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Sintesi della decisione relativa all’indagine strategica OI/2/2017/TE sulla trasparenza del processo legislativo del Consiglio

Lingue disponibili :  bg.es.cs.da.de.et.el.en.fr.ga.hr.it.lv.lt.hu.mt.nl.pl.pt.ro.sk.sl.fi.sv
  • Caso :  OI/2/2017/TE
    Aperto(a) il 10-mar-2017 - Raccomandazione su 9-feb-2018 - Relazione speciale del 16-mag-2018 - Decisione del 15-mag-2018
  • Istituzione(i) interessata(e) :  Consiglio dell’Unione europea

Questa indagine strategica riguardava la trasparenza delle discussioni sui progetti legislativi in seno agli organi preparatori del Consiglio dell’UE (il «Consiglio»).

Affinché i cittadini europei possano esercitare adeguatamente il loro diritto democratico di partecipare al processo decisionale dell’UE e di chiedere conto alle parti interessate, le deliberazioni legislative devono essere sufficientemente trasparenti.

Quando i governi dei 28 Stati membri che partecipano al Consiglio adottano formalmente la legislazione dell’UE, le riunioni e le eventuali discussioni legislative sono pubbliche. Tuttavia, prima che il Consiglio raggiunga una posizione formale, si svolgono discussioni in oltre 150 organi preparatori. È a questo livello che viene proposta la maggior parte delle modifiche ai progetti legislativi e si ricercano compromessi tra gli Stati membri.

Tuttavia, gli organi preparatori non si riuniscono in pubblico. I cittadini possono esercitare il loro diritto democratico di seguire le discussioni legislative solo accedendo ai verbali di tali discussioni. Ciò richiede che le discussioni legislative in seno agli organi preparatori siano adeguatamente documentate e che l’accesso tempestivo ai documenti pertinenti sia facilmente disponibile.

In questo contesto, la Mediatrice ha avviato la presente indagine strategica nel marzo 2017. Ha rivolto domande specifiche al Consiglio, ha avviato una consultazione pubblica e ha esaminato i fascicoli legislativi del Consiglio.

La Mediatrice ha ritenuto che le attuali prassi del Consiglio costituissero un caso di cattiva amministrazione. In particolare, ha criticato il fatto che il Consiglio non abbia registrato sistematicamente l’identità degli Stati membri che prendono posizione negli organi preparatori e la prassi diffusa di limitare l’accesso ai documenti legislativi mentre è in corso il processo decisionale (il contrassegno con l’indicazione di «LIMITE»).

Il 9 febbraio 2018 la Mediatrice ha formulato tre raccomandazioni specifiche e diversi suggerimenti al Consiglio su come migliorare la trasparenza del suo processo legislativo.

Il Consiglio non ha risposto alle raccomandazioni della Mediatrice entro il termine di tre mesi prescritto dalla legge. La Mediatrice ha pertanto chiuso il caso, confermando le sue conclusioni, le sue raccomandazioni e i suoi suggerimenti di miglioramento. Seguirà una relazione speciale al Parlamento europeo.

 

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