

Monitoraggio dei fondi dell’UE concessi nell’ambito delle operazioni di gestione delle frontiere

L’Ufficio del Mediatore ha chiuso un’indagine relativa alle modalità con cui la Commissione europea assicura il rispetto dei diritti fondamentali nel contesto dei fondi dell’UE concessi alla Grecia per la gestione delle frontiere all’inizio del 2025 e ha formulato alcune raccomandazioni a fini di miglioramento. In particolare, ha esortato la Commissione a definire delle linee guida per valutare il rispetto dei diritti fondamentali durante l’intero processo di attuazione del programma. Sono state avanzate anche proposte relative alla trasparenza del processo di monitoraggio e alle misure volte a rafforzare la partecipazione della società civile.

In risposta ai suggerimenti, la Commissione ha dichiarato che avrebbe continuato a collaborare strettamente con le autorità greche per assicurare un solido sistema di monitoraggio delle indagini riguardanti le accuse in materia di diritti fondamentali e intraprendere le azioni susseguenti. Ha inoltre affermato che chiederà alle autorità greche di rendere pubblici altri documenti pertinenti per assicurare una maggiore trasparenza e solleciterà una partecipazione più significativa da parte delle organizzazioni della società civile.

Rispetto dei diritti umani nel contesto del memorandum d’intesa UE-Tunisia

In risposta a una richiesta di chiarimenti da parte dell’Ufficio del Mediatore su come la Commissione intenda garantire il rispetto dei diritti umani nel contesto del memorandum d’intesa UE-Tunisia, la Commissione ha dichiarato che incoraggerà le delegazioni dell’UE competenti, i partner incaricati dell’attuazione e i paesi partner ad adottare tutte le misure del caso per assicurare il rispetto dei diritti fondamentali, compresa l’istituzione di meccanismi di denuncia per ricevere segnalazioni relative a eventuali violazioni dei diritti umani.

I tempi impiegati dalla Commissione europea per concludere una procedura per infrazione

La Mediatrice ha riscontrato gli estremi di cattiva amministrazione in relazione ai tempi impiegati dalla Commissione per concludere una procedura per infrazione, avviata nel 2016, nei confronti della Spagna per quanto concerne il rispetto delle norme UE in materia di rumore ambientale. Tale riscontro è seguito a una denuncia presentata da un gruppo di cittadini preoccupati per il rumore proveniente dagli aeroporti in Spagna. La Mediatrice ha rilevato che, per tre anni, non emergeva alcuna iniziativa della Commissione in merito. La Mediatrice ha osservato che, date le importanti implicazioni per la salute pubblica, si aspettava che la Commissione trattasse la procedura per infrazione in via prioritaria.

Mancata comunicazione di informazioni chiare sul termine applicabile per la presentazione di una denuncia

A seguito di un’indagine la Mediatrice ha chiesto che in futuro l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) assicuri che, quando informa una persona interessata in merito alla chiusura di un’indagine, fornisca informazioni tempestive e chiare sulla possibilità di rivolgersi al controllore delle garanzie procedurali. Tale suggerimento è stato formulato dopo che dall’indagine è emerso che l’OLAF non aveva fornito informazioni chiare alla società interessata riguardo al termine per la presentazione di una denuncia. Di conseguenza l’impresa ha presentato la denuncia dopo il termine stabilito e il controllore l’ha respinta.


3.6. Personale dell’UE

Nel corso del 2025 la Mediatrice ha esaminato una serie di denunce riguardanti l’Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO). In diverse indagini la Mediatrice ha ritenuto che l’EPSO avesse agito in modo ragionevole, ma in un caso ha riscontrato gli estremi di cattiva amministrazione per il modo in cui era stato gestito un reclamo relativo a problemi tecnici verificatisi durante lo svolgimento di prove a distanza nell’ambito di una procedura di selezione del personale. In un’altra indagine la Mediatrice ha suggerito all’EPSO di fornire in futuro risposte chiare ed esaurienti ai candidati che hanno presentato richiesta di riesame. La risposta dovrebbe indicare se sia stato effettuato un riesame e illustrare i motivi alla base della decisione dell’EPSO. In un’ulteriore indagine la Mediatrice ha riscontrato gli estremi di cattiva amministrazione nel modo in cui l’EPSO ha gestito la richiesta di una candidata che aveva da poco partorito e che desiderava riprogrammare una prova orale.

Gestione delle accuse di molestie

Nel 2025 l’OLAF ha dichiarato che avrebbe messo in pratica i suggerimenti dell’Ufficio del Mediatore su come migliorare le proprie indagini relative alle accuse di molestie. Tale dichiarazione fa seguito a una decisione dell’anno precedente in cui l’Ufficio del Mediatore aveva riscontrato gli estremi di cattiva amministrazione per il tempo impiegato dall’OLAF (quasi tre anni) per concludere un’indagine su presunte molestie da parte di un membro del personale presso un organismo dell’UE. Nella sua risposta all’Ufficio del Mediatore, l’OLAF ha dichiarato di concordare sulla necessità di disporre di norme specifiche per le indagini relative alle accuse di molestie e di voler inoltre pubblicare una guida interna su migliori pratiche e regole da seguire in tali indagini.


3.7. Sovvenzioni e contratti

Cattiva amministrazione nella gestione di una domanda di sovvenzione e preoccupazioni relative a un potenziale conflitto di interessi

In esito a un’indagine la Mediatrice ha chiesto alla Commissione europea di evitare in futuro di respingere una domanda di sovvenzione sulla base di un evidente errore materiale. Tali conclusioni sono emerse dopo che la Commissione aveva respinto una domanda di sovvenzione, anziché chiedere chiarimenti, poiché il richiedente aveva chiesto un finanziamento dell’UE superiore alla percentuale massima consentita dal bando. La Mediatrice ha inoltre rilevato che la Commissione non ha valutato adeguatamente le accuse del denunciante in merito a un potenziale conflitto di interessi nella concessione della sovvenzione di cui trattasi.

Ritardi della Commissione europea nella gestione dei pagamenti a un fornitore di servizi e al suo subappaltatore

La Mediatrice ha avviato un’indagine sui tempi impiegati dalla Commissione per evadere i pagamenti a un fornitore di servizi nell’ambito del programma «Rafforzamento dello sviluppo e dell’attuazione dell’agenda per gli investimenti Global Gateway in America latina e nei Caraibi». Il ritardo ha comportato conseguenze per il pagamento del subappaltatore, il quale aveva prestato i propri servizi fino a ottobre 2024 senza alcun compenso fino a maggio 2025, quando ha presentato una denuncia all’Ufficio del Mediatore. A seguito dell’indagine condotta dalla Mediatrice, la Commissione ha risolto la questione, si è scusata per il ritardo e ha versato l’importo dovuto e i relativi interessi al fornitore del servizio, il quale ha poi rimborsato il denunciante.

