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Relazione annuale 2023
Relazione annuale - Data Martedì | 19 marzo 2024
1. Introduzione
Sono lieta di presentare la Relazione annuale del Mediatore europeo per il 2023.
Il contesto decisionale dell’UE è sempre più complesso, spesso in rapida evoluzione e coinvolge un’ampia gamma di portatori di interessi. Questa situazione rafforza la necessità e l’importanza di disporre di organi di vigilanza indipendenti come il Mediatore europeo nel garantire che l’amministrazione dell’Unione europea rimanga responsabile e trasparente.
Il lavoro del mio Ufficio consiste nel ricordare alle istituzioni dell’UE che, sebbene alcune situazioni possano richiedere interventi politici tempestivi, la modalità operativa predefinita di un’amministrazione orientata ai cittadini dovrebbe essere quella che consente il dibattito con e il controllo da parte del pubblico.
In tale contesto ho chiesto al Parlamento europeo di appoggiare la mia raccomandazione di affrontare in via prioritaria i notevoli ritardi della Commissione europea nel trattamento delle richieste di accesso ai documenti, in particolare in sede di riesame delle sue decisioni iniziali in tale settore. È solo la seconda volta che, in qualità di Mediatrice europea, presento una relazione speciale al Parlamento. Un evento raro quindi che testimonia dell’importanza di tale questione ai fini del controllo democratico. Sono grata alla Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni per averla affrontata così tempestivamente.
Le questioni etiche sono rimaste centrali nel corso dell’anno. Ho seguito da vicino il processo di riforma in seno al Parlamento europeo a seguito dello scandalo sollevato dalla corruzione alla fine del 2022. Sebbene siano stati apportati alcuni chiari miglioramenti al quadro etico del Parlamento, sarà fondamentale la corretta attuazione e applicazione delle riforme.
Nel 2023 le indagini relative alla migrazione hanno costituito una parte cospicua del lavoro, come si evince dal fatto che ho avviato un’indagine di mia iniziativa volta a chiarire il ruolo di Frontex nelle operazioni di ricerca e soccorso nel Mar Mediterraneo e, in un’indagine separata, ho chiesto all’Agenzia di fare di più per garantire il rispetto dei diritti fondamentali dei migranti durante i «colloqui per la raccolta di informazioni». Ho anche richiesto maggiori informazioni sul protocollo d’intesa UE-Tunisia, chiedendo tra l’altro se la Commissione avesse effettuato una valutazione dell’impatto sui diritti umani.
La migrazione è stata uno dei temi principali della conferenza della Rete europea dei difensori civici tenutasi al Parlamento europeo a novembre. L’incontro dei difensori civici nazionali e regionali ha inoltre suscitato ampie discussioni sull’uso dell’intelligenza artificiale nelle pubbliche amministrazioni e sull’importanza di attenersi a elevati standard etici nella vita pubblica.
Ho avuto il piacere di ospitare a giugno la quarta edizione del Premio del Mediatore europeo per la buona amministrazione. La cerimonia di consegna del premio ha evidenziato ancora una volta i numerosi ed eccellenti progetti e iniziative attuati dal personale di tutta l’amministrazione dell’UE. Il premio assoluto è stato assegnato al progetto congiunto portato avanti da Eurojust e dall’Ufficio del procuratore della Corte penale internazionale per il loro lavoro volto ad aiutare la società civile a documentare i crimini di guerra e contro l’umanità.
2024 sarà un anno importante per la democrazia in Europa e nel mondo. Le scelte dei cittadini all’urna elettorale non incideranno solo sulle politiche pubbliche, ma anche sul funzionamento stesso della democrazia, compresi i controlli e il sistema di bilanciamento dei poteri che tutelano i diritti fondamentali e garantiscono la responsabilità dei governi. Le amministrazioni pubbliche di tutto il mondo dovranno destreggiarsi tra le tensioni intrinseche tra la loro indipendenza e le esigenze di governo avvalendosi dell’interesse pubblico come stella polare. Le istituzioni dell’UE non fanno eccezione e orientarle fa parte del ruolo del Mediatore europeo. Come dimostra il Premio per la buona amministrazione dell’anno scorso, l’UE ha la fortuna di disporre di un gruppo di funzionari che lavorano sodo, con una mentalità orientata al servizio pubblico e all’indipendenza. Sono impaziente di continuare a lavorare con loro per dimostrare come una buona amministrazione pubblica possa contribuire a tutelare la democrazia e i diritti fondamentali.
Emily O’Reilly
2. Il 2023 in sintesi
06 giugno
3. Tematiche principali
Il Mediatore europeo assiste i cittadini, le imprese e le organizzazioni che incontrano problemi con l’amministrazione dell’UE. Può trattarsi di mancanza di trasparenza nel processo decisionale, di ritardi o rifiuti di fornire accesso a documenti, di violazioni dei diritti fondamentali e di questioni contrattuali. Le seguenti sezioni contengono una panoramica dei principali casi inerenti a un determinato ambito.
3.1. Accesso ai documenti
I cittadini dell’UE godono di ampi diritti in materia di accesso ai documenti in possesso delle istituzioni dell’UE. Se hanno difficoltà ad accedere a tali documenti possono rivolgersi all’Ufficio del Mediatore per chiedere aiuto.
A seguito di un’indagine di propria iniziativa, la Mediatrice ha chiesto alla Commissione europea di affrontare quanto prima i propri ritardi sistemici nel trattamento delle richieste di accesso ai documenti, rilevando che è necessario rivederne completamente le modalità per garantire il rispetto delle scadenze previste dalla normativa dell’UE sull’accesso del pubblico ai documenti [regolamento (CE) n. 1049/2001]. Dall’indagine della Mediatrice è emerso che, relativamente alle richieste di riesame di una decisione di accesso da parte di persone fisiche (la cosiddetta domanda di conferma), nell’85 % dei casi la Commissione non rispetta i termini previsti dalla normativa. A settembre la Mediatrice ha trasmesso una relazione speciale al Parlamento europeo, chiedendo a tale istituzione il suo sostegno formale affinché la Commissione dia seguito alla sua raccomandazione. A novembre ha discusso la relazione con i membri del Parlamento stesso in seno alla Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni.
La Mediatrice ha anche aperto un’indagine di propria iniziativa sul modo in cui la Commissione, il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea gestiscono le richieste di accesso del pubblico ai documenti legislativi. Da sue precedenti indagini è emerso che in materia di richieste di accesso le tre istituzioni non rispettano pienamente il diritto e, più specificamente, la giurisprudenza dell’UE.
