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Decisione relativa alla trattazione, da parte della Commissione europea, di una denuncia riguardante presunte violazioni dei diritti fondamentali in Italia CHAP(2021)02649 (caso 1861/2021/FA)

Egregio sig. X,

Nel mese di ottobre 2021, Lei ha sporto una denuncia all’ufficio del Mediatore europeo relativa alla trattazione, da parte della Commissione europea, della Sua denuncia d’infrazione CHAP(2021)02649 contro l’Italia.

La Sua denuncia alla Commissione europea riguardava una procedura di esproprio avviata da un comune italiano per la costruzione di edifici sociali. Lei sosteneva che tale procedura era in violazione dei Suoi diritti di proprietà e diritto ad un ricorso effettivo e ad un giudice imparziale, sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea[1]. Lei fa inoltre riferimento alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.

Nella Sua denuncia alla Mediatrice, Lei ritiene che la Commissione abbia sbagliato nell’archiviare la Sua denuncia contro l’Italia.

Dopo un'attenta analisi di tutte le informazioni che mi sono state fornite, ho deciso di chiudere la mia indagine con la seguente conclusione:

Non vi è stata cattiva amministrazione da parte della Commissione europea in questo caso.

La Commissione gode di un ampio margine di discrezionalità nel decidere se e quando avviare o meno una procedura di infrazione[2]. Per quanto riguarda il merito di una denuncia di infrazione, la Mediatrice può intervenire (chiedendo alla Commissione di riesaminare la denuncia) solo nel caso in cui vi sia motivo di ritenere che l’interpretazione dei fatti o della legge dalla Commissione sia manifestamente errata.

La Commissione Le ha chiaramente spiegato i limiti della Sua competenza in materia di protezione dei diritti fondamentali. In particolare, la Commissione ha spiegato che può intervenire esclusivamente nei casi in cui una violazione dei diritti fondamentali avviene nell'attuazione del diritto dell’Unione da uno Stato membro[3].

I settori di competenza dell'Unione sono stabiliti chiaramente negli articoli da 2 a 6 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea[4]. In questo senso, l'Unione non ha una competenza diretta su questioni relative alla proprietà privata, comprese le procedure di espropriazione negli Stati membri. Inoltre, la direttiva 2011/7/UE non risulta applicabile alla situazione in questione in quanto riguarda le transazioni commerciali. Pertanto, la Commissione ha ritenuto che la Sua denuncia non riguardava l'attuazione del diritto dell’Unione e ha deciso di archiviare il caso.

Sulla base di quanto sopra, non c’è niente che indichi che l’interpretazione della Commissione europea dei fatti o della legge sia manifestamente errata.

 Notiamo inoltre che i consigli e le informazioni fornite dalla Commissione risultano adeguati. La Commissione ha spiegato che sta attualmente monitorando, nel contesto della Relazione sullo Stato di diritto, la conformità degli Stati membri dell'Unione con lo Stato di diritto, anche per quanto riguarda l'efficienza dei loro sistemi giudiziari. Alla luce della competenza limitata della Commissione, Le ha consigliato di riferire la questione alla Corte europea dei diritti dell'uomo, che non è un organo dell'Unione europea.

Comprendo che questa decisione La deluderà. Spero tuttavia che trovi utili queste informazioni[5].

Distinti saluti.

 

Tina Nilsson
Capo dell’unità Gestione dei casi

Strasburgo, 18/11/2021

 

[1] Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (2000/C 364/01), disponibile al link seguente: https://www.europarl.europa.eu/charter/pdf/text_it.pdf

[2] sentenza della Corte di giustizia del 6 dicembre 1989, Commissione delle Comunità europee c. Repubblica ellenica, C-329/88, ECLI:EU:C:1989:395

[3] Come previsto dall'articolo 51 della Carta e in linea con l'articolo 6, paragrafo 1, del Trattato sull'Unione europea (TUE)

[4] Come previsto dall’articolo 5(2) Trattato sull’Unione europea: “In virtù del principio di attribuzione, l'Unione agisce esclusivamente nei limiti delle competenze che le sono attribuite dagli Stati membri nei trattati per realizzare gli obiettivi da questi stabiliti. Qualsiasi competenza non attribuita all'Unione nei trattati appartiene agli Stati membri”

[5] Informazioni complete sulla procedura e i diritti relativi alle denunce sono pubblicati sul

https://www.ombudsman.europa.eu/it/document/70707.