La politica linguistica dell’Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno riguardo al suo sito web e alla corrispondenza con i cittadini

Lingue disponibili :  bg.es.cs.da.de.et.el.en.fr.ga.it.lv.lt.hu.mt.nl.pl.pt.ro.sk.sl.fi.sv
  • Caso :  2413/2010/MHZ
    Aperto(a) il 15-dic-2010 - Decisione del 13-dic-2011
  • Istituzione(i) interessata(e) :  Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli)
  • Ambito(i) giuridico(i) :  Questioni generali, istituzionali e finanziarie
  • Tipi di presunta cattiva amministrazione – (i) violazione di, o (ii) violazione degli obblighi connessi a :  Legalità (scorretta applicazione di norme sostanziali e/o procedurali) [Articolo 4 CEBCA],Assenza di discriminazione [Articolo 5 CEBCA],Risposta alle lettere nella lingua del cittadino, con indicazione del funzionario competente [Articoli 13 e 14 CEBCA]
  • Oggetto(i) :  Questioni istituzionali, politiche e di altro genere
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Sintesi della decisione sulla denuncia 2413/2010/MHZ contro l’Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno

Il denunciante, un cittadino polacco, lamentava che l’Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno (UAMI) aveva risposto in inglese a una sua lettera che era stata redatta in polacco e che il sito web dell’UAMI era disponibile solamente nelle lingue di lavoro dell’UAMI (inglese, francese, tedesco, spagnolo e italiano). Egli ha ritenuto che ciò fosse illecito e si è pertanto rivolto al Mediatore.

Il Mediatore ha avviato un’indagine ed è riuscito a convincere l’UAMI a modificare la propria politica linguistica. Si è detto in disaccordo con il punto di vista iniziale dell’UAMI in base al quale il regolamento di base dell’UAMI, unitamente alla sentenza Kik, costituiva la base giuridica per la sua prassi di usare solamente l’inglese, il francese, il tedesco, lo spagnolo e  l’italiano sul suo sito web. Inoltre, egli non poteva escludere che tale prassi ponesse persone giuridiche e fisiche provenienti da Stati membri diversi da Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Spagna in una situazione di svantaggio rispetto alle persone originarie da questi paesi. Ha sottolineato che, quando un cittadino accede per la prima volta al sito web dell’UAMI, navigherebbe molto più comodamente se fossero disponibili tutte le versioni linguistiche. Ha addotto a motivo che una buona prassi amministrativa richiede che, nei limiti del possibile, le istituzioni, gli organi, gli uffici, le agenzie dell’UE forniscano informazioni ai cittadini nella loro lingua. Ha inoltre aggiunto che la convenienza amministrativa non è un argomento valido per un’amministrazione dell’UE, ben attrezzata in termini di risorse tecniche e umane, per non rendere disponibili i siti web in tutte le lingue dell’UE.

Quale esito dell’indagine del Mediatore, l’UAMI ha introdotto importanti modifiche. Anzitutto, ha deciso di accettare domande scritte da qualsiasi cittadino dell’Unione, in qualsiasi lingua menzionata all’articolo 55, paragrafo 1 TUE e di rispondere nella stessa lingua. In secondo luogo, ha accettato la proposta del Mediatore di una soluzione amichevole. Pertanto, ha reso disponibile la homepage del proprio sito web in tutte le lingue dell’UE e ha spiegato la sua politica linguistica in materia. Il Mediatore ha applaudito questa lodevole presa di posizione.