In seguito a un’indagine la Mediatrice ha chiesto al Consiglio di concedere pieno accesso del pubblico a un parere del suo servizio giuridico su una proposta di legge in materia di salario minimo, sostenendo che una maggiore trasparenza mentre erano in corso i negoziati sul progetto di legge avrebbe facilitato notevolmente la partecipazione del pubblico al processo legislativo dell’UE. A seguito di tale raccomandazione il Consiglio ha concesso l’accesso al documento richiesto. La Mediatrice ha inoltre criticato la risposta negativa del Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) alle molteplici richieste di accesso del pubblico ai documenti preparatori relativi ai trasferimenti internazionali di dati. In risposta alla raccomandazione della Mediatrice l’EDPB ha infine concesso un accesso più ampio ai documenti richiesti.
Anche nel 2023 ha continuato a essere problematico definire che cosa costituisca esattamente un documento dell’UE. La Mediatrice ha criticato la mancata inclusione iniziale da parte della Commissione di messaggi di posta elettronica specifici nell’ambito di una richiesta di accesso riguardante la corrispondenza sui progetti di strategie dell’UE in materia di suolo, foreste e adattamento ai cambiamenti climatici. Nel corso dell’indagine della Mediatrice la Commissione ha accettato di registrare i messaggi di posta elettronica in questione e di esaminare se potessero essere divulgati.
In un’indagine riguardante l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) la Mediatrice ha concluso che la prassi dell’Agenzia di inserire automaticamente determinate richieste di accesso ai documenti in una lista d’attesa in ordine cronologico, indipendentemente dal fatto che la loro gestione comporti o meno un onere amministrativo eccessivo, non poteva essere considerata buona amministrazione. Osservando che l’EMA sta già adottando misure per eliminare gradualmente la suddetta lista d’attesa, la Mediatrice ha chiesto all’Agenzia di riferirle in merito ai progressi compiuti.
La Mediatrice ha anche formulato suggerimenti alla Banca europea per gli investimenti (BEI) sul modo in cui gestisce le richieste di accesso ai documenti. In particolare, ha chiesto alla BEI di valutare tali richieste in base al loro merito e non alla luce del fatto che la Banca abbia già in programma di pubblicare i documenti in questione in un secondo momento nonché di spiegare meglio in che modo esattamente l’eventuale divulgazione potrebbe pregiudicare interessi tutelati dalle norme sulla trasparenza quando rifiuta l’accesso. I suggerimenti della Mediatrice facevano seguito a un’indagine sul modo in cui la Banca aveva gestito una richiesta di accesso alla sintesi di un progetto che sta finanziando per la modernizzazione di una rete di distribuzione dell’elettricità in Polonia. In risposta, la BEI ha dichiarato che si assicurerebbe di trattare le richieste di accesso in linea con i suggerimenti della Mediatrice.
In un’indagine relativa al processo decisionale in materia ambientale, la Mediatrice ha criticato il rifiuto della Commissione di fornire accesso a documenti riguardanti le emissioni di gas a effetto serra dell’industria della ceramica comunicate nell’ambito del sistema di scambio di quote di emissioni dell’UE (EU ETS). La Mediatrice non concordava con l’argomentazione della Commissione secondo la quale i documenti richiesti non includevano un maggior numero di informazioni sulle emissioni nell’ambiente rispetto a quanto già pubblicamente disponibile né con la valutazione della stessa secondo la quale non vi era un interesse pubblico prevalente nella divulgazione dei documenti. La Mediatrice ha informato quindi la Commissione che stava valutando la possibilità di condurre un’indagine più ampia sull’interpretazione data da quest’ultima della portata delle informazioni ambientali e dei dati relativi alle emissioni nell’ambiente.
3.2. Diritti fondamentali
A seguito dell’incidente che il 14 giugno ha visto centinaia di persone annegare al largo delle coste greche, la Mediatrice ha avviato un’indagine di propria iniziativa sul ruolo dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) per quanto riguarda le missioni di ricerca e soccorso. La Mediatrice ha chiesto di ispezionare un’ampia gamma di documenti riguardanti le responsabilità di Frontex in questo settore, tra cui la relazione formale sull’incidente in questione (segnalazione di incidenti gravi) e le segnalazioni di altri recenti incidenti che hanno comportato la perdita di un gran numero di vite umane nel Mar Mediterraneo. Certi membri della squadra investigativa dell’Ufficio del Mediatore hanno successivamente incontrato i rappresentanti di Frontex a Varsavia per chiarire alcune delle informazioni fornite. La Mediatrice ha inoltre chiesto a Frontex di fornire ulteriori documenti a fini di ispezione.
In un’altra iniziativa relativa al ruolo delle istituzioni dell’UE nella tutela dei diritti fondamentali nell’ambito della gestione delle frontiere, la Mediatrice ha chiesto maggiori informazioni sul protocollo d’intesa firmato a luglio tra l’UE e la Tunisia. In particolare, la Mediatrice ha chiesto alla Commissione europea come intendesse garantire il rispetto dei diritti umani nell’ambito delle misure connesse alla migrazione attuate ai sensi dell’accordo, che eroga alla Tunisia 105 milioni di EUR di finanziamenti comunitari per la gestione delle frontiere. Ha anche chiesto alla Commissione se avesse effettuato una valutazione d’impatto sui diritti umani prima della firma del protocollo d’intesa e se intendesse effettuare valutazioni periodiche durante l’attuazione dell’accordo. Infine, ha chiesto alla Commissione se avesse definito criteri per la sospensione dei finanziamenti in caso di mancato rispetto dei diritti umani. In un’indagine separata la Mediatrice ha chiesto alla Commissione in quale modo quest’ultima garantisca che i fondi UE concessi alla Grecia per la gestione delle frontiere non contribuiscano a violazioni dei diritti fondamentali.