4. Denunce e indagini: come aiutiamo i cittadini

La funzione principale del Mediatore europeo è assistere i cittadini e le organizzazioni che riscontrano problemi nei loro rapporti con l’amministrazione dell’UE tramite la gestione delle denunce da essi presentate. Attraverso le indagini il Mediatore mira non solo ad affrontare tali problemi, ma anche a promuovere buone pratiche amministrative all’interno delle istituzioni dell’UE.

L’Ufficio del Mediatore adotta un approccio orientato alla ricerca di soluzioni nella gestione delle denunce. A tal fine l’Ufficio attribuisce priorità al dialogo con le istituzioni, gli organi e gli organismi dell’UE: un approccio che favorisce la fiducia nei confronti dell’amministrazione dell’Unione, consentendo al contempo al Mediatore di svolgere i propri compiti di controllo in piena indipendenza.

L’équipe eterogenea di responsabili dei casi dell’Ufficio e il sito web multilingue riflettono l’impegno del Mediatore ad aiutare i cittadini che si rivolgono al suo Ufficio in tutte le 24 lingue ufficiali dell’UE.

Sebbene il Mediatore non sia sempre in grado di esaminare tutte le denunce pervenute, l’Ufficio cerca comunque di assistere chi richiede assistenza.

Nel 2025 si è registrato un forte aumento del numero di denunce gestite dall’Ufficio del Mediatore: il 54 % in più rispetto al 2024. Si ritiene che ciò sia in parte dovuto al fatto che i denuncianti vengono a conoscenza dell’esistenza del Mediatore proprio grazie all’uso di strumenti di IA.

È estremamente positivo che vi sia una maggiore consapevolezza da parte dell’opinione pubblica riguardo ai diritti dei cittadini e al lavoro dell’Ufficio del Mediatore e che questa maggiore consapevolezza abbia portato a un aumento del 19 % delle indagini avviate dal Mediatore nell’ultimo anno. Allo stesso tempo, l’aumento delle denunce e il lavoro necessario per esaminarle e analizzarle hanno messo a dura prova le risorse dell’Ufficio.

La situazione risulta particolarmente complessa quando i suggerimenti forniti dall’IA non sono accurati, determinando, tra l’altro, un forte incremento delle denunce non ricevibili (+ 86 %). Tali denunce sono spesso considerate non ricevibili poiché il denunciante non si è rivolto inizialmente all’istituzione in questione. Se negli anni precedenti l’Ufficio avrebbe generalmente invitato il denunciante a rivolgersi in primo luogo all’istituzione competente, nel caso di molte di queste nuove denunce l’istituzione indicata non risulta, in numerosi casi, effettivamente responsabile della questione in esame.

Altre denunce derivano dal fatto che il denunciante non accetta la posizione di un’istituzione dell’UE secondo cui essa non è competente a trattare la questione sollevata. Il denunciante si rivolge quindi all’Ufficio del Mediatore; dopo aver esaminato la denuncia e le argomentazioni, quest’ultimo conferma che l’organismo dell’UE aveva agito correttamente.

4.1. Tipi di denunce e loro provenienza

4.1.1. Panoramica delle denunce e delle indagini strategiche

Il Mediatore può avviare un’indagine unicamente a seguito di denunce che rientrano nel proprio mandato e che hanno soddisfatto i «criteri di ammissibilità» necessari; ad esempio, il denunciante deve aver precedentemente cercato di risolvere la questione direttamente con l’istituzione interessata.

L’oggetto delle indagini del Mediatore deriva dal suo mandato e dalle denunce ricevute. Tuttavia, oltre alla sua attività principale di gestione delle denunce, il Mediatore può anche ricorrere a indagini strategiche per affrontare questioni sistemiche più ampie presso le istituzioni dell’UE o, in determinate circostanze, avviare indagini di propria iniziativa a seguito di una denuncia presentata da un denunciante al di fuori dell’UE.

Consulenza e denunce nel 2025

4.1.2. Indagini strategiche e iniziative strategiche nel 2025

Oltre a condurre indagini relative a specifiche denunce di cattiva amministrazione all’interno delle istituzioni dell’UE, il Mediatore europeo ha altresì il potere di occuparsi proattivamente di questioni strategiche di natura più generale. Le indagini strategiche vertono su questioni sistemiche di più ampia portata che interessano le istituzioni dell’UE, mentre le iniziative strategiche consistono in richieste di chiarimenti e non in indagini formali.

Nel 2025 la Mediatrice ha avviato un’indagine strategica sul modo in cui le agenzie dell’UE trattano i casi di «porte girevoli» e ne ha chiuse tre. Due di queste riguardavano questioni di responsabilità: in che modo la Commissione gestisce il pagamento da parte di terzi delle spese di viaggi e di rappresentanza per i propri membri del personale e l’applicazione da parte della Commissione delle norme che disciplinano la trasparenza dei gruppi di esperti. La terza indagine strategica conclusa ha riguardato la gestione dei rischi relativi alle sostanze chimiche pericolose da parte della Commissione europea. L’Ufficio ha inoltre concluso un’iniziativa strategica volta a definire in che modo la Commissione assicura che le norme riviste che disciplinano il regime comune di assicurazione malattia (RCAM) per il personale dell’UE garantiscano una copertura completa per le esigenze sanitarie legate alla disabilità.

Indagini effettuate dal Mediatore europeo nel 2025
Paese di provenienza delle denunce registrate e delle indagini avviate dal Mediatore europeo nel 2025

4.1.3. Denunce non rientranti nel mandato del Mediatore

Nel 2025 l’Ufficio ha trattato un numero record di denunce (2 249) che non rientravano nel proprio mandato perché, nella maggior parte dei casi, non riguardavano l’attività dell’amministrazione dell’UE. Tale aumento (+ 62 % rispetto al 2024) sembra essere in parte il risultato dell’utilizzo dell’IA quale ausilio alla formulazione di denunce. Le denunce non rientranti nel mandato provenienti da Spagna, Germania e Polonia hanno rappresentato il 32 % del totale. La Spagna era all’origine del 14 % di esse, mentre gli altri due paesi rispettivamente del 10 % e dell’8 %.

2 249 denunce non rientranti nel mandato, di cui il 14 % provenienti dalla Spagna, il 10 % dalla Germania e l’8 % dalla Polonia

Le denunce relative ai servizi pubblici e alla trasparenza amministrativa sono state le più frequenti, mentre altre riguardavano una serie di tematiche e istituzioni, tra cui i tribunali nazionali, la sanità e la libera circolazione delle persone.

Altre denunce pervenute all’Ufficio riguardavano effettivamente le istituzioni dell’UE, in particolare la Commissione europea, ma poiché vertevano sull’attività di natura politica o sul merito delle normative, non rientravano nel mandato del Mediatore.

