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Gestione della richiesta d’accesso ai documenti presentata dal denunciante

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  • Case: 1161/2010/BEH
    Opened on 22 Jun 2010 - Draft recommendation on 19 Dec 2011 - Decision on 03 Aug 2012
  • Institution(s) concerned: European Commission
  • Field(s) of law: General, financial and institutional matters
  • Types of maladministration alleged – (i) breach of, or (ii) breach of duties relating to: Requests for public access to documents [Article 23 ECGAB]
  • Subject matter(s): Dealing with requests for information and access to documents (Transparency)
A pile of documents marked "top secret"
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Sintesi della decisione sulla denuncia 1161/2010/BEH (riservata) contro la Commissione europea

Il denunciante è un dottorando tedesco che nel 2009 si era rivolto alla Commissione europea e, sulla base del regolamento (CE) n. 1049/2001, aveva chiesto di accedere a determinati documenti riguardanti una serie di casi di infrazione allora pendenti dinanzi alla Corte di giustizia. Detti casi si riferivano a talune questioni doganali relative a importazioni di armamenti e prodotti a duplice uso. In sostanza, la richiesta del denunciante riguardava la corrispondenza tra la Commissione e gli Stati membri interessati. La Commissione si era rifiutata di concedere l’accesso ai documenti richiesti. Dopo che, nel dicembre 2009, la Corte di giustizia aveva pronunciato le sentenze relative ai suddetti casi, il denunciante aveva presentato una nuova richiesta di accesso. Anche in quel caso la Commissione si era rifiutata di concedere l’accesso ai documenti e il denunciante aveva presentato una domanda di conferma. La Commissione aveva dapprima prorogato il termine ultimo per la gestione di tale domanda e successivamente aveva informato il denunciante di non essere stata in grado di concludere le proprie consultazioni interne.

Nella sua denuncia al Mediatore, il denunciante accusava la Commissione di non avere trattato la sua domanda di conferma per l’accesso ai suddetti documenti entro i termini previsti dal regolamento (CE) n. 1049/2001, sostenendo altresì che la decisione di non concedere l’accesso era illegittima. Il denunciante sosteneva la necessità, da parte della Commissione, di trattare rapidamente la sua domanda di conferma e di concedere l’accesso ai documenti in questione, alla luce delle argomentazioni sollevate nella sua domanda di conferma per l’accesso.

Nel suo parere la Commissione aveva evidenziato, tra l’altro, il gran numero di documenti interessati nonché i vari cambiamenti nella portata delle richieste del denunciante, cui era imputabile il ritardo nell’adozione di una decisione. Quanto alla sostanza, la Commissione aveva sottolineato l’estrema delicatezza dei casi di infrazione in questione, asserendo altresì l’impossibilità di divulgare i documenti richiesti poiché, dopo la sentenza della Corte, erano in corso negoziati sul seguito da dare con numerosi Stati membri.

Dopo l’ispezione del fascicolo della Commissione da parte dei suoi servizi, il Mediatore ha inviato un progetto di raccomandazione alla Commissione. Considerando che non aveva trattato la domanda di conferma del denunciante entro un termine ragionevole né fornito una spiegazione soddisfacente del suo rifiuto di concedere l’accesso, il Mediatore ha sollecitato la Commissione a trattare rapidamente la domanda di conferma del denunciante concedendo l’accesso ai documenti interessati.

La Commissione ha accettato il progetto di raccomandazione del Mediatore e ha divulgato integralmente i documenti richiesti dal denunciante. Pur avendo espresso preoccupazione per la lentezza con cui la Commissione ha adottato la propria decisione sulla domanda di conferma del denunciante, il Mediatore ha constatato con favore che la Commissione stessa ha riconosciuto che tale ritardo era di fatto ingiustificabile e ha elogiato l’approccio costruttivo da essa adottato in seguito al suo progetto di raccomandazione.

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