A seguito di un’indagine riguardante un’operazione congiunta di Frontex in Spagna, la Mediatrice ha chiesto all’Agenzia di fare di più per garantire il rispetto dei diritti fondamentali dei migranti irregolari durante i colloqui di «debriefing», ossia i colloqui con i quali vengono raccolte informazioni finalizzate all’analisi dei rischi e all’identificazione dei soggetti sospettati di crimini transfrontalieri. La Mediatrice ha proposto che Frontex registri il consenso delle persone che sostengono i colloqui e garantisca che ricevano informazioni sui loro diritti e sulla possibilità di avvalersi di un meccanismo di denuncia indipendente. La Mediatrice ha inoltre suggerito che Frontex insista affinché i piani operativi di qualsiasi operazione di gestione congiunta delle frontiere in uno Stato membro prevedano l’accesso all’assistenza legale per i migranti. Frontex ha accettato la maggior parte dei suddetti suggerimenti.
La Mediatrice ha accolto con favore la decisione della Commissione di collaborare con le autorità locali per redigere una valutazione dell’impatto sui diritti fondamentali delle strutture di gestione dell’immigrazione (Centri multifunzionali di accoglienza e identificazione) finanziate dall’UE in Grecia, di rendere pubblica tale valutazione e di rivalutarla periodicamente. L’impegno della Commissione ad adoperarsi in tal senso fa seguito ai suggerimenti formulati dalla Mediatrice in un’indagine sulle modalità con le quali la Commissione garantisce il rispetto dei diritti fondamentali in tali strutture.
A seguito di un’indagine sul modo in cui il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) valuta i rischi per i diritti umani prima di fornire sostegno a Paesi non UE ai fini dello sviluppo di capacità di sorveglianza, la Mediatrice ha avanzato una serie di suggerimenti atti a migliorare le linee guida del SEAE in materia di diritti umani. Tra tali suggerimenti vi sono quelli di fornire maggiori informazioni sul processo di individuazione dei rischi, di specificare che una valutazione dell’impatto sui diritti umani di un’attività dovrebbe avvenire in ogni fase dell’attività in questione e di includere disposizioni in materia di protezione dei dati per quanto riguarda le sessioni di condivisione delle informazioni con le organizzazioni locali per i diritti umani. In un’altra indagine relativa all’assistenza ai paesi terzi per lo sviluppo delle capacità di sorveglianza la Mediatrice ha suggerito a Frontex di aggiornare la propria procedura di valutazione dell’impatto sui diritti umani e di migliorare le relative modalità di applicazione.
3.3. Questioni etiche
In seguito alle accuse della fine del 2022, secondo le quali Paesi extracomunitari avrebbero pagato per esercitare una determinata influenza sul Parlamento europeo, la Mediatrice ha avuto una serie di scambi con quest’ultima istituzione sui suoi piani di riforma delle proprie norme etiche. A dicembre la Mediatrice ha accolto con favore i miglioramenti apportati dal Parlamento al proprio quadro etico, tra cui una definizione più dettagliata dei conflitti di interesse e l’obbligo per gli eurodeputati di rendere pubblici gli incontri organizzati con lobbisti registrati e con i rappresentanti diplomatici di Paesi non appartenenti all’UE, affermando tuttavia che persistono dubbi sulla modalità con le quali tali norme saranno attuate e fatte rispettare. In tale contesto ha esortato il Parlamento a garantire che si doterà delle risorse e prenderà le disposizioni necessarie per monitorare e applicare correttamente le nuove norme.
In seguito alla diffusione della notizia che il Qatar e organizzazioni a esso vicine avevano pagato i viaggi di lavoro di un direttore generale della Commissione europea, la Mediatrice ha chiesto alla Commissione informazioni sulle spese di viaggio pagate da terzi dal 2021. Previo esame delle statistiche fornite, ha annunciato la sua intenzione di avviare un’indagine sui viaggi in questione per stabilire se la Commissione abbia adottato misure adeguate ad attenuare potenziali conflitti di interesse in questi casi. Ha inoltre esortato la Commissione a rendere pubblica almeno una sintesi delle informazioni che le aveva già trasmesso in proposito.
Nel 2023 la Mediatrice ha esaminato i rischi di conflitto di interessi in settori quali il Fondo europeo per la difesa (FED). In tale contesto ha avviato un’indagine sulle modalità con le quali la Commissione garantisce l’assenza di conflitti di interesse tra gli esperti esterni che valutano le proposte di progetti nell’ambito del FED in quanto, contrariamente alla prassi generale per la valutazione delle proposte destinate a godere di finanziamenti dell’UE, la Commissione non è tenuta a rendere pubblici i nomi degli esperti che consulta per questi progetti.
In seguito alla nomina del vicepresidente della Banca europea per gli investimenti (BEI) alla carica di amministratore delegato di una banca di promozione in Italia, la Mediatrice ha inoltre chiesto alla BEI di migliorare le proprie norme in materia di conflitti di interessi. Il vicepresidente della BEI aveva partecipato all’approvazione degli accordi di finanziamento tra la BEI stessa e la banca di promozione italiana nelle settimane precedenti la sua nomina ad amministratore delegato. La Mediatrice ha suggerito alla BEI di rafforzare il ruolo di supervisione del proprio Comitato di deontologia e di conformità per quanto riguarda i futuri nuovi impieghi dei membri del consiglio di amministrazione. In risposta, la BEI ha dichiarato di aver informato lo stesso Comitato di deontologia e di conformità in merito alle proposte della Mediatrice, affermando inoltre che quest’ultimo ha ora adottato la prassi di informare i membri uscenti del consiglio di amministrazione del fatto che i loro nuovi impegni contrattuali non devono impedire loro di riferire in merito a eventuali conflitti di interesse che dovessero insorgere durante il loro «periodo di riflessione» facente seguito alla cessazione del servizio.
Nell’ambito della sua analisi in un caso riguardante potenziali conflitti di interesse nell’attribuzione da parte della Commissione di un contratto per uno studio sulla politica dell’UE in materia di fusioni aziendali a una società di consulenza in materia di diritto della concorrenza, la Mediatrice ha valutato positivamente le modifiche che la Commissione aveva recentemente apportato ai propri orientamenti interni sugli appalti pubblici. In tale contesto ha dichiarato che i nuovi orientamenti avrebbero il potenziale di migliorare il modo in cui l’istituzione affronta i potenziali conflitti di interesse professionali nelle gare d’appalto, se diligentemente applicati. La Commissione ha terminato il contratto in questione nel corso dell’indagine della Mediatrice.