Oltre alle denunce presentate da singoli cittadini, imprese o organizzazioni, il Mediatore ha ricevuto anche diverse denunce collettive che esulavano dal proprio mandato. Queste riguardavano la situazione in Medio Oriente, l’iniziativa Readiness 2030 sulla difesa europea per il 2030 e l’annullamento delle elezioni presidenziali del 2024 in Romania.

Il Mediatore ha risposto a tutti coloro che hanno chiesto assistenza nella lingua della denuncia o nella lingua preferita dai denuncianti. Le risposte hanno chiarito il mandato del Mediatore e, per quanto possibile, si è consigliato ai denuncianti di rivolgersi ad altri organismi in grado di aiutarli. Sebbene si trattasse in genere di difensori civici nazionali e regionali, il Mediatore ha anche indirizzato i denuncianti verso autorità pubbliche nazionali e organizzazioni per la tutela dei diritti e dei consumatori degli Stati membri.

A seconda della questione sollevata, e ove opportuno, l’Ufficio ha altresì consigliato ai denuncianti di rivolgersi alle istituzioni dell’UE (principalmente la Commissione europea e il Parlamento europeo) o a reti a livello europeo, come SOLVIT e i centri europei dei consumatori.

In generale, ai denuncianti scontenti di una specifica normativa dell’UE è stato consigliato di rivolgersi alla commissione per le petizioni del Parlamento europeo. Coloro che hanno sollevato questioni relative all’attuazione del diritto dell’UE a livello nazionale sono stati rinviati a difensori civici nazionali o regionali o a servizi dell’UE quali Europe Direct, Your Europe e il portale e-Justice.

Un miglioramento fondamentale nel mese di ottobre 2025 ha riguardato l’introduzione di una procedura strutturata per la gestione delle denunce ricevute per posta elettronica. Anziché registrarle nel sistema di gestione delle denunce dell’Ufficio e darvi seguito, l’Ufficio risponde ora con un messaggio standard che fornisce informazioni sul mandato del Mediatore e indirizza i denuncianti al modulo di denuncia online, il quale li guida attraverso gli elementi essenziali necessari per presentare una denuncia completa nell’ambito del mandato.

Tale approccio assicura una gestione collaborativa delle denunce presentate per posta elettronica, aiutando al contempo i denuncianti a trasmettere tutte le informazioni necessarie e pertinenti. Questo cambiamento è stato decisivo nel ridurre la percentuale di denunce non rientranti nel mandato, passando da circa il 67 % nei primi dieci mesi dell’anno al 47 % nei mesi di novembre e dicembre 2025.

Numero di denunce durante il periodo 2021-2025

4.2. Contro chi?

Istituzioni interessate dalle indagini condotte dal Mediatore europeo nel 2025

4.3. Per quale motivo?

Oggetto delle indagini chiuse dal Mediatore europeo nel 2025

4.4. Risultati raggiunti

Azione intrapresa dal Mediatore europeo in merito a nuove denunce gestite nel 2025
Andamento del numero di indagini avviate dal Mediatore europeo a seguito di denuncia e di propria iniziativa
Risultati delle indagini chiuse dal Mediatore europeo nel 2025
Lunghezza delle indagini chiuse dal Mediatore europeo nel 2025

4.5. Impatto e risultati

Uno degli obiettivi generali del Mediatore europeo è di conseguire miglioramenti tangibili per i denuncianti e i cittadini nel funzionamento dell’amministrazione dell’UE formulando proposte sotto forma di soluzioni, raccomandazioni e suggerimenti. Il Mediatore può altresì indurre un’istituzione a risolvere una questione prima che sia presentata una proposta di soluzione o una raccomandazione formale.

4.5.1. Tasso di accettazione

Il tasso di accettazione è la percentuale di risposte positive al numero totale di proposte (soluzioni, raccomandazioni e suggerimenti) formulate dal Mediatore. Poiché il Mediatore concede alle istituzioni fino a sei mesi per dare seguito ai suggerimenti formulati nelle sue decisioni di chiusura delle indagini, il tasso di accettazione per il 2025 include casi chiusi nel 2024.

Le statistiche dimostrano che le istituzioni dell’UE hanno reagito positivamente al crescente ricorso da parte dell’Ufficio alle «proposte di soluzione», nelle quali il Mediatore indica all’istituzione la strada da seguire in un caso specifico. Nel 2024 sono stati accettati l’89 % delle proposte di soluzione e il 78 % dei suggerimenti di miglioramento. Nello stesso anno le istituzioni dell’UE hanno collaborato, in generale, in modo soddisfacente con il Mediatore nel 72 % dei casi.

Nel corso del 2025 il Mediatore ha continuato a dedicare particolare attenzione al dialogo con le istituzioni, gli organi e gli organismi dell’UE. Come indicato nella sua strategia, la Mediatrice si impegna a promuovere attivamente un dialogo costruttivo e una collaborazione proficua con le istituzioni, gli organi e gli organismi dell’UE. Ciò è fondamentale per ottenere risultati migliori sia per i denuncianti che per le istituzioni interessate, il che favorisce il pieno esercizio del mandato della Mediatrice e la promozione di un approccio orientato alle soluzioni.

Impatto più ampio

Il tasso di accettazione rispecchia le risposte delle istituzioni alle proposte in un determinato momento e può non coincidere con un quadro completo dell’impatto del lavoro del Mediatore nel tempo.

Ad esempio, nel 2016 il Mediatore ha condotto un’indagine approfondita sulle relazioni tra la Commissione e i lobbisti del settore del tabacco e da allora l’Ufficio continua a seguire la questione. Nel 2025 il Mediatore ha potuto esprimere apprezzamento per le iniziative intraprese dalla Commissione, tra cui un’iniziativa di sensibilizzazione volta a valutare il rischio di esposizione dei propri dirigenti nei confronti dell’industria del tabacco e l’adozione di un elenco di misure (toolbox) nei confronti delle lobby del tabacco. La Mediatrice ha esortato la Commissione ad avvalersi appieno delle misure disponibili per assicurare che tutti i suoi dipartimenti e servizi rispettino gli impegni assunti dall’UE nell’ambito della convenzione quadro dell’Organizzazione mondiale della sanità per la lotta al tabagismo.

In risposta all’indagine del Mediatore, avviata nel 2023, sul modo in cui il Consiglio dell’UE e la Commissione gestiscono le richieste di accesso del pubblico ai documenti legislativi, entrambe le istituzioni si sono impegnate a migliorare la trasparenza proattiva. La Mediatrice ha accolto con favore tale impegno e ha affermato che il suo Ufficio ha trovato incoraggiante constatare che il Consiglio stava preparando una revisione della «Guida Trasparenza» per tutte le questioni relative all’accesso ai documenti. La Mediatrice ha inoltre sottolineato che intende verificare in che modo entrambe le istituzioni daranno seguito ai suggerimenti formulati nell’ambito dell’indagine.

