Violazione del diritto di difesa e del principio della presunzione di innocenza

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  • Case: 0226/2007/MHZ
    Opened on 20 Feb 2007 - Decision on 19 May 2009
  • Institution(s) concerned: European Commission
  • Field(s) of law: Environment, consumers and health protection
  • Types of maladministration alleged – (i) breach of, or (ii) breach of duties relating to: Lawfulness (incorrect application of substantive and/or procedural rules) [Article 4 ECGAB],Absence of abuse of power [Article 7 ECGAB]
  • Subject matter(s): Execution of contracts

Sintesi della decisione sulla denuncia 226/2007/MHZ (riservata) contro la Commissione europea

Il denunciante, una ONG belga, era una struttura d'accoglienza del Centro consumatori europei in Belgio, che aveva ricevuto una sovvenzione europea per lo svolgimento di tale attività. La Commissione effettuava un audit in tale contesto evidenziando alcune irregolarità. Prima che le conclusioni definitive dell'audit fossero comunicate al denunciante, la Commissione indirizzava alle autorità belghe una lettera in cui si affermava che, alla luce dell'audit, il denunciante non poteva più ricoprire il ruolo di struttura d'accoglienza nazionale. Di conseguenza la Commissione chiedeva alle autorità di designare un'altra organizzazione. La Commissione informava il denunciante delle conclusioni dei revisori dei conti solo dopo due mesi. Soltanto allora il denunciante poteva presentare la sua difesa. Per di più, un funzionario della Commissione informava una terza persona del contenuto della lettera ancora prima che quest'ultima fosse inviata.

Le azioni della Commissione sopra descritte costituivano il nucleo fondamentale della denuncia presentata al Mediatore. Il denunciante sosteneva altresì che la Commissione avesse utilizzato impropriamente il suo potere, non avesse fornito una motivazione adeguata e non fosse stata coerente nel processo di sospensione della sovvenzione. Inoltre lamentava che l'audit non fosse stato trasparente né obiettivo.

Il Mediatore non ha ritenuto convincente la spiegazione della Commissione relativa alla lettera che, sostanzialmente, faceva riferimento all'esigenza dell'urgenza amministrativa e, a tal proposito, ha riscontrato due esempi di cattiva amministrazione. Il Mediatore ha ritenuto che, indipendentemente dagli obiettivi che avevano indotto la Commissione a inviare la lettera e dalla loro plausibilità, essi non potessero essere raggiunti compromettendo in qualche modo i diritti fondamentali del denunciante alla difesa e la sua presunzione di innocenza. Il Mediatore ha pertanto proposto due soluzioni amichevoli: in primo luogo, la Commissione potrebbe pagare un risarcimento, in secondo luogo, potrebbe chiarire la sua posizione in merito alla possibilità per il denunciante di diventare una struttura d'accoglienza in futuro.

La Commissione ha rifiutato la prima proposta sostenendo che (i) dopo l'invio della lettera l'OLAF e i revisori hanno confermato la cattiva gestione finanziaria del denunciante e (ii) il denunciante sapeva di essere oggetto di indagine al momento dell'invio. Il Mediatore non ha espresso consenso per tale posizione e ha sottolineato che l'indagine in corso di cui sopra e le relative conclusioni, secondo cui il denunciante aveva commesso irregolarità, non potessero annullare il diritto di difesa del denunciante e la presunzione di innocenza. Inoltre spettava alla Commissione e non alle autorità belghe pronunciarsi in via definitiva in merito alla scelta della struttura d'accoglienza. Per tale ragione la lettera della Commissione ha avuto un impatto considerevole. Il Mediatore ha notato con rammarico che la Commissione non avesse preso contatti diretti con il denunciante per chiarire le perdite di quest'ultimo. Ha archiviato questo aspetto del caso con un'osservazione critica affermando che la Commissione non aveva rispettato il diritto di difesa del denunciante e il principio della presunzione di innocenza. Ha tuttavia valutato positivamente la risposta della Commissione alla sua seconda proposta di soluzione amichevole, da cui ha dedotto che la Commissione non impedirà al denunciante di diventare la struttura d'accoglienza nazionale in futuro. Per quanto concerne le altre accuse del denunciante, il Mediatore non ha ravvisato gli estremi di una cattiva amministrazione.