3.4. Responsabilità a livello di processo decisionale
La Mediatrice ha formulato una serie di suggerimenti alla Commissione europea per aiutarla a garantire una maggiore trasparenza e responsabilità per quanto riguarda gli oltre 700 miliardi di EUR del dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF), destinato a favorire la ripresa dell’economia dell’UE dalla pandemia di COVID-19 e dagli effetti socioeconomici dell’invasione russa dell’Ucraina. Tra i suoi suggerimenti figurano la richiesta alla Commissione di continuare a pubblicare valutazioni preliminari delle richieste di versamenti degli Stati membri, di migliorare il trattamento delle richieste di accesso ai documenti connessi all’RRF e di garantire che gli Stati membri che non hanno ancora istituito portali pubblici contenenti dati sui principali destinatari dei finanziamenti provvedano in tal senso. Ha inoltre suggerito alla Commissione di incoraggiare gli Stati membri a pubblicare tutti i beneficiari dell’RRF su tali portali pubblici.
Poiché negli ultimi anni l’UE ha approvato una serie di atti legislativi volti a proteggere l’ambiente e a contrastare i cambiamenti climatici, la trasparenza del processo decisionale in questo settore è stata al centro di molte recenti indagini della Mediatrice. Quest’anno la Mediatrice ha pubblicato una panoramica dei risultati della sua consultazione pubblica sulla trasparenza e sulla partecipazione al processo decisionale dell’UE in materia di ambiente. I partecipanti alla consultazione hanno individuato problemi che rendono loro difficile seguire i processi decisionali o contribuirvi, tra cui la pubblicazione tardiva di informazioni, la mancanza di trasparenza in merito alle attività dei gruppi di pressione e le difficoltà di accesso alle informazioni relative ai dibattiti sui progetti legislativi. Per quanto riguarda il coinvolgimento della società civile nell’elaborazione delle politiche, i partecipanti hanno suggerito alla Commissione di trasmettere informazioni sulle posizioni preliminari in materia di politiche e di legislazione, chiedendo una maggiore trasparenza in merito a chi partecipa alle consultazioni pubbliche.
A seguito dei risultati la Mediatrice ha avviato un’indagine di propria iniziativa sulle modalità con le quali la Commissione gestisce i rischi posti dalle sostanze chimiche pericolose. L’indagine mira a esaminare i ritardi nell’introduzione di restrizioni intese a mitigare i rischi posti da sostanze chimiche specifiche, i ritardi nell’inserimento di sostanze chimiche nell’elenco delle sostanze il cui uso è soggetto ad autorizzazione preventiva e i ritardi nell’adozione di decisioni sulle autorizzazioni individuali e sulle condizioni previste per la concessione di tali autorizzazioni. Nell’ambito dell’indagine la Mediatrice sta esaminando una selezione di fascicoli a campione per determinare le cause dei ritardi nonché valutare la trasparenza nell’ambito del processo.
Per quanto riguarda il processo decisionale relativo alla salute pubblica, la Mediatrice ha incoraggiato l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) a comunicare al più presto i propri piani preliminari per la pubblicazione dei dati delle sperimentazioni cliniche relativi alle procedure di valutazione dei medicinali eseguite nel periodo tra il 2018 e il 2023, in cui la sua politica di trasparenza proattiva era sospesa. La Mediatrice ha inoltre individuato diverse problematiche in materia di trasparenza nelle interazioni della Commissione con il settore del tabacco. Nelle conclusioni dell’indagine ha criticato la mancata pubblicazione proattiva da parte della Commissione di informazioni dettagliate su tutte le sue riunioni con i lobbisti del tabacco nonché la mancanza di verbali di tutte queste riunioni. Allo stesso tempo, la Mediatrice ha accolto con favore l’impegno della Commissione a valutare ulteriormente l’esposizione dei suoi servizi alle attività delle lobby del settore del tabacco. La Mediatrice fornirà alla Commissione le informazioni che quest’ultima dovrebbe comunicare alla dirigenza per garantire che tale valutazione sia approfondita, chiedendo di riferirle in merito al suo esito.
Un’organizzazione della società civile ha presentato una denuncia che riguardava l’elenco online del personale dell’UE «Whoiswho», menzionando problemi in materia di responsabilità. A seguito, la Mediatrice ha avviato un’indagine sulla decisione della Commissione di limitare ai soli dirigenti la pubblicazione dei recapiti nell’elenco «Whoiswho». In precedenza erano disponibili in tale elenco anche i recapiti dei responsabili delle politiche.
3.5. Questioni inerenti alle risorse umane
La Mediatrice ha condotto un’indagine sul modo in cui l’Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO) ha effettuato i test di «preselezione» nell’ambito di una procedura per l’assunzione di nuovo personale nella funzione pubblica dell’UE. L’indagine ha fatto seguito a diverse denunce relative alle prove, in particolare per quanto riguarda il requisito che si svolgessero esclusivamente a distanza. I candidati hanno menzionato problemi tecnici durante i test e difficoltà nel ricevere assistenza dall’EPSO e dal suo appaltatore. La Mediatrice ha avanzato una serie di proposte di miglioramento all’EPSO, chiedendogli per esempio di effettuare una valutazione globale del modo in cui i test a distanza potrebbero incidere sulla parità di opportunità, di garantire che i requisiti tecnici non si traducano in svantaggi per determinati candidati e di garantire che questi ultimi ricevano informazione su come risolvere eventuali problemi durante un esame e su come presentare un reclamo.
L’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (EUAA) ha migliorato una procedura di selezione di esperti esterni a seguito di un’indagine della Mediatrice sul modo in cui aveva trattato una particolare domanda. Nel corso dell’indagine l’EUAA ha modificato gli aspetti procedurali e organizzativi del processo di selezione che risultavano problematici. La Mediatrice ha accolto con favore tali modifiche.
3.6. Sovvenzioni e contratti
Una ONG si è rivolta al Mediatore europeo dopo che la Commissione europea aveva cercato di recuperare i costi a seguito di un audit di un progetto finanziato dall’UE sulla riabilitazione delle vittime di tortura. La Commissione ha emesso una comunicazione di addebito alla ONG in quanto coordinatrice del progetto. Tuttavia, la maggior parte dei costi considerati non ammissibili erano imputabili a uno dei partner del progetto. A seguito dell’intervento della Mediatrice la Commissione ha annullato l’ordine di recupero per un totale di quasi 28 000 EUR dichiarando che avrebbe emesso un nuovo ordine di recupero a carico del partner del progetto responsabile. La Mediatrice ha accolto con favore la decisione della Commissione.