Il segretariato che gestisce il registro per la trasparenza per la Commissione, il Parlamento e il Consiglio dell’UE ha migliorare le modalità di svolgimento delle indagini in merito a denunce relative a presunte violazioni del codice di condotta. Tra i miglioramenti, che sono stati introdotti a seguito di un’indagine del Mediatore, figurano ora indagini «approfondite e significative» e richieste attive di ulteriori informazioni ai registranti. Ha inoltre aggiornato gli orientamenti relativi alle modalità con cui i registranti dovrebbero specificare la loro appartenenza o affiliazione ad altre entità.

5. Cooperazione con le istituzioni

In linea con la nuova strategia 2025-2029 del suo Ufficio, nel corso dell’ultimo anno la Mediatrice europea si è concentrata sulla promozione di un dialogo orientato alla ricerca di soluzioni e di una cooperazione costruttiva con le istituzioni dell’UE e le parti interessate. Questo approccio mira a migliorare l’efficacia del suo Ufficio nella tutela dei diritti dei cittadini e nella promozione di una buona amministrazione.

5.1. Relazioni con l’UE

5.1.1. Parlamento europeo

Il mandato della Mediatrice europea deriva dai trattati dell’UE e la Mediatrice rende conto ai membri del Parlamento europeo. A marzo la neoeletta Mediatrice ha incontrato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, per discutere delle priorità condivise per il futuro e della missione comune delle due istituzioni di tutelare i diritti dei cittadini europei. Si sono incontrate nuovamente a maggio, quando la Mediatrice ha presentato la relazione annuale del suo Ufficio per il 2024.

La Mediatrice Anjinho consegna la Relazione annuale 2024 alla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.

Nei mesi successivi la Mediatrice ha incontrato diversi deputati del Parlamento europeo, in particolare i presidenti di commissioni il cui lavoro è connesso alla missione dell’Ufficio. Queste attività di sensibilizzazione miravano a far conoscere meglio il ruolo dell’Ufficio nell’ambito dell’UE e a discutere casi e conclusioni recenti, favorendo nel contempo una stretta collaborazione tra le due istituzioni.

Un aspetto fondamentale di tale cooperazione è la partecipazione della Mediatrice alle audizioni e agli eventi organizzati dal Parlamento. Questi incontri offrono l’occasione per presentare i risultati principali delle indagini di maggiore rilievo e per ribadire le raccomandazioni formulate alle istituzioni dell’UE.

La Mediatrice ha partecipato a una serie di riunioni delle commissioni del Parlamento nel corso dell’anno. Ad esempio, ha avviato un dialogo con la commissione per gli affari giuridici (JURI) in merito al processo decisionale d’urgenza e alla necessità di un diritto amministrativo dell’UE. Ha inoltre partecipato a discussioni con la commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) sullo Stato di diritto nell’UE e con la commissione per la sanità pubblica (SANT) sull’accesso dei cittadini all’assistenza sanitaria transfrontaliera.

Questi scambi hanno rappresentato un’ottima occasione per rafforzare il rapporto di fiducia tra l’Ufficio del Mediatore e il Parlamento, aprendo così la strada a una collaborazione continuativa. L’Ufficio ha inoltre partecipato ad audizioni ed eventi organizzati dai deputati europei per discutere di temi specifici quali il monitoraggio dei fondi europei, l’accesso ai documenti e la trasparenza del processo legislativo dell’UE.

In occasione della celebrazione del 30º anniversario del Mediatore europeo, tenutasi a settembre presso il comune di Strasburgo, la vicepresidente del Parlamento Sabine Verheyen ha tenuto il discorso di apertura.

Inoltre, la Mediatrice ha partecipato a una riunione con i responsabili degli uffici di collegamento del Parlamento europeo al fine di far conoscere meglio l’attività del suo Ufficio negli Stati membri.

In linea con l’impegno dell’Ufficio a favore di una comunicazione chiara, la Mediatrice ha tenuto un discorso in occasione di una conferenza sul linguaggio chiaro, organizzata dalla direzione generale della Traduzione (DG TRAD) del Parlamento.

5.1.2. Commissione per le petizioni

2 dicembre 2025: workshop annuale sui diritti delle persone con disabilità. La Mediatrice ascolta le osservazioni introduttive di Bogdan Rzońca, presidente della commissione per le petizioni.

La commissione per le petizioni (PETI) del Parlamento europeo ha il compito di supervisionare i rapporti con il Mediatore europeo e di collaborare con quest’ultimo per assicurare che i dubbi dei cittadini trovino risposta al livello dell’UE. Nel 2025 l’Ufficio del Mediatore ha proseguito la sua collaborazione con la commissione PETI nell’ottica del loro obiettivo comune di assicurare che le istituzioni dell’UE rispettino i diritti fondamentali dei cittadini.

Nel mese di giugno la Mediatrice ha presentato la relazione annuale per il 2024 ai membri della commissione PETI e ha anche esposto i principi alla base della sua strategia per il periodo 2025-2029. La presentazione ha dato luogo a uno scambio di opinioni con i deputati al Parlamento europeo sulle sfide attuali e future cui devono far fronte i cittadini.

Inoltre, la Mediatrice ha incontrato il presidente della commissione PETI Bogdan Rzońca, diversi deputati della commissione, il direttore generale della direzione generale dei Diritti dei cittadini, della giustizia e degli affari istituzionali (DG IUST) del Parlamento europeo e il responsabile del segretariato della commissione PETI.

5.1.3. Commissione europea e Consiglio

Teresa Anjinho e Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea.

Oltre al Parlamento europeo, la Commissione europea e il Consiglio dell’Unione europea sono interlocutori fondamentali per l’Ufficio del Mediatore al livello dell’UE.

Essendo la più grande istituzione dell’UE e il suo organo esecutivo, l’attività della Commissione è oggetto di molte delle denunce che giungono all’Ufficio del Mediatore. Mantenere un dialogo costruttivo tra queste due istituzioni è quindi fondamentale per trovare soluzioni concrete a beneficio dei cittadini.

A giugno la Mediatrice ha incontrato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per discutere di questioni importanti quali l’accesso tempestivo ai documenti e i processi decisionali inclusivi. Ha inoltre incontrato Maros Šefčovič, il commissario responsabile delle relazioni interistituzionali. Questi incontri hanno portato a un chiaro impegno a promuovere un dialogo aperto e costante tra l’Ufficio del Mediatore e la Commissione.

A livello di personale l’Ufficio del Mediatore ha inoltre mantenuto stretti contatti con i servizi della Commissione per assicurare un approccio efficace e orientato alla ricerca di soluzioni nel trattamento delle indagini.

Inoltre, la Mediatrice ha incontrato António Costa, presidente del Consiglio europeo, per discutere di trasparenza e di etica nell’amministrazione dell’UE. Hanno inoltre esaminato le possibilità di una futura cooperazione per assicurare che le istituzioni e gli organismi dell’UE rimangano credibili agli occhi dei cittadini.