Dopo che il Parlamento europeo ha rifiutato di concedere l’accesso ai suoi locali al bambino di una contraente esterna che desiderava allattarlo al seno, il padre del bebè si è rivolto al Mediatore europeo. Il denunciante ha osservato che il Parlamento concede l’accesso ai figli dei propri membri del personale. La Mediatrice ha ritenuto che la norma fosse sproporzionata e in contrasto con il principio della parità di trattamento. Il Parlamento ha accettato di permettere alla lavoratrice di portare il bebè nei suoi locali affermando che avrebbe cambiato le proprie regole.
4. Premio per la buona amministrazione
L’edizione 2023 del Premio del Mediatore per la buona amministrazione ha riconosciuto il lavoro comune svolto dall’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust) e dall’Ufficio del Procuratore della Corte penale internazionale per il contributo all’attività di documentazione dei crimini internazionali fondamentali e delle violazioni dei diritti umani. Le due istituzioni hanno unito gli sforzi per creare orientamenti volti ad aiutare le organizzazioni della società civile ad acquisire e a conservare le informazioni in modo atto a farle valere quali elementi di prova in tribunale.
I vincitori assoluti del Premio sono stati annunciati il 28 giugno nel corso di una cerimonia svoltasi nella biblioteca Solvay di Bruxelles, inaugurata dalla Mediatrice europea Emily O’Reilly e dalla Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. Sono stati inoltre proclamati cinque vincitori di categorie specifiche, uno del voto pubblico e uno del premio speciale.
Parlando del lavoro dei premiati, la Mediatrice ha dichiarato che «chiamare a rispondere i responsabili di crimini di guerra e di violazioni dei diritti umani rende giustizia alle vittime e può avere un effetto deterrente in futuri conflitti. La Storia ha dimostrato quanto possa essere difficile perseguire questi crimini, ed è per questo che trovare modalità efficaci per acquisire e conservare le prove è così essenziale».
57 progetti sono stati nominati per l’edizione 2023 di questo premio biennale, inteso a riconoscere il lavoro svolto dai funzionari pubblici dell’UE che ha inciso positivamente sulla vita delle persone in Europa e non solo.
Un comitato consultivo indipendente ha valutato le candidature e la Mediatrice ha scelto i vincitori. Si è trattato della quarta edizione del Premio, indetto per la prima volta dal Mediatore europeo nel 2017.
5. Denunce e indagini: come il Mediatore aiuta i cittadini
L’Ufficio del Mediatore europeo aiuta i cittadini, le imprese e le organizzazioni che incontrano problemi nei loro rapporti con l’amministrazione dell’UE trattando le denunce da essi presentate nonché cercando di promuovere buone prassi amministrative mediante un’individuazione proattiva dei problemi sistemici più ampi in seno alle istituzioni dell’UE.
L’Ufficio si sforza costantemente di migliorare le proprie procedure interne al fine di occuparsi delle indagini nel modo più efficiente possibile, garantendo altresì che i denuncianti usufruiscano di un servizio ottimale. Nel 2023 l’Ufficio del Mediatore ha semplificato e razionalizzato le procedure per la gestione delle denunce non rientranti nel proprio mandato e di quelle riguardanti la mancata risposta da parte dell’amministrazione dell’UE a messaggi di posta elettronica o lettere. Le nuove procedure consentono all’Ufficio di trattare tali denunce in modo più efficiente, con un conseguente miglioramento del servizio erogato ai denuncianti.
I miglioramenti apportati al sistema di denuncia online del Mediatore lo hanno reso più facile da usare: ora i denuncianti possono presentare più facilmente le loro denunce e seguirne l’avanzamento.
L’équipe eterogenea di addetti ai casi in servizio presso l’Ufficio e il sito web multilingue rispecchiano l’impegno del Mediatore europeo ad aiutare i cittadini che gli si rivolgono in tutte le 24 lingue ufficiali dell’UE.
Benché l’Ufficio non sia sempre in grado di condurre indagini in merito a tutte le denunce ricevute, si adopera comunque per aiutare tutti coloro che chiedono assistenza, ad esempio fornendo loro consulenza su possibilità di ricorso alternative.
5.1. Tipi di denunce e loro provenienza
5.1.1. Panoramica delle denunce e delle indagini strategiche
La Mediatrice può avviare un’indagine unicamente a seguito di denunce che rientrano nel suo mandato e che hanno soddisfatto i «criteri di ammissibilità» previsti, quali, ad esempio, il fatto che il denunciante abbia precedentemente cercato di risolvere la questione direttamente con l’istituzione interessata.
I temi sui cui lavora l’Ufficio derivano dal mandato del Mediatore europeo e dalle denunce ricevute, dal momento che queste ultime rappresentano la maggior parte dei casi. Tuttavia, in aggiunta alla sua attività principale di gestione delle denunce, la Mediatrice svolge indagini e attua iniziative strategiche più ampie su problemi sistemici in seno alle istituzioni dell’UE.
5.1.2. Denunce non rientranti nel mandato del Mediatore
Nel 2023 l’Ufficio del Mediatore europeo ha trattato quasi 1 500 denunce che esulavano dal suo mandato perché, nella maggior parte dei casi, non riguardavano il lavoro dell’amministrazione dell’UE. Il 40 % di tali denunce proveniva da Spagna, Polonia e Germania. La Spagna da sola era all’origine del 20 % di esse, mentre gli altri due paesi del 10 % ciascuno.
Nella maggior parte dei casi i cittadini si sono rivolti al Mediatore europeo per questioni riguardanti parità di trattamento o discriminazione nonché per casi giudiziari, protezione dei consumatori, questioni bancarie e trasparenza amministrativa. Queste denunce esulanti dal mandato riguardavano principalmente i problemi incontrati con gli enti pubblici nazionali, regionali o locali, i governi, gli organismi di servizio pubblico e i tribunali nazionali o internazionali (come la Corte europea dei diritti dell’uomo). I cittadini hanno inoltre presentato un gran numero di denunce in merito a enti privati, tra cui banche, imprese e piattaforme online nonché istituzione sanitarie.
L’Ufficio del Mediatore ha inoltre ricevuto molte denunce, non rientranti nel suo mandato, attinenti alla crisi umanitaria in Ucraina e Gaza.
Sebbene il numero totale di denunce relative alla pandemia di COVID-19 sia diminuito, le misure messe in atto dalle autorità nazionali per monitorare e contenere la diffusione del virus sono rimaste anche nel 2023 all’origine di un notevole numero di denunce esulanti dal mandato.
Altre denunce non rientranti nel mandato del Mediatore riguardavano le istituzioni dell’UE, vertendo tuttavia sull’attività politica o legislativa.
L’istituzione ha risposto a tutti coloro che hanno chiesto aiuto utilizzando la lingua della rispettiva denuncia o di loro preferenza. Le risposte hanno chiarito il mandato dell’Ufficio del Mediatore e, per quanto possibile, hanno consigliato ai denuncianti di rivolgersi ad altri organi in grado di aiutarli. Se da una parte tali organi comprendevano principalmente istituzioni di mediazione nazionali e regionali, dall’altra l’Ufficio ha anche indirizzato i denuncianti verso le istituzioni dell’UE (principalmente la Commissione e il Parlamento) e reti quali SOLVIT e i Centri europei consumatori.
In generale, ai denuncianti scontenti di una specifica normativa dell’UE è stato consigliato di rivolgersi alla commissione per le petizioni del Parlamento europeo. Coloro che avevano sollevato questioni relative all’applicazione del diritto dell’UE sono stati rinviati ai difensori civici nazionali o regionali ovvero a reti dell’UE, come Europe Direct.
L’uso di modelli semplificati per la gestione delle denunce esulanti dal mandato, introdotto per la prima volta nel 2022, ha consentito al personale dell’Ufficio del Mediatore di rispondere a tali denunce molto più rapidamente nel 2023 rispetto agli anni precedenti.
5.2. Contro chi?
5.3. Per quale motivo?
5.4. Risultati ottenuti
5.5. Impatto e risultati
Uno degli obiettivi generali dell’Ufficio del Mediatore europeo è quello di conseguire miglioramenti tangibili per i denuncianti e per il pubblico in generale nei rapporti con l’amministrazione dell’UE. La Mediatrice raggiunge questo obiettivo formulando proposte sotto forma di soluzioni, raccomandazioni e suggerimenti. Può inoltre promuovere miglioramenti attraverso iniziative strategiche che non sono indagini formali e persino indurre un’istituzione a risolvere una questione prima che sia presentata una proposta di soluzione formale o una raccomandazione.
5.5.1. Tasso di accettazione
Il tasso di accettazione è la percentuale di risposte positive al numero totale di proposte (soluzioni, raccomandazioni e suggerimenti) formulate dalla Mediatrice europea. Poiché la Mediatrice concede alle istituzioni fino a sei mesi per dare seguito ai suggerimenti formulati nelle sue decisioni di chiusura delle indagini, il tasso di accettazione per il 2023 include casi chiusi nel 2022.
Nel 2022 le istituzioni dell’UE hanno collaborato in modo soddisfacente con la Mediatrice nell’81 % dei casi. Delle 83 proposte avanzate dalla Mediatrice per correggere o migliorare le prassi amministrative, le istituzioni dell’UE hanno reagito positivamente a 67 di esse.
5.5.2. Impatto generale
Il tasso di accettazione rispecchia le risposte delle istituzioni alle proposte in un determinato momento e non coincide con un quadro completo dell’impatto del lavoro del Mediatore europeo nel tempo.
Anche se le istituzioni rispondono favorevolmente ai suggerimenti o alle raccomandazioni della Mediatrice, spesso hanno bisogno di tempo per apportare modifiche alle proprie prassi amministrative. Ad esempio, nel 2022 la Mediatrice ha riscontrato cattiva amministrazione in un’indagine riguardante il modo in cui l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha trattato una richiesta di accesso del pubblico relativa a una proposta di restrizione del piombo nelle munizioni. La risposta dell’EFSA alle raccomandazioni della Mediatrice è stata positiva e l’Agenzia ha dichiarato che avrebbe modificato le proprie norme e prassi. Di conseguenza, nel 2023 l’EFSA ha apportato miglioramenti alle modalità con le quali gestisce l’accesso ai documenti. Ad esempio, ha pubblicato un documento di orientamento per aiutare coloro che vogliono presentare richieste di accesso, ha modificato le norme interne per ridurre i tempi di esame delle richieste e ha iniziato a sperimentare un nuovo strumento informatico per gestirle in modo più efficiente rispettando le scadenze.
In un’altra indagine del 2022 la Mediatrice ha constatato che il modo in cui il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) aveva informato un esperto esterno che il suo contratto sarebbe stato risolto costituiva un caso di cattiva amministrazione. L’anno successivo il SEAE ha informato la Mediatrice che avrebbe organizzato sessioni di sensibilizzazione per migliorare i propri rapporti di lavoro con gli esperti esterni assunti tramite un contraente.
6. Comunicazione e cooperazione
6.1. Comunicazione
La comunicazione svolge un ruolo importante nel promuovere il ruolo e il lavoro del Mediatore presso il più ampio pubblico possibile, nel condividere importanti aggiornamenti con le parti interessate e l’amministrazione dell’UE e nel sensibilizzare in merito a temi quali la trasparenza, l’etica e la responsabilità.
Nel corso del 2023 sono stati resi più facilmente accessibili documenti chiave delle diverse indagini grazie all’aggiunta di una sezione dinamica sulla pagina iniziale del sito web nella quale sono pubblicati gli aggiornamenti recenti. Sono stati apportati anche diversi miglioramenti alla navigazione sul sito web al fine di rendere più semplice la ricerca di contenuti.
L’Ufficio ha pubblicato una storia web scorrevole per informare meglio i cittadini dell’impatto a lungo termine del lavoro della Mediatrice. La suddetta storia illustra tale lavoro in diversi settori e l’effetto che ha avuto sull’amministrazione dell’UE, ed è stata integrata da una campagna sui social media.
Inoltre, sul sito web (compresa la pagina iniziale) è stata pubblicata una serie di video che presentano il lavoro dell’Ufficio e ne illustrano le principali aree di indagine. Tale pubblicazione è stata altresì promossa sui media sociali.
La Mediatrice ha presentato il lavoro dell’Ufficio alla conferenza stampa annuale, tenutasi ad aprile. In tale occasione ha inoltre presentato una panoramica delle risposte alla sua consultazione pubblica sulla trasparenza e sulla partecipazione al processo decisionale dell’UE in materia ambientale.