Teresa Anjinho incontra António Costa, presidente del Consiglio europeo, a Bruxelles.

A dicembre la Mediatrice ha partecipato a una conferenza per celebrare il 25º anniversario della proclamazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, organizzata dalla Commissione europea, dalla presidenza danese del Consiglio e dall’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali. L’evento ha offerto l’opportunità di esaminare in che modo la Carta ha plasmato la cultura dei diritti fondamentali nell’UE e di riflettere sulle sfide e sulle opportunità future. La Mediatrice ha osservato che, in quanto strumento di diritto primario dell’UE che sancisce i diritti fondamentali dei cittadini, la Carta è diventata un pilastro fondamentale dell’Unione.

5.1.4. Altre istituzioni, organismi e organizzazioni

Il rafforzamento dei rapporti di lavoro con le istituzioni, gli organi e gli organismi dell’UE, nonché con altre importanti istituzioni non appartenenti all’UE, è fondamentale per assicurare che il ruolo del Mediatore europeo sia compreso e rispettato. Questa collaborazione è inoltre fondamentale per garantire una risoluzione rapida ed equa delle denunce, promuovere cambiamenti positivi per i cittadini e le imprese nonché favorire buone pratiche amministrative.

Questo principio ha guidato le interazioni e le riunioni della Mediatrice nel corso del 2025, quando ha dialogato con diversi capi delle istituzioni e degli organismi dell’UE, tra cui Nadia Calviño, presidente della BEI, Sirpa Rautio, direttrice dell’Agenzia per i diritti fondamentali (FRA), Bernhard Url, direttore esecutivo facente funzioni dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e Oliver Salles, direttore dell’Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO).

Teresa Anjinho e Sirpa Rautio, direttrice della FRA, a Strasburgo.

Inoltre, la Mediatrice ha partecipato alla sessione plenaria del comitato del personale del servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) per discutere di casi riguardanti il personale, come quelli relativi alle molestie, e alla riunione dell’Ufficio di presidenza del Comitato delle regioni per uno scambio di opinioni su casi degni di nota.

All’inizio del suo mandato la Mediatrice ha incontrato Michael O’Flaherty, commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, e Louise Holck, presidente della rete europea delle istituzioni nazionali per i diritti umani (ENNHRI). La Mediatrice ha inoltre partecipato alla conferenza di alto livello per le istituzioni dei difensori civici e alle istituzioni nazionali per i diritti umani (NHRI), tenutasi a marzo presso il Consiglio d’Europa.

Conferenza di alto livello presso il Consiglio d’Europa (CdE): Teresa Anjinho insieme a Claire Bazy-Malaurie (presidente della Commissione di Venezia, CdE), Michael O’Flaherty (commissario per i diritti umani, CdE) e Bjørn Berge (vice segretario generale, CdE).

5.1.5. Visite della Mediatrice negli Stati membri dell’UE

Nell’ambito delle sue visite periodiche negli Stati membri dell’UE e presso le sedi degli organismi dell’UE, nel 2025 la Mediatrice si è recata in Polonia, a Malta e in Spagna. Queste visite negli Stati membri prevedono incontri con organismi dell’UE, organizzazioni non governative (ONG), difensori civici, autorità nazionali e università, al fine di far conoscere l’Ufficio del Mediatore a livello nazionale.

In Polonia la Mediatrice ha partecipato a una conferenza organizzata dal ministero della Giustizia polacco dal titolo «Il ruolo della società civile nella protezione dello Stato di diritto». Durante la sua visita, ha incontrato i difensori civici polacco e ucraino e si è recata presso l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex), dove ha avuto un incontro con il suo direttore esecutivo.

A Malta la visita della Mediatrice ha coinciso con il 30º anniversario dell’istituzione del difensore civico parlamentare maltese, occasione che ha offerto l’opportunità di partecipare a un evento incentrato sul dibattito in materia di buon governo in tempi difficili. Oltre a intrattenere colloqui con vari difensori civici provenienti da tutta Europa, la Mediatrice ha incontrato ONG attive nei settori dei diritti umani, dell’asilo e della migrazione. Ha inoltre fatto visita all’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (EUAA) per tenere colloqui approfonditi.

In Spagna la Mediatrice europea ha tenuto un incontro bilaterale con il difensore civico spagnolo, ha avuto colloqui con alcune ONG ambientaliste spagnole, ha pronunciato un discorso programmatico sul progresso dell’uguaglianza di genere nell’UE in occasione di un evento organizzato da Forbes Women e ha tenuto una conferenza all’Universidad Autónoma de Madrid sul tema «Il ruolo del Mediatore europeo e il suo impatto sui cittadini».

La Mediatrice Anjinho con studenti e docenti dell’Universidad Autónoma de Madrid (Spagna), ottobre 2025.

Inoltre, la Mediatrice ha tenuto una conferenza per studenti del master europeo in diritti umani e democratizzazione presso il Campus globale per i diritti umani a Venezia.


5.2. Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità

L’UE è firmataria della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD), uno strumento internazionale vincolante in materia di diritti umani volto a «promuovere, proteggere e assicurare il pieno ed eguale godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità, e promuovere il rispetto per la loro inerente dignità».

Il rispetto della UNCRPD nell’UE è monitorato dal quadro dell’UE relativo alla CRPD. In qualità di membro di tale quadro la Mediatrice presta particolare attenzione all’attuazione della UNCRPD da parte dell’amministrazione dell’UE. All’inizio del 2025 il quadro ha presentato un contributo aggiornato, che includeva i pareri dell’Ufficio del Mediatore, in vista della revisione periodica da parte del comitato della UNCRPD del rispetto della Convenzione da parte dell’UE.

Nel marzo 2025 il comitato della UNCRPD ha pubblicato le sue osservazioni conclusive. Ha evidenziato diversi problemi ricorrenti che l’Ufficio del Mediatore ha individuato denunce che a trattato e la sua attività di propria iniziativa. Tra queste figurano la deistituzionalizzazione e l’uso dei fondi dell’UE, le condizioni di lavoro per le persone con disabilità all’interno dell’amministrazione dell’UE, comprese le assunzioni, le allocazioni per i prestatori di assistenza e un accomodamento ragionevole, nonché la copertura dell’assicurazione sanitaria per il personale dell’UE con disabilità. Il comitato della UNCRPD ha inoltre osservato che le istituzioni dell’UE dovrebbero conformarsi alle raccomandazioni del Mediatore.

Nel 2025 l’Ufficio del Mediatore ha trattato diverse denunce relative ai diritti delle persone con disabilità, in particolare per quanto riguarda le assunzioni nell’UE e questioni relative al personale. Ad esempio, una delle indagini riguarda il modo in cui la Commissione gestisce le denunce di discriminazione basata sulla disabilità nonché l’attuazione delle misure di accomodamento ragionevole.