Per far conoscere i vincitori del Premio per la buona amministrazione e incoraggiare la condivisione di buone idee e prassi, alla campagna sui media sociali relativa alla cerimonia di premiazione ha fatto seguito una storia web scorrevole che presentava i progetti premiati e i momenti salienti della manifestazione.
La Mediatrice ha partecipato all’evento europeo per i giovani (EYE2023) tenutosi a Strasburgo nel mese di giugno. Nel corso di uno scambio di opinioni con i presenti, ha risposto a domande sul lavoro dell’Ufficio e sull’importante ruolo di una buona amministrazione nel affermare la democrazia dell’UE.
A seguito delle accuse formulate alla fine del 2022 secondo le quali governi di paesi terzi avevano cercato di pagare per esercitare influenza sul Parlamento europeo, la Mediatrice ha invitato oratori di alto livello delle principali autorità di vigilanza, nonché della Commissione europea e del Parlamento europeo, per discutere delle lacune nell’architettura del quadro di integrità e del rispetto dello stesso. Il dibattito del gruppo di esperti, svoltosi a giugno, si è concentrato anche sulla proposta di creare un nuovo organismo etico con un suo potenziale ruolo nel migliorare ulteriormente l’integrità dell’amministrazione dell’UE.
In termini di copertura dell’attività del Mediatore da parte della stampa, nel 2023 si è registrato un aumento del 35 % del numero totale di articoli rispetto all’anno precedente. Di questi, il 56 % era uscito in paesi dell’UE.
Nel 2023 il numero di follower del Mediatore sui media sociali ha continuato ad aumentare, particolarmente su LinkedIn e Instagram. L’aumento dell’attività del suo profilo e il numero crescente di utenti in cerca di contenuti correlati all’UE su queste due piattaforme sono fattori importanti che hanno inciso sulla positività delle prestazioni. L’account su Instagram ha registrato una crescita complessiva del 91 % del numero totale di follower (6 578 nuovi follower rispetto ai 3 472 acquisiti nel 2022). Su LinkedIn il numero di follower è aumentato del 50 % (+ 5 825 rispetto ai 2 990 nuovi follower del 2022). Su Twitter, canale dei social media in cui la Mediatrice ha il pubblico più ampio, nel dicembre 2023 il numero di follower è arrivato a 36 188, registrando così un aumento del 5 % (+ 1 757). Si è registrato anche un forte miglioramento in termini di tasso di interazioni e una significativa impennata delle menzioni.
Infine, la Mediatrice e i membri del suo personale hanno proseguito le loro attività di sensibilizzazione concedendo interviste alla stampa, partecipando a conferenze accademiche e dialogando con gruppi di visitatori.
6.2. Rapporti con le istituzioni dell’UE
6.2.1. Parlamento europeo
Il Parlamento europeo elegge il Mediatore europeo all’inizio di ciascuna legislatura, una caratteristica che rende particolarmente importante il rapporto tra le due istituzioni.
Nel 2023 la Mediatrice ha incontrato la Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, per la consegna della Relazione annuale dell’Ufficio. Ha inoltre discusso le riforme in materia di integrità e trasparenza che la Presidente ha avviato in seguito alle accuse avanzate alla fine del 2022 secondo le quali paesi non appartenenti all’UE avevano pagato per esercitare influenza in seno al Parlamento. Queste riunioni, così come quelle periodiche che la Mediatrice e la sua squadra hanno tenuto con i deputati del Parlamento europeo di tutte le tendenze politiche, sono state fondamentali per instaurare un clima di fiducia e cooperazione costanti. La Mediatrice e i membri del suo personale hanno inoltre presentato i lavori dell’Ufficio in occasione di varie audizioni e scambi di opinioni con varie commissioni, come ad esempio la Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE), la Commissione speciale per le ingerenze straniere in tutti i processi democratici nell’Unione europea, inclusa la disinformazione (ING2), la Commissione giuridica (JURI) e la Sottocommissione per i diritti dell’uomo (DROI).
A settembre la Mediatrice ha inviato al Parlamento una relazione speciale sui ritardi sistemici della Commissione europea nel trattamento delle richieste di accesso ai documenti. Il Parlamento ha successivamente avviato una procedura in seno alla commissione LIBE per appoggiare tale relazione. La votazione in plenaria sulla risoluzione è prevista per l’inizio del 2024.
6.2.2. Commissione per le petizioni
La Commissione per le petizioni (PETI) è la commissione parlamentare incaricata delle relazioni con il Mediatore europeo, in quanto entrambi gli organismi operano per garantire che le problematiche dei cittadini siano prese in considerazione a livello dell’UE. Nel 2023 hanno continuato a collaborare in settori quali i diritti delle persone con disabilità e nel quadro della Rete europea dei difensori civici, di cui la commissione PETI è membro.
La Mediatrice e la presidente della PETI Dolors Montserrat si sono incontrate periodicamente nel 2023 e la seconda è stata anche membro di un gruppo di esperti alla conferenza annuale della Rete europea dei difensori civici, durante una sessione incentrata sulle elezioni europee e del Mediatore europeo.
6.2.3. Commissione europea
È naturale che una percentuale elevata delle denunce al Mediatore europeo riguardi l’attività della Commissione in quanto più grande istituzione dell’UE, che esercita una significativa influenza sulla vita di milioni di persone. Nel 2023 il rapporto di lavoro con la Commissione è rimasto molto costruttivo e la Mediatrice ha tenuto riunioni con diversi commissari. A livello di personale sono stati mantenuti stretti contatti tra l’Ufficio del Mediatore e la Commissione per garantire che le problematiche sollevate dai denuncianti potessero essere affrontate nel modo più efficace possibile.
6.2.4. Altre istituzioni, agenzie e organizzazioni
I rapporti con diversi settori dell’amministrazione dell’UE formano parte integrante della strategia della Mediatrice «Verso il 2024». Soltanto attraverso una stretta collaborazione è possibile esercitare un impatto positivo e duraturo sull’amministrazione dell’UE. A febbraio la Mediatrice ha tenuto un incontro con il presidente della Corte dei conti europea, il procuratore europeo e il direttore generale dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) in preparazione della conferenza «Building a stronger EU integrity framework» (Istituire un quadro più solido per l’integrità dell’UE) che la stessa ha organizzato. Nel corso dell’anno la Mediatrice ha incontrato anche il presidente della Banca centrale europea (BCE) e il direttore esecutivo dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex).