Il Mediatore europeo e l’Agenzia per i diritti fondamentali (FRA) hanno condotto congiuntamente un’indagine tra gli organismi dell’UE incentrata sui diritti delle persone con disabilità, compreso il personale dell’UE con disabilità.

L’Ufficio del Mediatore ha inoltre presentato il proprio lavoro in materia di diritti delle persone con disabilità in occasione di diversi eventi nel corso dell’anno, come ad esempio in occasione della revisione dell’UE riguardante la UNCRPD. Inoltre, la Mediatrice ha partecipato al seminario annuale sui diritti delle persone con disabilità organizzato dalla commissione PETI del Parlamento europeo nell’ambito della Settimana dei diritti delle persone con disabilità.

«Secondo Eurostat un adulto su quattro nell’UE è una persona con disabilità. L’UE ha compiuto progressi significativi nella tutela e nella promozione dei loro diritti, ma resta ancora molto da fare per assicurare piena uguaglianza e partecipazione. Ciò risulta chiaramente dalle denunce che il mio Ufficio continua a ricevere e, certamente, anche dalle petizioni presentate alla commissione PETI.
In tempi di incertezza, è particolarmente importante che tutti gli attori dell’UE mantengano alta l’attenzione, diano seguito alle osservazioni conclusive del comitato della UNCRPD e continuino a fare la propria parte per promuovere i diritti delle persone con disabilità».

Estratto del discorso della Mediatrice Anjinho al seminario annuale sui diritti delle persone con disabilità, organizzato dalla commissione per le petizioni del Parlamento.

6. Comunicazione

Un elemento importante del lavoro dell’Ufficio del Mediatore è assicurare la propria visibilità per intessere relazioni con le parti interessate, l’amministrazione dell’UE e la società civile. Le attività di comunicazione dell’Ufficio non si concentrano solo sulle indagini, ma anche sulla promozione della trasparenza, dell’etica e della responsabilità nell’amministrazione dell’UE.

Ad aprile la Mediatrice ha presentato ai giornalisti la relazione annuale per il 2024, cogliendo così un’importante occasione per illustrare i suoi progetti per il mandato e annunciare la sua prima indagine di propria iniziativa.

La Mediatrice ha inoltre pronunciato dei discorsi a diversi eventi organizzati da istituzioni dell’UE e internazionali, in cui ha partecipato. Tra questi figuravano la Settimana dell’uguaglianza di genere e diverse tavole rotonde e riunioni presso le commissioni organizzate dal Parlamento europeo; la giornata del Servizio di azione dei cittadini europei (ECAS); il congresso dell’Associazione dei giornalisti europei; una tavola rotonda del Forum economico mondiale sulla buona governance; e numerose altre presentazioni rivolte a parti interessate, cittadini e un pubblico giovane, anche in occasione dell’Evento europeo per i giovani (EYE) tenutosi a maggio.

Evento europeo per i giovani 2025 (EYE) a Strasburgo: Teresa Anjinho parla di trasparenza e responsabilità e risponde alle domande del pubblico.

Per quanto riguarda la copertura mediatica dell’attività del Mediatore nel 2025, sono stati pubblicati circa 3 800 articoli che la menzionavano o riportavano direttamente le sue indagini.

La Mediatrice parla delle tendenze osservate in materia di buona governance dal punto di vista del settore pubblico a un evento del Forum economico mondiale tenutosi a Ginevra.

La Mediatrice e i membri del suo personale hanno proseguito le loro attività di sensibilizzazione concedendo interviste alla stampa, partecipando a conferenze accademiche e dialogando con gruppi di visitatori.

Al fine di rendere l’operato e le politiche dell’Ufficio più accessibili ai cittadini, la strategia 2025-2029 della Mediatrice e l’area tematica relativa alle indagini in materia di appalti e sovvenzioni sono state presentate sotto forma di storie web a scorrimento. Questo modo di presentare le principali aree tematiche proseguirà anche nel 2026.

Nel 2025 le attività di comunicazione dell’Ufficio si sono ulteriormente ampliate, includendo la pubblicazione periodica di video sui social media volti a illustrare il lavoro dell’Ufficio e le attività della Mediatrice, nonché a mettere in evidenza alcuni temi specifici.

Tra questi figuravano video di resoconto in cui la Mediatrice forniva una panoramica sugli ultimi sviluppi delle indagini, nonché sui suoi incontri e interventi pubblici, e video esplicativi sui casi in cui illustrava nel dettaglio i principali risultati delle indagini.

L’Ufficio ha avviato inoltre una campagna sui social media intitolata «Dietro le quinte», in cui i colleghi di varie sezioni (addetti alle indagini, consulenti legali, esperti di comunicazione digitale) hanno illustrato il loro ruolo e le attività quotidiane. L’obiettivo era di presentare il Mediatore europeo come un’istituzione accessibile, cordiale e professionale, mettendo al contempo in risalto i valori fondamentali dell’Ufficio. Nel 2025, grazie anche alle iniziative menzionate, il numero di follower sui social media è cresciuto costantemente su tutte le piattaforme su cui l’Ufficio è presente. Nel complesso i social media hanno registrato un incremento di 13 338 follower e un rapporto visualizzazioni/interazioni del 5,36 % in tutte le tre principali piattaforme dell’Ufficio (LinkedIn, Instagram, Bluesky). Anche le visite al sito web generate dai social media hanno registrato buoni risultati, con 8 416 visitatori provenienti direttamente da post pubblicati. Nel complesso il sito web rimane uno strumento di comunicazione fondamentale per l’Ufficio, con 1 786 995 visite registrate nel corso dell’anno.

6.1. 30º anniversario dell’istituzione del Mediatore europeo

Il 2025 ha segnato il 30º anniversario dell’Ufficio del Mediatore europeo.

Nel corso dell’anno la maggior parte delle attività di sensibilizzazione del Mediatore è stata ideata e organizzata intorno al tema del 30º anniversario e all’identità visiva.

La campagna «Lo sapevate che…?» ha messo in evidenza diversi aspetti dell’Ufficio, tra cui la sua missione, la sua storia e il suo funzionamento.

Una campagna sui social media, comprendente video di colleghi e una dichiarazione video della Mediatrice, è stata corredata di una storia a scorrimento che presenta questi elementi in un formato concepito per richiamare l’attenzione del più ampio pubblico di parti interessate dell’Ufficio.

La ricorrenza è stata inoltre celebrata attraverso un evento organizzato congiuntamente con la città di Strasburgo, che ha coinciso con l’inaugurazione di un tram cittadino, resa possibile dal comune, che porta il logo e i valori del Mediatore. Il tram è rimasto in servizio nella città fino alla fine del 2025.

La Mediatrice si rivolge ai rappresentanti delle istituzioni e della società civile in occasione dell’evento per il 30º anniversario dell’Ufficio, tenutosi presso il comune di Strasburgo.

«Da trent’anni ormai, questo Ufficio si impegna a rafforzare il legame tra l’UE e i suoi cittadini. Grazie al nostro impegno costante a favore dell’equità e del bene comune, continueremo a tutelare i diritti dei cittadini e ad assicurare che la loro voce sia ascoltata negli anni a venire».

Messaggio per il 30º anniversario di Teresa Anjinho

Nel corso dell’anno è stata allestita in diverse sedi una mostra fisica con pannelli illustrativi sulla storia dell’Ufficio del Mediatore e sui suoi settori di attività. Tra le varie sedi figuravano Strasburgo, il Parlamento europeo durante la sua sessione plenaria e la conferenza della Rete europea dei difensori civici, un evento biennale organizzato dall’Ufficio del Mediatore.

La questrice del Parlamento europeo Fabienne Keller, la vicepresidente del Parlamento europeo Sabine Verheyen, la Mediatrice europea Teresa Anjinho e la vicesindaca di Strasburgo Véronique Bertholle inaugurano il tram commemorativo a Strasburgo.
Il tram circolava su diverse linee della rete di trasporti di Strasburgo (compresa quella che attraversa il Reno e arriva fino a Kehl, in Germania).

6.2. Premio per la buona amministrazione

In ottobre la Mediatrice ha ufficialmente aperto le candidature per la quinta edizione del premio del Mediatore europeo per la buona amministrazione.

Il premio riconosce le iniziative della pubblica amministrazione dell’UE che hanno un impatto positivo visibile e diretto sulla vita dei cittadini. Oltre al vincitore assoluto, saranno selezionati diversi vincitori per categoria.

Le categorie per l’assegnazione dei premi per questa edizione comprendono l’eccellenza nell’innovazione tecnologica e nell’uso dell’IA, l’eccellenza nella partecipazione dei cittadini/della società civile, l’eccellenza nella diversità e nell’inclusione e l’eccellenza nell’amministrazione aperta.

Un comitato consultivo redigerà una rosa di finalisti; sarà poi la Mediatrice europea a selezionare i vincitori e a proclamarli nel corso di una cerimonia speciale che si terrà nel giugno 2026. Ci sarà anche una votazione pubblica online per eleggere il progetto più apprezzato.

I rappresentanti di Eurojust e dell’Ufficio del Procuratore della Corte penale internazionale ricevono il premio del Mediatore europeo per la buona amministrazione 2023 per il loro impegno nel contribuire a documentare i principali reati internazionali e le violazioni dei diritti umani.

«Il premio per la buona amministrazione è una meravigliosa opportunità per mostrare in che modo l’amministrazione dell’UE incide in maniera significativa sulla vita delle persone in tutta Europa. Mettendo in luce i progetti che fanno davvero la differenza nella vita quotidiana dei cittadini, premiamo le iniziative in grado di rafforzare il legame tra i cittadini europei e le istituzioni dell’UE. Invito chiunque conosca un progetto stimolante che meriti un riconoscimento a prendere in considerazione la possibilità di candidarlo al premio».

La Mediatrice europea lancia il «premio per la buona amministrazione 2026»

7. Rete europea dei difensori civici

La Rete europea dei difensori civici è una rete informale coordinata dal Mediatore europeo e composta da oltre 95 uffici dei difensori civici e organi analoghi in Europa, nonché dalla commissione PETI del Parlamento europeo.

Un importante strumento della Rete europea dei difensori civici è costituito dalla procedura di interrogazione. Mediante tale procedura i membri della Rete possono formulare domande sul diritto dell’UE in merito a questioni che emergono durante le loro indagini, alle quali il Mediatore europeo chiama a rispondere esperti delle istituzioni dell’UE. I temi delle interrogazioni nel 2025 riguardavano il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale per quanto riguarda le prestazioni per figli a carico, i diritti di libera circolazione per i familiari di paesi terzi di cittadini dell’UE e l’accesso all’assicurazione sanitaria per gli studenti croati che studiano in un altro paese dell’UE.

Nel 2025 la Mediatrice ha inoltre visitato alcune sedi dei difensori civici nazionali. Ha incontrato il commissario polacco per i diritti umani, il commissario del parlamento ucraino per i diritti umani a Varsavia, il difensore civico della Spagna a Madrid e il difensore civico parlamentare di Malta a La Valletta. Nel corso di tali visite la Mediatrice ha discusso con i difensori civici nazionali questioni di importanza reciproca e ha cercato modi per collaborare meglio per risolvere i problemi dei cittadini.

Denuncianti a cui il Mediatore europeo ha consigliato di rivolgersi ad altre istituzioni e altri organi nel 2025 e denunce trasferite (2 008)

7.1. Conferenza della Rete europea dei difensori civici

La Rete europea dei difensori civici ha tenuto la sua conferenza annuale a Bruxelles nel novembre 2025. La conferenza ha offerto ai difensori civici di tutta Europa un’occasione per rafforzare la cooperazione, scambiarsi idee e anticipare le questioni future che richiederanno la loro attenzione.

I difensori civici e i funzionari di collegamento della Rete europea dei difensori civici presso il Parlamento europeo a Bruxelles.

Il formato della conferenza è stato concepito per favorire il contributo individuale e il dibattito. Oltre alle sessioni plenarie di apertura e chiusura, la conferenza ha previsto otto seminari su diversi argomenti, svoltisi nell’arco di due giorni. Ciò ha permesso ai difensori civici di concentrarsi sugli argomenti di particolare interesse per il proprio paese o la propria regione.

Teresa Anjinho e Marta Hirsch-Ziembińska (consigliera principale per la cooperazione internazionale e i diritti fondamentali presso il Mediatore europeo) aprono la conferenza annuale della Rete europea dei difensori civici.

Gli otto seminari hanno trattato i seguenti argomenti:

  • ostacoli pratici alla mobilità all’interno dell’UE
  • le sfide e le opportunità del monitoraggio della conformità al diritto dell’UE
  • tutela dell’indipendenza dei difensori civici in tempi difficili
  • condivisione delle esperienze dei difensori civici nella gestione delle denunce in materia ambientale
  • controllo del Mediatore sull’amministrazione semiprivata e semipubblica
  • prevenzione della frammentazione della tutela dei diritti dei cittadini
  • l’evoluzione del ruolo dei difensori civici nelle denunce in materia di migrazione e asilo
  • semplificazione normativa: quali potrebbero essere le implicazioni per la tutela dei diritti?

Ad alcuni dei seminari hanno partecipato anche rappresentanti di organismi dell’UE, quali la Commissione europea e la FRA, che hanno condiviso le loro conoscenze e competenze.

Dopo la conferenza è stata programmata una riunione dei funzionari di collegamento a Malaga, in Spagna, all’inizio del 2026, al fine di dare seguito alle conclusioni raggiunte durante i seminari e di riflettere su potenziali progetti futuri.