6.2.5. Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità
L’Unione europea è firmataria della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD), uno strumento internazionale vincolante in materia di diritti umani volto a «promuovere, proteggere e garantire il pieno ed eguale godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità e a promuovere il rispetto per la loro inerente dignità».
Il rispetto della Convenzione nell’UE è monitorato dal quadro dell’UE per la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, presieduto nel 2023 dalla Mediatrice europea. In qualità di membro del quadro, la Mediatrice presta particolare attenzione all’attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite da parte dell’amministrazione dell’UE.
Nel 2023, il Mediatore europeo ha trattato una serie di indagini relative ai diritti delle persone con disabilità. A febbraio la Mediatrice ha chiuso un’indagine sul modo in cui la Commissione europea applica la norma di cui allo statuto dei funzionari relativa alla concessione di un doppio assegno familiare quale contributo all’assistenza ai minori con disabilità. L’indagine ha rilevato che il ricorso a soglie relative al grado di disabilità, che esclude automaticamente determinati casi, è in contrasto con gli obblighi dell’amministrazione dell’UE ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. La Mediatrice ha chiesto alla Commissione di rivedere la propria prassi. La Commissione ha quindi avviato un processo di revisione delle norme applicabili, che interessa l’intera amministrazione dell’UE, al fine di garantire una valutazione nel merito individuale di tutte le domande di questo tipo di indennità.
L’Ufficio del Mediatore ha presentato il lavoro svolto nel settore dei diritti delle persone con disabilità in occasione di diversi eventi nel corso dell’anno, tra cui uno al quinto Parlamento europeo delle persone con disabilità.
6.3. Rete europea dei difensori civici
La Rete europea dei difensori civici è una rete informale coordinata dal Mediatore europeo e composta da oltre 95 uffici in 36 paesi europei, nonché dalla commissione per le petizioni del Parlamento europeo.
Il tema della conferenza annuale 2023 della Rete, tenutasi presso il Parlamento europeo a Bruxelles, è stato la tutela dei diritti umani. La prima sessione si è concentrata sulla migrazione e i partecipanti hanno riflettuto su come e perché i migranti arrivino in Europa e sul ruolo cruciale che i difensori civici svolgono nel denunciare i pregiudizi che subiscono, proteggerne i diritti e chiedere alle amministrazioni di rispondere del loro operato. La seconda sessione ha esaminato il ricorso all’IA nelle pubbliche amministrazioni, mentre le discussioni si sono focalizzate sui benefici e sui potenziali svantaggi di tale tecnologia.
Mediante la procedura di interrogazione i membri della Rete hanno la possibilità di formulare domande sul diritto dell’UE in merito a questioni che emergono nel corso delle loro indagini, alle quali la Mediatrice europea chiama a rispondere esperti delle istituzioni dell’UE. Tra gli argomenti delle interrogazioni del 2023 figurano la tessera di assicurazione sanitaria europea, le restrizioni alla libera circolazione delle persone tra gli Stati membri dell’Unione e le norme assicurative dell’UE.
Poiché i Paesi candidati all’UE possono diventare membri della Rete, nel 2023 è entrata a far parte della Rete anche l’Istituzione dei mediatori per i diritti umani della Bosnia-Erzegovina.
Proseguendo le sue visite regolari presso gli uffici dei difensori civici nazionali, la Mediatrice europea si è recata a Varsavia nel mese di settembre, dove ha incontrato il vice commissario (difensore civico) polacco per i diritti umani. Durante la sua permanenza nella capitale polacca ha visitato la sede dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex). La Mediatrice ha inoltre tenuto un discorso all’Università di Varsavia sul tema «The European Ombudsman in a geopolitical age: protecting human rights and accountability» (Il Mediatore europeo in un’era geopolitica: tutela dei diritti umani e responsabilità).
7. Risorse
7.1. Bilancio
Il bilancio del Mediatore europeo è una sezione indipendente da quello dell’UE. È suddiviso in tre titoli: nel titolo 1 sono iscritte le retribuzioni, le indennità e altre spese relative al personale; nel titolo 2 figurano gli immobili, gli arredi, le attrezzature e spese varie di funzionamento; il titolo 3 riporta le spese risultanti dalle funzioni generali svolte dall’istituzione. Nel 2023 gli stanziamenti di bilancio ammontavano a 13 212 447 EUR.
Al fine di assicurare una gestione efficace delle risorse, il revisore interno del Mediatore europeo compie verifiche periodiche dei sistemi di controllo interno e delle operazioni finanziarie eseguite dall’Ufficio. Come nel caso di altre istituzioni, anche quella del Mediatore è soggetta all’esame della Corte dei conti europea, che non ha individuato problemi specifici nel contesto del suo audit esterno.
7.2. Impiego delle risorse
Ogni anno il Mediatore europeo adotta un piano di gestione annuale che definisce le specifiche iniziative che l’Ufficio prevede di intraprendere per centrare gli obiettivi e concretizzare le priorità della propria strategia quinquennale «Verso il 2024». Il piano di gestione annuale per il 2023 è il terzo a basarsi su tale strategia.
Potendo contare su dipendenti altamente qualificati e plurilingue, l’Ufficio del Mediatore europeo è in grado di gestire le denunce nelle 24 lingue ufficiali dell’UE e di condurre campagne di sensibilizzazione riguardanti il proprio lavoro in tutta l’Unione. La politica di lavoro ibrido dell’Ufficio, orientata ai risultati e basata sulla fiducia, sostiene l’ambizione della Mediatrice di promuovere un ambiente di lavoro moderno, digitale e flessibile.
Nel 2023 la tabella dell’organico dell’Ufficio del Mediatore contemplava 75 posti, ai quali si aggiungeva una media di nove agenti contrattuali. Nel corso dell’anno, inoltre, 18 tirocinanti vi hanno maturato esperienza di lavoro.
Nel 2023 la Mediatrice ha condotto un’indagine tra il personale, che ha evidenziato elevati livelli generali di soddisfazione e di coinvolgimento dei dipendenti.
Informazioni dettagliate sulla struttura dell’Ufficio del Mediatore e sui compiti delle varie unità sono disponibili sul sito web del Mediatore europeo.
8. Come contattare il Mediatore europeo
Per telefono
+33 (0)388172313
Per posta elettronica
Per posta ordinaria
Médiateur européen
1 avenue du Président Robert Schuman
CS 30403
F-67001 Strasbourg Cedex
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Gli uffici
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