8. Intelligenza artificiale

Mentre gli strumenti digitali stanno trasformando il modo in cui le istituzioni pubbliche servono i cittadini, l’Ufficio del Mediatore ha colto l’opportunità di avvalersi dell’IA come strumento per fornire un servizio più reattivo ed efficace. Nel corso del 2025 l’Ufficio ha intrapreso iniziative volte all’adozione dell’IA, ispirandosi ai principi di buona amministrazione, responsabilità e trasparenza.

Per garantire che l’integrazione dell’IA sia in linea con questi principi, l’Ufficio ha istituito una task force interdipartimentale sull’IA, che orienta il processo decisionale strategico e facilita la condivisione delle conoscenze con le parti interessate interne ed esterne. È stato assunto un responsabile incaricato dell’IA con il compito di fornire una supervisione specialistica e coordinare tutte le iniziative relative all’IA, assicurando che il progresso tecnologico rimanga saldamente ancorato alla missione del Mediatore di servire i cittadini. L’Ufficio ha inoltre aderito alla rete di corrispondenti in materia di IA organizzata dal Garante europeo della protezione dei dati (GEPD), un forum per lo scambio volontario di buone pratiche tra le istituzioni dell’UE.

Il Mediatore ha avviato un progetto pilota per testare l’uso di GPT@EC, un sistema di IA generativa generale che utilizza modelli linguistici di grandi dimensioni sviluppato dalla Commissione europea e destinato a essere utilizzato in tutte le istituzioni dell’UE. Il progetto pilota valuta in che modo l’IA possa fornire supporto nelle attività accessorie relative alla gestione dei casi, al lavoro amministrativo e alla comunicazione, preservando al contempo l’indipendenza e l’integrità fondamentali per il mandato del Mediatore. Il progetto pilota valuta il potenziale dell’IA nel supportare diverse attività specifiche: migliorare la chiarezza e lo stile delle bozze, tra cui lettere, raccomandazioni e decisioni; effettuare ricerche sulla legislazione dell’UE e nazionale; sintetizzare e analizzare documenti voluminosi allegati a denunce o ottenuti nel corso di indagini; revisionare progetti di documenti in ambiti amministrativi quali le risorse umane e la finanza; fornire supporto alla programmazione per progetti informatici e fornire assistenza in attività di comunicazione quali la verifica grammaticale e la sintesi di documenti.

Il progetto è stato avviato dopo l’adozione di solide misure di governance, tra cui quadri di riferimento per la gestione dei rischi, valutazioni d’impatto sulla protezione dei dati, linee guida sull’utilizzo e misure di salvaguardia in materia di protezione dei dati, sicurezza, rispetto dei diritti d’autore e controllo umano. Un accordo sul livello di servizio stipulato con la Commissione europea fa sì che i progetti di documenti, i documenti di lavoro, le informazioni relative ai casi e i dati personali del Mediatore rimangano protetti e non siano accessibili al personale della Commissione o a terzi senza autorizzazione. I dati trattati dal Mediatore non sono utilizzati per addestrare o migliorare i modelli di IA.

Il principio fondamentale alla base del progetto pilota è il controllo umano. I membri del personale che utilizzano l’IA continuano ad avere la piena responsabilità di tutti i risultati prodotti; l’IA non viene utilizzata per prendere decisioni, formulare raccomandazioni, valutare l’ammissibilità, determinare gli esiti o stabilire l’ordine di priorità delle denunce.

Tutti i contenuti generati dall’IA sono attentamente controllati dal personale per verificarne l’accuratezza prima dell’utilizzo, garantendo che la tecnologia serva a migliorare l’efficienza, mentre il giudizio umano e il processo decisionale rimangono al centro della risoluzione delle denunce e delle indagini.

In linea con l’impegno del Mediatore a favore della trasparenza e della responsabilità nell’uso dell’IA, sul suo sito web è stato pubblicato una nota informativa sull’IA, che fornisce ai cittadini informazioni chiare sulle modalità di impiego dei sistemi di IA, sulle garanzie messe in atto e sui diritti dei denuncianti nelle loro interazioni con l’Ufficio.

9. Risorse

9.1. Bilancio

Il bilancio del Mediatore europeo è una sezione indipendente rispetto a quello dell’UE. È suddiviso in tre titoli: nel titolo 1 sono iscritti gli stipendi, le indennità e altre spese relative al personale; nel titolo 2 figurano gli immobili, gli arredi e spese varie di funzionamento; il titolo 3 riporta le spese risultanti dalle funzioni generali svolte dall’istituzione. Nel 2025 gli stanziamenti in bilancio ammontavano a 15 558 918 EUR.

Onde assicurare una gestione efficace delle risorse, il revisore interno del Mediatore europeo compie verifiche periodiche dei sistemi di controllo interno e delle operazioni finanziarie eseguite dall’Ufficio. Come nel caso di altre istituzioni, anche il Mediatore è sottoposto all’esame della Corte dei conti europea, che non ha individuato problemi specifici nell’ambito della sua attività di audit esterno.


9.2. Impiego delle risorse

Ogni anno l’Ufficio del Mediatore adotta un piano di gestione annuale che definisce le specifiche iniziative che l’Ufficio prevede di intraprendere per centrare gli obiettivi e concretizzare le priorità della strategia della Mediatrice. Poiché il 2025 è stato un anno di transizione tra la Mediatrice uscente e quella neoeletta, il piano di gestione annuale è stato adottato dalla precedente Mediatrice prima delle elezioni e si basava sulla sua strategia «Verso il 2024». Nell’ottobre 2025 la nuova Mediatrice ha adottato la sua strategia intitolata «Rafforzare la fiducia, promuovere il cambiamento», che costituirà la base per i futuri piani di gestione annuali.

L’Ufficio del Mediatore, potendo contare su dipendenti altamente qualificati e plurilingue, è in grado di gestire le denunce nelle 24 lingue ufficiali dell’UE e di condurre campagne di sensibilizzazione riguardanti il proprio lavoro in tutta l’UE. La politica di lavoro ibrido dell’Ufficio, orientata ai risultati e basata sulla fiducia, sostiene l’ambizione della Mediatrice di promuovere un ambiente di lavoro moderno, digitale e flessibile.

Nel 2025 la tabella dell’organico dell’Ufficio del Mediatore contava 75 effettivi, ai quali si aggiungeva una media di otto agenti contrattuali. Nel corso del 2025 18 tirocinanti hanno inoltre maturato un’esperienza lavorativa presso l’Ufficio del Mediatore: il ciclo 2024/2025 si è concluso ad agosto, mentre quello 2025/2026 è iniziato a settembre.

Informazioni dettagliate sulla struttura dell’Ufficio del Mediatore e sui compiti delle varie unità sono disponibili sul sito web del Mediatore.

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HTML ISBN 978-92-9483-436-2 ISSN 1680-3973 doi: 10.2869/5980645 QK-01-26-001-IT-Q